Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

Autostima fai da te

20190304_095458Sembra paradossale che pubblichi le mie impressioni di lettura sul libro Autostima fai da te  (Rizzoli, 2019) di Gerry Grassi subito dopo aver pubblicato la breve lezione di psicologia dal titolo L’autostima è sovrastimata. In effetti qualcuno può chiedersi: perché ti metti a leggere un libro sull’autostima quando hai appena scritto che la questione dell’autostima non è poi così importante per il benessere di una persona?!

La risposta è semplice: Gerry Grassi è un collega e amico, un professionista molto preparato, appassionato, attento e ricco di idee, ed io ero molto curioso di scoprire la sua opera (e se non mi fosse piaciuta non starei qui a parlarne!).

Innanzitutto Autostima fai da te è molto di più di un semplice libro sull’autostima: è un vero e proprio manuale di auto-aiuto che propone un metodo semplice ed efficace per analizzare le problematiche psicologiche e trovare buone soluzioni, alcune delle quali, come recita il sotto titolo, non convenzionali. Il metodo ASTRO che Gerry Grassi propone è un acronimo di cinque punti: Continue reading

# 052 – L’autostima è sovrastimata

autostimaRossella è una ragazza che ha un’autostima sotto i piedi. Sente di non valere granché, di essere sempre sbagliata e ogni volta che qualcuno le muove una critica, la reputa vera. Viene da me dopo la fine di una lunga storia d’amore molto tormentata. Si siede e con le lacrime agli occhi mi racconta che se tutto è andato a rotoli è stato per colpa sua: non era all’altezza delle aspettative del suo partner, in ogni campo, dalla vita intima a quella pubblica. Lui la trattava male, pretendeva che fosse diversa sia nel modo di comportarsi sia nel modo di pensare e spesso la ridicolizzava anche davanti agli altri. A differenza di lei, racconta che lui ha un ego smisurato: la sua autostima è a mille e tratta un po’ tutti con superiorità dall’alto in basso.

Nonostante la scarsa autostima, scopro che Rossella è laureata con il massimo dei voti; nel lavoro, sebbene si senta sempre un po’inferiore ai suoi colleghi, le è stata affidato un incarico di responsabilità e il suo capo ha investito su di lei; ha amici fidati che la cercano sia per confidarsi sia per divertirsi; è autonoma, vive da sola e gestisce tutte le faccende domestiche senza un aiuto; è profonda e riflessiva, consapevole dei propri valori: crede nella famiglia, nell’amore, nella solidarietà, nella giustizia; si dedica nel tempo libero all’attività di clown di corsia nei reparti pediatrici; cerca sempre di dare il massimo in tutto quello che fa; è curiosa, ama informarsi, scoprire, viaggiare.

Insomma Rossella è una persona ricca di qualità e ci sono prove oggettive del suo valore che dovrebbero sollevarle l’autostima e darle quella forza e sicurezza per affrontare la vita a testa alta. Il problema è che lei non le riconosce, queste prove oggettive, ed è alla continua ricerca di conferme da parte degli altri.

Non ce la farò mai ad avere una buona autostima – sentenzia dopo un’intera seduta passata ad elencare le proprie manchevolezze e i tentativi, vani, di ottenere riconoscimenti.

Conosce Ralph Spaccatutto? – le chiedo. Continue reading

# 051 – La spontaneità di non essere spontanei

Lo chiamavamo Mad Max perché gli saltava subito la mosca al naso, andava in escandescenza anche per una cosa innocua come lo squillo del telefono. Ma appena tirava su il telefono ostentava grande calma e un’eleganza impeccabile. Era assolutamente incredibile. Riagganciava e ritornava il solito Mad Max”.

La scena tratta dal film The Wolf of Wall Street che mostra la reazione del padre di Jordan Belfort quando, comodamente seduto di fronte alla tv mentre guarda la serie televisiva Un giustiziere a New York, riceve una telefonata è esilarante. E Mad Max è l’emblema della schizofrenia che si instaura tra il contenere le emozioni mostrando un aplombe ammirevole e il dargli libero sfogo esibendo il peggio di sé, come se fossero l’espressione di due persone dai caratteri diametralmente opposti.

Sebbene Mad Max sia una caricatura cinematografica, non è difficile identificarsi. Quante volte ci capita di indossare in pubblico perfette maschere gentili da persone perbene che nascondono vulcani emotivi che poi lasciamo eruttare solo nel privato al cospetto, purtroppo, dei nostri cari? Continue reading

# 050 – Non tutti gli str***i vengono per nuocere

sfidaA 13 anni Mirco era un ragazzino grassottello. La cosa non gli creava particolari problemi, considerava il peso del suo corpo normale finché sua madre non lo portò al cospetto dal Dr Salvo che vedendolo, quasi scandalizzato, disse secco questa frase:

– Signora, suo figlio è obeso. Con questo fisico non combinerà mai nulla nello sport come nella vita!

Quelle parole colpirono al cuore il ragazzino.

– Ci rimasi di stucco! – mi racconta infervorato. – Un caterpillar sarebbe stato più delicato di quello str***o di medico. Certe persone dovrebbero essere interdette dalla professione.

Mirco ora ha 40 anni, ha il fisico asciutto e atletico, è un imprenditore di successo. La cosa più lontana dalla profezia del medico.

– Dopo essere uscito dal suo studio ero imbufalito. Odiavo quel medico; quelle parole mi avevano rovinato la vita e dissi a me stesso che glielo farò vedere se aveva ragione o meno. Mi impressi nella memoria il suo nome, e non lo avrei più scordato.

– A 35 anni – continua, – ho fatto la mia prima maratona. Quando ho tagliato il traguardo mi è tornato in mente il Dr. Salvo e le sue parole, così il giorno dopo sono andato a cercarlo. Quando ho citofonato al suo studio e ho detto il mio nome, lui mi ha risposto che non aveva un appuntamento con me. Lo so, ho risposto, ma ce l’ho io con lei, un appuntamento, mi faccia salire. Quando sono entrato nel suo studio naturalmente non mi ha riconosciuto e così mi sono presentato: io sono quel ragazzino a cui, circa 20 anni fa, ha detto secco che ero obeso e che non avrei combinato nulla nello sport e nella vita. Bene, sono venuto per portarle la medaglia della maratona che ho concluso ieri. Eccola, la guardi bene. Come può notare, dietro c’è scritto il nome di quel ragazzino obeso. Tutto questo per dirle che lei non è un bravo medico e che farebbe un favore all’umanità se cambiasse lavoro. Mi sono ripreso la medaglia e me ne sono andato.

Mirco rimane qualche istante in silenzio. Si legge la fierezza nei suoi occhi. – Da allora, ne ho fatte altre dieci, di maratone, – aggiunge poi.

 – Cosa prova per quel medico ora? – chiedo. Continue reading

OrientaMarche 2018 – Credere in se stessi

orientamarche 2018All’interno dell’edizione 2018 di OrientaMarche, che coinvolgerà oltre 2.400 i ragazzi provenienti da 40 istituti di tutte le Marche, il 12 e il 13 dicembre alle 10.30 farò un intervento dal titolo Credere in se stessi come fondamento per una scelta consapevole nello studio e nel lavoro. Parlerò ai ragazzi di cos’è realmente l’intelligenza e di quanto siano importanti le convinzioni per sviluppare le proprie potenzialità, e di quanto queste siano determinanti per fare una buona scelta universitaria e professionale.

 

Aiutare i figli a scegliere – Banchi di prova 2018

banchi di prova 2018Domenica, 2 dicembre 2018, alle ore 10.00, all’interno della fiera di orientamento per la scelta della scuola superiore Banchi di Prova organizzato dall’informagiovani del Comune di Senigalliaterrò l’incontro pubblico dedicato ai genitori dal titolo: Aiutare i figli a scegliere.

Parlerò di come affrontare questo momento cruciale partendo dalla mia esperienza per poi spaziare e analizzare che cosa vogliamo davvero per i nostri figli. 

Toccherò il tema della felicità, dell’intelligenza nelle sue varie forme, della motivazione, del talento, della personalità, delle capacità e degli interessi.

Passerò quindi ad elencare gli ingredienti per fare una buona scelta di studi e di come sostenere i nostri figli in questa dedicata fase della vita.

Al termine sarò ben lieto di rispondere a tutte le domande dei genitori.

 

# 049 – Quando la forza di volontà non basta: cosa fare

quando la forza di volontà non bastaQuando mi parlarono per la prima volta del libro di Allen Carr, È facile smettere di fumare se sai come farlo, fumavo un’unica sigaretta al giorno, nel dopocena, accompagnata da un bicchiere di vino Porto; insomma un piccolo momento di felicità come premio dopo una lunga giornata lavorativa. Non avevo bisogno di togliere quella sigaretta e potevo farne tranquillamente a meno. Poi questo mio paziente, grande fumatore, che per smettere ne aveva provate di tutte, dall’ipnosi all’agopuntura, un giorno disse di aver acquistato il libro in un’edicola alla stazione di Milano, di essere salito sul treno, di averlo letto tutto d’un fiato e, quando è sceso a Senigallia (circa 4 ore dopo), di aver smesso definitivamente.

– Il bello, dottore, è che questo libro non ti dice di smettere di fumare, anzi. Ti suggerisce di continuare mentre leggi. E soprattutto non è infarcito di tutti quelle belle motivazioni che ogni fumatore conosce perfettamente, dai danni alla salute ai soldi buttati via, che ti senti ripetere ogni volta da tutti quelli che vogliono farti smettere. Quel libro lì, senza che te ne accorgi, ti smantella tutte quelle convinzioni profonde, tra l’altro false, che alimentano la dipendenza dal fumo. E te le sostituisce con altre, nuove, migliori e più arricchenti, e alla fine del libro, provi così pena e tenerezza per te stesso che non ti viene più voglia di accendere anche solo una sigaretta.

– Caspita, – ho pensato. – Davvero interessante.

E così, incuriosito dall’aspetto psicologico del libro, alla fine della giornata sono passato in libreria e l’ho acquistato. Dopo averlo letto, in modo del tutto naturale, ho eliminato anche quell’unica sigaretta serale, quella apparentemente legata a quel momento di felicità.

Dove si nasconde la magia? Continue reading

Quo Vadis? – FanOrienta

fanorientaFanorienta è un  evento dedicato agli studenti e alle famiglie che devono scegliere l’Istituto superiore presso cui iscriversi.

In un unico spazio, quello della MEMO – Mediateca Montanari, sabato 10 Novembre, dalle 15 alle 19.30   sarà possibile assistere alle presentazioni delle  scuole superiori della città di Fano, dialogare con i docenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado, formarsi sui temi dell’orientamento ascoltando gli interventi degli esperti.

L’evento si articolerà sia nella sala ipogea che nelle sale della MEMO.

Alle ore 15 presso la sala ipogea si  partirà con il saluto delle autorità  cittadine; alle 15. 30 è previsto l’intervento dell’ Assessore regionale con delega all’Orientamento  Loretta Bravi, che terrà un intervento sulle  linee guida regionali sull’orientamento scolastico e professionale.

A seguire –  dalle 16 alle 17 l’intervento dell’esperto in orientamento, psicologo e scrittore  Gianluca Antoni, che affronterà il tema del ruolo che possono svolgere i genitori nell’aiutare i figli a compiere la delicata transizione dalle scuole medie a quelle superiori.

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# 048 – Testa alta e sguardo dritto: come il corpo cambia la mente

posturaIl mio studio si trova al primo piano. Quando apro la porta per accogliere un cliente osservo il modo in cui sale le scale che, quasi sempre, rileva correttamente lo stato d’animo che mi porterà in seduta. Quando sale lento guardandosi i piedi, sai che ti aspetta un incontro all’insegna della depressione, quando sale gli scalini a due a due e ti guarda negli occhi, ti racconterà di un cambiamento positivo o di qualcosa di piacevole, quando il suo incedere è calmo e assorto come se non ci fossi, spesso ti dice di non avere un argomento preparato, quando apri la porta e te lo trovi già sul pianerottolo mentre respira affannosamente sai che l’ansia pervaderà la prossima ora.

Il corpo nel suo movimento e nella sua postura ci fornisce molteplici elementi per cogliere lo stato mentale di chi abbiamo di fronte ma spesso dimentichiamo (o siamo del tutto inconsapevoli) di quanto lo stato mentale sia esso stesso influenzato dal corpo e di come, modificando la postura o il semplice modo di camminare, le nostre emozioni cambino.

La relazione tra la mente e il corpo è infatti circolare, il loro confine è permeabile e sarebbe più appropriato considerarli un’unica entità, identica e inseparabile: la mente influenza quello che fa il corpo, esattamente come ciò che fa il corpo influenza la mente.

Su questo tema, Continue reading

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