Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

# 051 – La spontaneità di non essere spontanei

Lo chiamavamo Mad Max perché gli saltava subito la mosca al naso, andava in escandescenza anche per una cosa innocua come lo squillo del telefono. Ma appena tirava su il telefono ostentava grande calma e un’eleganza impeccabile. Era assolutamente incredibile. Riagganciava e ritornava il solito Mad Max”.

La scena tratta dal film The Wolf of Wall Street che mostra la reazione del padre di Jordan Belfort quando, comodamente seduto di fronte alla tv mentre guarda la serie televisiva Un giustiziere a New York, riceve una telefonata è esilarante. E Mad Max è l’emblema della schizofrenia che si instaura tra il contenere le emozioni mostrando un aplombe ammirevole e il dargli libero sfogo esibendo il peggio di sé, come se fossero l’espressione di due persone dai caratteri diametralmente opposti.

Sebbene Mad Max sia una caricatura cinematografica, non è difficile identificarsi. Quante volte ci capita di indossare in pubblico perfette maschere gentili da persone perbene che nascondono vulcani emotivi che poi lasciamo eruttare solo nel privato al cospetto, purtroppo, dei nostri cari? Continue reading

# 050 – Non tutti gli str***i vengono per nuocere

sfidaA 13 anni Mirco era un ragazzino grassottello. La cosa non gli creava particolari problemi, considerava il peso del suo corpo normale finché sua madre non lo portò al cospetto dal Dr Salvo che vedendolo, quasi scandalizzato, disse secco questa frase:

– Signora, suo figlio è obeso. Con questo fisico non combinerà mai nulla nello sport come nella vita!

Quelle parole colpirono al cuore il ragazzino.

– Ci rimasi di stucco! – mi racconta infervorato. – Un caterpillar sarebbe stato più delicato di quello str***o di medico. Certe persone dovrebbero essere interdette dalla professione.

Mirco ora ha 40 anni, ha il fisico asciutto e atletico, è un imprenditore di successo. La cosa più lontana dalla profezia del medico.

– Dopo essere uscito dal suo studio ero imbufalito. Odiavo quel medico; quelle parole mi avevano rovinato la vita e dissi a me stesso che glielo farò vedere se aveva ragione o meno. Mi impressi nella memoria il suo nome, e non lo avrei più scordato.

– A 35 anni – continua, – ho fatto la mia prima maratona. Quando ho tagliato il traguardo mi è tornato in mente il Dr. Salvo e le sue parole, così il giorno dopo sono andato a cercarlo. Quando ho citofonato al suo studio e ho detto il mio nome, lui mi ha risposto che non aveva un appuntamento con me. Lo so, ho risposto, ma ce l’ho io con lei, un appuntamento, mi faccia salire. Quando sono entrato nel suo studio naturalmente non mi ha riconosciuto e così mi sono presentato: io sono quel ragazzino a cui, circa 20 anni fa, ha detto secco che ero obeso e che non avrei combinato nulla nello sport e nella vita. Bene, sono venuto per portarle la medaglia della maratona che ho concluso ieri. Eccola, la guardi bene. Come può notare, dietro c’è scritto il nome di quel ragazzino obeso. Tutto questo per dirle che lei non è un bravo medico e che farebbe un favore all’umanità se cambiasse lavoro. Mi sono ripreso la medaglia e me ne sono andato.

Mirco rimane qualche istante in silenzio. Si legge la fierezza nei suoi occhi. – Da allora, ne ho fatte altre dieci, di maratone, – aggiunge poi.

 – Cosa prova per quel medico ora? – chiedo. Continue reading

OrientaMarche 2018 – Credere in se stessi

orientamarche 2018All’interno dell’edizione 2018 di OrientaMarche, che coinvolgerà oltre 2.400 i ragazzi provenienti da 40 istituti di tutte le Marche, il 12 e il 13 dicembre alle 10.30 farò un intervento dal titolo Credere in se stessi come fondamento per una scelta consapevole nello studio e nel lavoro. Parlerò ai ragazzi di cos’è realmente l’intelligenza e di quanto siano importanti le convinzioni per sviluppare le proprie potenzialità, e di quanto queste siano determinanti per fare una buona scelta universitaria e professionale.

 

Aiutare i figli a scegliere – Banchi di prova 2018

banchi di prova 2018Domenica, 2 dicembre 2018, alle ore 10.00, all’interno della fiera di orientamento per la scelta della scuola superiore Banchi di Prova organizzato dall’informagiovani del Comune di Senigalliaterrò l’incontro pubblico dedicato ai genitori dal titolo: Aiutare i figli a scegliere.

Parlerò di come affrontare questo momento cruciale partendo dalla mia esperienza per poi spaziare e analizzare che cosa vogliamo davvero per i nostri figli. 

Toccherò il tema della felicità, dell’intelligenza nelle sue varie forme, della motivazione, del talento, della personalità, delle capacità e degli interessi.

Passerò quindi ad elencare gli ingredienti per fare una buona scelta di studi e di come sostenere i nostri figli in questa dedicata fase della vita.

Al termine sarò ben lieto di rispondere a tutte le domande dei genitori.

 

# 049 – Quando la forza di volontà non basta: cosa fare

quando la forza di volontà non bastaQuando mi parlarono per la prima volta del libro di Allen Carr, È facile smettere di fumare se sai come farlo, fumavo un’unica sigaretta al giorno, nel dopocena, accompagnata da un bicchiere di vino Porto; insomma un piccolo momento di felicità come premio dopo una lunga giornata lavorativa. Non avevo bisogno di togliere quella sigaretta e potevo farne tranquillamente a meno. Poi questo mio paziente, grande fumatore, che per smettere ne aveva provate di tutte, dall’ipnosi all’agopuntura, un giorno disse di aver acquistato il libro in un’edicola alla stazione di Milano, di essere salito sul treno, di averlo letto tutto d’un fiato e, quando è sceso a Senigallia (circa 4 ore dopo), di aver smesso definitivamente.

– Il bello, dottore, è che questo libro non ti dice di smettere di fumare, anzi. Ti suggerisce di continuare mentre leggi. E soprattutto non è infarcito di tutti quelle belle motivazioni che ogni fumatore conosce perfettamente, dai danni alla salute ai soldi buttati via, che ti senti ripetere ogni volta da tutti quelli che vogliono farti smettere. Quel libro lì, senza che te ne accorgi, ti smantella tutte quelle convinzioni profonde, tra l’altro false, che alimentano la dipendenza dal fumo. E te le sostituisce con altre, nuove, migliori e più arricchenti, e alla fine del libro, provi così pena e tenerezza per te stesso che non ti viene più voglia di accendere anche solo una sigaretta.

– Caspita, – ho pensato. – Davvero interessante.

E così, incuriosito dall’aspetto psicologico del libro, alla fine della giornata sono passato in libreria e l’ho acquistato. Dopo averlo letto, in modo del tutto naturale, ho eliminato anche quell’unica sigaretta serale, quella apparentemente legata a quel momento di felicità.

Dove si nasconde la magia? Continue reading

Quo Vadis? – FanOrienta

fanorientaFanorienta è un  evento dedicato agli studenti e alle famiglie che devono scegliere l’Istituto superiore presso cui iscriversi.

In un unico spazio, quello della MEMO – Mediateca Montanari, sabato 10 Novembre, dalle 15 alle 19.30   sarà possibile assistere alle presentazioni delle  scuole superiori della città di Fano, dialogare con i docenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado, formarsi sui temi dell’orientamento ascoltando gli interventi degli esperti.

L’evento si articolerà sia nella sala ipogea che nelle sale della MEMO.

Alle ore 15 presso la sala ipogea si  partirà con il saluto delle autorità  cittadine; alle 15. 30 è previsto l’intervento dell’ Assessore regionale con delega all’Orientamento  Loretta Bravi, che terrà un intervento sulle  linee guida regionali sull’orientamento scolastico e professionale.

A seguire –  dalle 16 alle 17 l’intervento dell’esperto in orientamento, psicologo e scrittore  Gianluca Antoni, che affronterà il tema del ruolo che possono svolgere i genitori nell’aiutare i figli a compiere la delicata transizione dalle scuole medie a quelle superiori.

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# 048 – Testa alta e sguardo dritto: come il corpo cambia la mente

posturaIl mio studio si trova al primo piano. Quando apro la porta per accogliere un cliente osservo il modo in cui sale le scale che, quasi sempre, rileva correttamente lo stato d’animo che mi porterà in seduta. Quando sale lento guardandosi i piedi, sai che ti aspetta un incontro all’insegna della depressione, quando sale gli scalini a due a due e ti guarda negli occhi, ti racconterà di un cambiamento positivo o di qualcosa di piacevole, quando il suo incedere è calmo e assorto come se non ci fossi, spesso ti dice di non avere un argomento preparato, quando apri la porta e te lo trovi già sul pianerottolo mentre respira affannosamente sai che l’ansia pervaderà la prossima ora.

Il corpo nel suo movimento e nella sua postura ci fornisce molteplici elementi per cogliere lo stato mentale di chi abbiamo di fronte ma spesso dimentichiamo (o siamo del tutto inconsapevoli) di quanto lo stato mentale sia esso stesso influenzato dal corpo e di come, modificando la postura o il semplice modo di camminare, le nostre emozioni cambino.

La relazione tra la mente e il corpo è infatti circolare, il loro confine è permeabile e sarebbe più appropriato considerarli un’unica entità, identica e inseparabile: la mente influenza quello che fa il corpo, esattamente come ciò che fa il corpo influenza la mente.

Su questo tema, Continue reading

Terapia a seduta singola

20180910_153045Se qualcuno mi chiedesse qual è la seduta che preferisci nel percorso di psicoterapia con i tuoi clienti, non esito a rispondere: “La prima!”. La prima seduta è il momento cruciale, e anche magico, per me. Sei un perfetto sconosciuto per chi ti sta di fronte, e nel giro di qualche minuto devi creare quel clima che gli permetta di raccontarti qualcosa di intimo che magari non ha mai confessato a nessuno e, a volte, nemmeno a se stesso.  Rendere questa seduta significativa è il primo passo, fondamentale, per intraprendere un percorso con il piede giusto, instaurando fin da subito quel calore umano ed empatico che porta ad alimentare una relazione significativa tra terapeuta e cliente.

È proprio l’importanza data a questo momento di incontro, mi ha portato all’inizio della mia carriera a leggere il libro di Moshe Talmon, Psicoterapia a seduta singola, un libro che mi colpì perché incentrato a fornire ottimi spunti per migliorare l’efficacia del primo, e spesso unico, colloquio. Quando anni dopo, ho scoperto che il mio amico e collega Flavio Cannistrà, con cui ho condiviso il Master in Ipnosi e Psicoterapia Ericksoniana, si è  specializzato proprio su tale tema, che è andato a formarsi in California e in Australia, che ha fondato l’Italian Center for Single Session Therapy, be’, leggere il suo libro Terapia a seduta singola (Giunti, 2018) è diventato un must.

E così eccomi qua a condividere qualche riflessione a fine lettura. Continue reading

# 047 – Creare una routine felice

creare una routine feliceA un certo punto della presentazione di un suo libro, chiesero a Massimo Recalcati, noto psicoanalista lacaniano, cosa fosse per lui la felicità. Nell’attesa della risposta, mi chiesi cosa avrei risposto io, e in una frazione di secondo sentii una voce interiore dire: viaggiare, per te è viaggiare!

Quella voce interiore aveva un tono entusiasta, come se dovessi partire all’indomani per un lungo viaggio. La conoscevo bene: esprime una parte di me che vive il viaggio come una esperienza di libertà, curiosità e conoscenza. Non semplicemente come rottura di una routine quotidiana, ma come espansione di sé, arricchimento, vitalità. I viaggi rappresentano la colonna sonora della mia vita e che non posso farne a meno me ne sono accorto diversi anni fa una domenica pomeriggio. Avevo appena ristrutturato casa e il conto in rosso mi aveva impedito di partire come ero solito fare durante l’inverno. Guardavo la trasmissione Alle falde del Kilimangiaro e mi accorsi che, durante un servizio su un viaggio in India, avevo le lacrime agli occhi: mi sentivo triste. Spensi la tv e dissi che non doveva più succedere di ritrovarmi senza i soldi per prendere un aereo. Accesi il pc e aprì un conto corrente online in cui avrei messo una piccola somma mensile per finanziare i viaggi: non importa se andavo in rosso, quei soldi non si dovevano toccare. Ancora oggi mantengo questa sana abitudine, e sapere di avere quel gruzzoletto a disposizione mi fa star bene e libero di partire, anche se il conto di casa è in rosso.

Mentre alla velocità della luce la mente mi portava nella mia dimensione felice del viaggio, Massimo Recalcati rispose Continue reading

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