Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

Come realizzare un sogno – Passo 3: Ponilo sotto il tuo controllo

Quante persone alla domanda “Qual è il tuo sogno?” rispondono “Vincere al superenalotto!” Beh, fare 6 al superenalotto non è un sogno realizzabile, o meglio, è realizzabile ma la probabilità statistica è pari a 1 su 622.614.630 per ogni combinazione giocata (fonte wikipedia). Estremamente bassa, non pensi, per investire tutte le tue speranze!?
In pratica vincere al superenalotto è solo questione di fortuna in quanto non dipende da te. Certo, qualcosa dipende da te: andare a giocare, dipende da te, ma non vincere. Ecco perché se formuli sogni al di fuori del tuo controllo, sogni che non dipendono da te, sei destinato a rimanere deluso.

Un elemento importante quindi per realizzare un sogno è porlo sotto il proprio controllo. In altre parole devi chiederti: “Il mio sogno dipende totalmente da me? Se no, come posso riformularlo per porlo sotto il mio controllo?”

Per comprendere meglio è necessario fare una digressione.
Possiamo avere tre tipi di controllo sugli eventi che ci accadono : 1) diretto, 2) indiretto, 3) nullo.
Abbiamo un controllo diretto sulle nostre azioni, sui nostri pensieri, e anche sulle nostre emozioni. In altre parole siamo noi a decidere che vestito indossare la mattina, come reagire di fronte al cafone che ci ruba il parcheggio o cosa pensare delle ultime vicende che coinvolgono il premier. È totalmente sotto il nostro controllo, ossia nessuno può farci fare, sentire o pensare qualcosa se non siamo noi a permetterglielo. Paradossalmente anche nella situazione in cui un ladro ci puntasse una pistola alla tempia intimandoci di consegnargli il portafoglio, saremmo noi a “scegliere” di consegnarglielo, perché nella nostra mente, alla velocità della luce, valuteremmo preferibile privarci del portafoglio piuttosto che della vita.
Abbiamo invece un controllo indiretto su tutto ciò che riguarda il rapporto con gli altri. Non abbiamo pieno potere di spingere una persona a fare qualcosa, ma attraverso il nostro comportamento possiamo “indirettamente” provocare la reazione che desideriamo. Possiamo chiedere gentilmente al nostro commensale di passarci il sale, ma lui è libero di passarcelo o meno. Chiaro, se gli puntiamo una pistola alla tempia diventeremmo più convincenti! Paradossi a parte, ottenere qualcosa dagli altri dipende molto dalle nostre mosse, dal nostro atteggiamento, da quello che diciamo e da come lo diciamo. Non abbiamo un completo controllo sugli altri, ma non ne siamo nemmeno privi, di controllo. Se siamo consapevoli di esercitare un controllo indiretto possiamo studiare qual è la modalità migliore per ottenere dall’altro ciò che desideriamo. È questione di comunicazione efficace insomma.
Infine ci sono eventi in cui non abbiamo nessun controllo. Le condizioni del tempo, per esempio. Possiamo fare la danza della pioggia, ma se pioverà o meno non dipenderà certo dai nostri passi. Tutti i potenziali incidenti che ci possono accadere sono al di fuori nel nostro controllo. Non possiamo farci nulla, tranne che accettarli nel momento che ci accadono.

Bene, è importante quindi analizzare il proprio sogno e renderci conto di quanto sia o meno sotto il nostro controllo. “Voglio pubblicare un romanzo!” è indirettamente sotto il nostro controllo, perché la scelta di essere pubblicato dipenderà da quanto il nostro romanzo piacerà all’editore (sono esclusi dell’esempio gli editori a pagamento!), mentre “Voglio scrivere un romanzo di avventura!” è totalmente sotto il nostro controllo, perché scrivere dipende esclusivamente da noi.

È importante quindi formulare il sogno in modo da porlo sotto il controllo delle tue azioni. Ciò è garanzia di realizzabilità. Se, per esempio, ti ponessi l’obiettivo “Domani affronterò il colloquio e otterrò il posto di lavoro!”, l’obiettivo, così formulato, rimarrebbe al di fuori del tuo controllo poiché sottovaluterebbe il fatto che essere scelto per un posto di lavoro non dipende totalmente da te. La conseguenza sarebbe che se anche facessi un ottimo colloquio ma senza ottenere il posto ne usciresti con una sensazione di sconfitta e sconforto, e la volta successiva affronteresti una nuova selezione con più insicurezza, peggiorando la tua performance. Attiveresti perciò un circolo vizioso insuccesso-insicurezza che ti porterebbe al fallimento.
Se al contrario trasformassi il “Domani affronterò il colloquio e otterrò il posto di lavoro!” in “Domani cercherò di affrontare il colloquio al massimo delle mie potenzialità comunicando al meglio la mia candidatura!”, l’obiettivo diventerebbe totalmente controllabile. Sta pur certo che se tu facessi un’ottima impressione al selezionatore, avresti buone probabilità (ma non certe) di ottenere il posto. E se anche non lo ottenessi, sarebbe comunque un successo perché hai dato il massimo, e al colloquio successivo ci andresti con maggiore sicurezza in virtù dell’ottima selezione fatta, migliorando così la performance. Attiveresti perciò un circolo virtuoso successo-sicurezza che ti porterebbe, prima o poi, alla realizzazione.

In sintesi quindi: 1) analizza il tuo sogno domandandoti cosa dipende da te, 2) mettilo sotto il tuo controllo, 3) identifica tutte le azioni che dipendono totalmente da te necessarie per realizzarlo e, infine, 4) comincia a compierle, quelle azioni!

Cosa ne viene fuori?
Alla prossima puntata!

Articoli correlati:
Come realizzare un sogno – Passo 1: Definire il proprio sogno
Come realizzare un sogno – Passo 2: Formularlo in termini positivi

3 Comments

  1. Fondamentale identificare le azioni da compiere… però vanno tracciate, scritte e poi periodicamente riviste… Ho visto che se le ho solo in testa, non va bene, devono stare su un foglio, magari una lavagna appesa sulla porta della camera dove ci sbatti la faccia tutte le mattine… Delle 4 azioni descritte alla fine del post, la più complicata è l’ultima. E’ la più complicata perché è quella che fa la differenza più di tutte, credo…

    Ottimo post Gianluca
    aspetto il poker quindi 😉

    • antonigianluca

      3 febbraio 2011 at 16:11

      Sì, emanuele, l’azione è quella che richiede più impegno… vedremo nelle prossime puntate come “alleggerirla” e renderla quindi fattibile!

  2. Questo passaggio è davvero impegnativo, almeno per me, però penso sia un esercizio utilissimo per mettere a fuoco al meglio i propri obiettivi e fortificarci così da poter agire poi con efficacia e determinazione. Grazie! troverò un momento di solitudine e tranquillità per procedere in questo cammino utile e affascinante.

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