william james 01Sapere che non reagiamo agli eventi in sé ma che la nostra mente li filtra attribuendogli un significato in base alle nostre convinzioni è una buona notizia: significa che abbiamo molto più controllo e responsabilità della nostra vita di quello che pensavamo. Essere consapevoli che è il tipo di lente che utilizziamo per filtrare la realtà a produrre la nostra reazione, ci può permettere di acquistare maggiore potere nei confronti degli eventi in quanto è sotto il nostro controllo cambiare la lente (il punto di vista) e sostituirla con un’altra più funzionale in grado di farci stare bene con noi stessi e con gli altri. In fondo non è ciò che ci accade, ma come interpretiamo ciò che ci accade che ci fa star male!

Diventa quindi fondamentale il tipo di atteggiamento che adottiamo. Possiamo assumere un atteggiamento:

  • reattivo ossia reagire agli eventi che ci accadono in modo passivo e lasciare che influenzino la nostra vita senza cercare di controllare le nostre reazioni, lasciandoci guidare dalle situazioni, dalle circostanze, dai sentimenti e dall’ambiente;
  • costruttivo ossia diventare responsabili del modo in cui interpretiamo e reagiamo agli eventi che ci accadono, respons-abili nel senso di decidere come reagire in funzione dei nostri valori, ideali e obiettivi pensati, selezionati e interiorizzati.

L’atteggiamento reattivo è quello di chi si sente vittima, della persona che dice “sono fatto così”, “non posso cambiare”, “è più forte di me”, “non ce la posso fare”, e se qualcosa va storto attribuisce la colpa agli altri: “è lui che si comporta male”, “io non ho fatto niente”, “loro non me lo permettono”. Di chi di fronte agli eventi al di fuori del proprio controllo pensa di essere sventurato, che il destino gli si accanisce contro, che si ripete “capitano tutte a me” e alimenta emozioni di rabbia e invidia nei confronti di chi vede più fortunato.

L’atteggiamento costruttivo al contrario è quello di chi si pone sempre in discussione e si adopera per  cambiare le reazioni laddove ha il controllo diretto del problema, a influenzare gli altri attraverso i propri comportamenti quando ha il controllo indiretto e accettare la situazione o l’evento quando il problema è senza controllo cercando di coglierne il lato positivo.

Inutile sottolineare che quest’ultimo atteggiamento è quello migliore. Ti permette di essere consapevole di ciò che è sotto il tuo controllo, assumendoti l’impegno e la responsabilità di ciò che dipende direttamente da te senza delegare agli altri o attendere che qualche evento fortuito accada. Significa metterti in discussione e cercare le strade del cambiamento, cosciente però che non tutto dipende da te, e che qualora ciò che desideri non venga raggiunto per cause esterne non si tratta di un fallimento ma solo di uno dei risultati possibili: certo non quello sperato, ma quando senti di aver fatto tutto quello che potevi fare al meglio delle tue possibilità, non puoi che congratularti con te stesso ed essere fiducioso che prima o poi i tuoi sforzi verranno ripagati.

È chiaro che essere sempre costruttivi e responsabili è pura utopia. Nei momenti di scoraggiamento è normale pensare che il mondo ce l’abbia con noi, che siamo sfortunati e che agli altri le cose filano sempre lisce. Reagire in modo reattivo, con rabbia e sconforto, e una sana dose di vittimismo, è naturale. Permettitelo. Per un po’. Poi, scaricate le emozioni spiacevoli ed espresse tutte le lamentele, riassumi un atteggiamento costruttivo. Rimboccati le maniche e scopri cosa puoi fare per superare la situazione. Riprendi il controllo della tua vita.