ofaolain01Il nostro cervello è tendenzialmente pigro. Se deve fare qualcosa utilizza schemi neurali consolidati che richiedono il minimo apporto di energia e garantiscono il massimo risultato. Per questo i comportamenti abitudinali sono difficili da scardinare e il cambiamento faticoso. Ogni forma di cambiamento infatti richiede la costruzione e il consolidamento di un nuovo schema neurale che affianchi e sostituisca col tempo quello vecchio.

Quando guidi la macchina nel percorso casa-lavoro probabilmente lo fai in modo inconscio, a tal punto che spesso ti ritrovi a destinazione e ti domandi perplesso se agli incroci che hai superato i semafori fossero rossi o verdi. La tua guida non richiede un’attenzione consapevole perché a livello cerebrale è attivo un circuito neurale fatto di connessioni, sinapsi e neurotrasmettitori che operano in modo automatico. Se a causa di un’abbondante nevicata, la strada fosse bloccata, e fossi costretto a trovare un nuovo percorso in condizioni meteorologiche avverse, il tuo modo di guidare cambierebbe passando ad un livello consapevole. Dovresti stare attento ai segnali e alle condizioni del manto stradale, il che richiederebbe un dispendio di energia maggiore in quanto a livello fisiologico ancora non si è formato un nuovo circuito associativo. Affinché questo si formi, dovresti ripetere il percorso più volte e trovare confidenza a guidare sulla neve e sul ghiaccio.

Cambiare significa quindi abbandonare il vecchio percorso consolidato, e concentrarsi su di uno nuovo. Richiede un’energia mentale che spesso ci scoraggia e ci porta ad assecondare la “pigrizia” del nostro cervello, con l’inevitabile conseguenza di ripetere i soliti schemi ed evitare qualsiasi cambiamento. Per ovviare a questo rischio è necessario “educare” la nostra mente a ciò che desideriamo, ancor prima di provare a realizzarlo. In questo modo si costruisce un nuovo circuito neurale che comincerà a lavorare in modo automatico e ci guiderà verso il nostro obiettivo. La neuroscienza infatti ha dimostrato che non esistono differenze sugli effetti a livello cerebrale tra l’esercitarsi concretamente in una attività o abilità (per esempio suonare una sequenza musicale al pianoforte) e il semplice immaginarsi di farlo. In altre parole l’allenamento mentale ripetuto ha lo stesso potere di generare connessioni forti e ricche tra cellule nervose dell’esercizio pratico.

Nel prossimo post parleremo di come farlo.