A volte sono le persone che nessuno immaginava che possano fare certe cose, quelle che fanno cose che nessuno immaginava

alan-turingCome riporta wikipedia, Alan Turing è stato un matematico, logico e crittografo britannico considerato uno dei padri dell’informatica e uno dei più grandi matematici del XX secolo. Durante la seconda guerra mondiale, operò in Inghilterra per decifrare i messaggi scambiati da diplomatici e militari delle Potenze dell’Asse e ideò una macchina elettromeccanica in grado di decodificare i codici creati mediante la macchina Enigma che contribuì notevolmente ad abbreviare la guerra e alla vittoria sulla Germania.

La sua figura e il suo prezioso contributo sono ben delineati nel bel film The imitation game  di Morten Tyldum (2014).

Alan Turing rientra nel classico stereotipo dei geni, dove genio e follia vanno a braccetto. La personalità di Alan Turing infatti  è particolare, e rivela una grande difficoltà nello stabilire relazioni, nel gestire e comprendere le emozioni (forse oggi verrebbe inserita nella sfera dell’autismo). A primo acchito una persona a cui nessuno darebbe la minima fiducia. Eppure, se non fosse stato per lui, la seconda guerra mondiale sarebbe durata molto più a lungo provocando chissà quante altre migliaia di morti.

Nel film viene ripetuta, e non a caso, la frase “a volte sono le persone che nessuno immaginava che possano fare certe cose, quelle che fanno cose che nessuno immaginava”, una frase di grande impatto e di incontestata veridicità. Applicabile purtroppo in alcuni casi di cronaca come la “così brava persona” che  in un raptus di follia uccide la famiglia o il suicida che si è sempre dimostrato allegro, cordiale e sorridente. Ma, fortunatamente, la frase può essere applicata in altri casi, positivi e di gran lunga più comuni.

Nel mio lavoro di psicoterapeuta, ho l’onore di conoscere le persone nella loro intimità, di scoprire e condividere ciò che è invisibile agli occhi, e ogni volta rimango stupefatto di quanta ricchezza ci sia al di là dell’apparenza. Una ricchezza di pensieri, di emozioni, di interessi, di risorse, di desideri, di intelligenza, di sensibilità che in due parole definirei originalità e unicità. Questa ricchezza spesso viene trascurata, repressa o addirittura ignorata portando la persona a credere di non possedere le risorse necessarie per ottenere ciò che desidera dalla vita, fosse anche un po’ di semplice benessere. Ed è proprio su questo punto che invito le persone a lavorare: ad entrare in contatto con le proprie risorse nascoste, trasformare le proprie convinzioni e intraprendere la strada del cambiamento, proprio perché

a volte sono le persone che nessuno immaginava che possano fare certe cose, quelle che fanno cose che nessuno immaginava.

e a volte quelle persone siamo noi!