inconscioQuando si parla di inconscio non può che venir in mente Freud e la sua teoria: l’inconscio come sede delle nostre pulsioni irrazionali, sessuali ed aggressive, che vanno domate, respinte o addirittura rimosse. Il modello psicoanalitico è così radicato nella nostra cultura psicologica che molte persone temono il proprio inconscio, hanno paura di scoprire, in un eventuale percorso di psicoterapia, chissà quali mostri celati dentro di sé.

Niente di più sbagliato. L’inconscio freudiano è ben diverso dalle attuali concezioni della psicologia moderna che indicano con il termine inconscio tutte quelle attività mentali al di fuori delle nostra coscienza che spesso condizionano le nostre azioni. Anche la netta distinzione tra conscio e inconscio è da tempo superata in quanto la mente è un’unica entità sempre attiva, in continuo movimento, e ciò che ad un certo momento è inconscio può emergere e diventare conscio e viceversa. La distinzione rimane perciò puramente arbitraria e concettuale, ma può aiutarci in ogni caso a comprendere meglio come funziona la nostra mente.

L’inconscio innanzitutto è il magazzino dei nostri ricordi, il luogo dove viene stoccata ogni esperienza che abbiamo vissuto, dalla prima infanzia fino ad ora (chi si occupa di ipnosi regressiva ritiene che vi siano anche i ricordi di vite precedenti).  Questi ricordi non sono passivi, ma attivi e vitali, e vanno a formare il filo del tessuto della nostra personalità determinando la natura di ciò che siamo.

L’inconscio è anche una dinamo alimentata dalle emozioni, le forze motrici della vita. É la fonte dell’energia dei pensieri coscienti e delle azioni e di tutte le funzioni vitali del corpo. Regola e controlla tutte le attività dei diversi organi e apparati: la respirazione, la digestione, la circolazione del sangue e così via. Per questo la nostra mente inconscia non dorme mai, anzi durante il sonno sembra molto più attenta e attiva di quando siamo svegli, costantemente vigile per proteggerci.

Il conscio e l’inconscio sono in continua interazione. Se coscientemente pensiamo a qualcosa, se accolto dalla mente inconscia, produrrà spontaneamente i suoi effetti. Prova a immaginare di succhiare una fetta di limone e sentirai immediatamente la salivazione aumentare per far fronte al suo sapore aspro. Se l’idea che abbiamo in mente è positiva, ben venga, produrrà effetti positivi nel nostro corpo e nel nostro spirito, ma se è negativa, come il pensare ad una malattia, gli effetti saranno anch’essi negativi e influenzeranno non solo lo stato d’animo ma anche, in modo involontario e automatico, le funzioni di tutti gli organi vitali.

Come scritto nel post Perché la forza di volontà non basta, un’idea cosciente per produrre i suoi effetti deve essere accettata dall’inconscio. E questo dipende largamente dalle associazioni connesse a quell’idea. Se la carica emotiva dell’idea è coerente con la carica delle altre idee già immagazzinate nella nostra mente, questa verrà accettata e produrrà i suoi effetti, al contrario l’idea verrà respinta. Se immagini di provare piacere quando un cane ti salta addosso e ti lecca il viso, la tua mente inconscia accoglie o respinge l’immagine a seconda delle tue esperienze precedenti con i cani: se da piccolo sei stato assalito e morso da un cane una parte di te si opporrà all’idea che possa essere qualcosa di piacevole e ti provocherà, al contrario, paura.

Se questo succede, come è possibile modificare le idee negative inconsce che si oppongono ai buoni propositi, quelle idee che alimentano comportamenti non salutari come il fumare, il far uso di droghe,  l’avere un’alimentazione sregolata o che ci bloccano in stati d’animo negativi quali la depressione, lo stress, l’ansia? Come possiamo incidere sulla nostra mente inconscia quando la nostra ragione e la nostra consapevolezza non bastano?

Per farlo, dobbiamo cogliere il momento in cui l’inconscio è ricettivo. L’inconscio è un’isola raggiungibile quando la marea è bassa e scompare quando la marea si alza. Durante il sonno, o quando siamo insonnoliti, trasognati o cullati in dolci fantasticherie ascoltando della musica, ad esempio, la marea è bassa, quando invece siamo pienamente svegli e in allerta la marea è alta e qualsiasi accesso all’inconscio è bloccato.

L’ipnosi è un efficace metodo per abbassare in modo controllato la marea e accedere direttamente alla nostra mente inconscia e impiantare suggestioni che diventino parte della nostra personalità. Durante lo stato ipnotico infatti le idee oppositive radicate perdono forza e potere di resistere all’influsso delle nuove idee che vengono impiantate al loro posto. Questo provoca, quando si ritorna al normale stato di coscienza, la comparsa di nuovi pensieri che vanno a sostituire quelli vecchi.

L’ipnosi permette anche di sondare l’inconscio, e far emergere non solo quei blocchi e quelle resistenze che impediscono il cambiamento ma anche le risorse nascoste a cui possiamo accedere per produrlo. Spesso la soluzione a un problema non avviene a livello razionale ma profondamente a quello viscerale o emotivo e si esprime attraverso una sensazione, un’immagine, una suggestione, un’intuizione, un sogno lucido. Quando si emerge da un lavoro ipnotico ci si può sentire piacevolmente confusi e nei giorni successivi sorprendersi che qualcosa è cambiato in noi senza sapere neanche come. La consapevolezza delle cause del problema avverrà successivamente, a posteriori.

Insomma l’inconscio è un territorio fertile da esplorare, ricco di risorse. La terapia diventa un bellissimo viaggio di esplorazione e scoperta, un viaggio che mira all’essenza del reale cambiamento:  il cambiamento che avviene ad un duplice livello, conscio ed inconscio. Niente più battaglie con noi stessi, niente più energie sprecate a difenderci o ad opporci, il conflitto è stato eliminato, e la mente ritrova una nuova armonia.

Il benessere, in fondo, è un gran bel gioco di squadra tra la mente conscia e quella inconscia.