Hai presente il gioco dei pacchi? Quello in cui hai una scatola che nasconde un premio in denaro? Bene. Immagina di trovarti alla conclusione del gioco in cui rimane il tuo pacco che puoi tenere o scambiare con l’altro rimasto. Sai che ci sono rimasti due premi, uno da 30.000 e l’altro da 250.000€, ma tu non sai quale dei due è nascosto nel tuo pacco. A questo punto il notaio ti offre 80.000€ per fare lo scambio e tu, dopo averci pensato per qualche istante, accetti. A quel punto, quando vengono aperti, scopri che il pacco che hai dato via conteneva il premio da 250.000 €. Cosa fai?

Ti rammarichi o gioisci?

É probabile che la gioia di aver vinto 80.000€ viene soffocata dalla tristezza di averne perso 170.000! Un vero paradosso, se ci pensi bene, in fondo hai appena vinto 80.000€, dovresti essere felice! E invece no!

Tutto sarebbe stato diverso se gli 80.000€ li avessi vinti acquistando un grattino della lotteria. In questo caso saresti  stato davvero felice e probabilmente avresti offrerto da bere a tutti.

Perché di fronte alla stessa vincita reagiamo in modo tanto diverso?

Questo avviene perché utilizziamo il pensiero comparativo: confrontiamo quello che abbiamo o abbiamo ottenuto con quello

  • che potremmo avere (e che altre persone effettivamente hanno) o
  • che, in teoria, avremmo potuto ottenere se avessimo fatto scelte diverse.

Niente di male, se non fosse che il confronto avviene spesso non con chi sta peggio ma con chi sta meglio o con una realtà ideale, frutto dell’immaginazione, che si sarebbe potuta avverare se avessimo preso altre strade.

Se questa è la tua modalità più sovente di pensiero, mi dispiace, ma è la via diretta verso l’infelicità, perché:

  • Ti mancherà sempre qualcosa
  • Non sentirai mai all’altezza
  • Ti sentirai sfortunato
  • Proverai un senso di inferiorità verso gli altri
  • L’invidia ti roderà il fegato
  • Nulla sazierà i tuoi bisogni
  • Sarai continuamente insoddisfatto
  • E raggiunto un obiettivo, dopo un primo momento di sollievo, riprenderai a correre verso nuove mete, in una continua ricorsa, interminabile, fino alla fine dei tuoi giorni.

L’ho fatta tragica, lo so, ma chi è perennemente insoddisfatto, anche quando ha tutto ciò che gli serve per stare bene, spesso utilizza questa modalità di pensiero. Una modalità che lo porta a svalutare tutto ciò che ha attorno: il lavoro, lo studio, il partner, la quotidianità, il posto in cui vive, gli amici, se stesso, ecc ecc. Nulla lo rende davvero felice e Facebook o Instagram diventano i luoghi dove riscontrare con grande frustrazione quanto sia eccitante e fantastica la vita degli altri: foto dai posti più esotici, nelle feste più in, impegnati in attività fichissime ed emozionantissime, a fianco dei VIPs. A questo punto il passo verso la depressione è breve!

Ora, se sei il tipo che al gioco dei pacchi, piuttosto che gioire per ciò che hai vinto, ti disperi per ciò che hai perso, ecco alcuni consigli:

  • Renditi conto che hai tutto quello che ti serve per essere felice, e se non riesci ad essere felice con quello che hai, non riuscirai ad esserlo nemmeno se vinci al superenalotto (uno studio sulle persone che hanno vinto alla lotteria riporta che dopo un mese il livello di felicità tende a stabilizzarsi nuovamente al livello pre-vincita);
  •  Nel confronto con chi ha più di te sarai sempre perdente, anche se vinci l’oro alle olimpiadi (arriverà l’anno in cui non arriverai primo e qualcuno migliorerà il tuo record). È una battaglia persa, insomma.
  •  La vita che immagini se avessi fatto scelte diverse viene sempre idealizzata. In realtà non sai come sarebbe andata davvero. Nel confronto con l’ideale, il reale ci perde sempre (prova pensare a come immaginavi il grande amore e a come è nella realtà dopo qualche anno di convivenza!). Il confronto è di default perdente.
  • Volere qualcosa di più e di meglio non è sbagliato, utilizza il confronto con gli altri come incentivo e modello per migliorare te stesso e la tua situazione.
  • Interpreta l’invidia che scaturisce dal confronto come una forma di ammirazione verso qualcuno (che puoi prendere a modello) che è riuscito a realizzare un tuo stesso desiderio e uno specchio per sintonizzarti sui tuoi desideri .
  • Fai attenzione al meccanismo dell’assuefazione. Una volta che un tuo bisogno o un tuo desiderio è appagato, te ne scordi e non ci fai più caso, esattamente come avviene dopo qualche minuto che sei entrato in cucina attratto del buon profumo del caffè. Se vuoi apprezzarlo nuovamente devi uscire dalla stanza e rientrare dopo un po’ . Allo stesso modo, abituati ad allontanarti alla giusta distanza (anche solo mentalmente) da tutto ciò che hai attorno per riassaporare la sua importanza e il suo valore.
  • Evita il pensiero dicotomico: bianco/nero, sempre/mai, tutto/niente, giusto/sbagliato. La vita è ricca di sfumature e in continuo cambiamento. Impara ad apprezzare tutti i colori emotivi, belli e brutti che siano, e a lasciarli convivere. Ogni cosa può darti e insegnarti qualcosa.
  • Utilizza una logica inclusiva (e… e…) piuttosto della logica esclusiva (o… o…): puoi goderti quello che hai e ottenere qualcosa di meglio; una cosa non esclude l’altra.
  • Il cambiamento è un continuo arricchimento non un’eliminazione di ciò che non ti piace di te stesso. Vai bene così come sei, ogni aspetto di te rappresenta una risorsa preziosa, anche ciò che ritieni essere una fragilità. È il contesto a rendere un aspetto di te un punto di forza oppure una debolezza. Puoi essere un collerico e voler diventare più calmo: diventare calmo però non significa eliminare la tua parte collerica; significa aggiungere la capacità di essere calmo nelle situazioni che richiedono calma. La tua parte collerica la puoi mantenere e ti può tornare sempre utile (magari per indignarti di fronte alle ingiustizie o difenderti da un sopruso subito).

infine

  • Utilizza il confronto per accorgerti di tutti coloro che stanno peggio di te e che non hanno la fortuna che hai tu: magari la semplice fortuna di avere il tempo, la vista, l’intelligenza (e magari anche la capacità di emozionarsi un po’) nel leggere queste righe!