Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

# 018 – Mindsight ovvero il settimo senso

mindsight ovvero il settimo sensoNella maggior parte dei casi è il dolore la molla che spinge le persone a rivolgersi a uno psicoterapeuta. Indipendentemente dal tipo di disturbo (depressivo, d’ansia, psicosomatico, dipendente o altro) la richiesta è sempre più o meno la stessa: “dottore, mi aiuti a sconfiggere il problema, non ne posso più di stare male!”.

Di solito rispondo che sì, l’aiuterò, ma sarà un lavoro di squadra e la parte più impegnativa spetterà a lei. Poi aggiungo: “Arriverà un momento che lei ringrazierà il suo disturbo, saremo alla fine del percorso, si sentirà più forte e arricchita”.

La reazione di solito è perplessa e meravigliata. “Dottore, com’è possibile ringraziare questo sintomo che voglio estirpare e mi sta arrecando tanta sofferenza?”

“Vero, in questo momento sembra impossibile. Ma è ciò che avviene perché, grazie al suo disturbo, e al percorso che faremo, imparerà a conoscersi meglio. Sarà un viaggio bellissimo, un’avventura, dove avrà modo di crescere e sviluppare risorse che nemmeno si sognava di avere”.

Ora, un clinico può pensare che è un modo per seminare una suggestione ipnotica, e può esserlo, ma in realtà è ciò che davvero succede.

La psicoterapia infatti non è semplicemente un percorso che ci porta a superare i nostri disturbi, ma è un percorso che ci porta a sviluppare e potenziare il nostro settimo senso.

daniel siegel mindsightCome suggerisce Daniel J. Siegel, mentre i nostri primi cinque sensi (vista, udito, olfatto, gusto, tatto) ci permettono di percepire il mondo esterno e il sesto senso (l’introcezione) di percepire i nostri stati corporei interni, il settimo senso, che chiama mindsight, rappresenta la capacità di guardarci dentro e percepire la mente, di riflettere sulle nostre esperienze, una sorta di attenzione focalizzata che ci permette di osservare come funzioniamo internamente e di percepire il mondo con una chiarezza nuova e mai sperimentata prima.

La mindsight è una capacità che può essere appresa e coltivata e, dalle ultime ricerche delle neuroscienze, provoca un cambiamento a livello cerebrale  creando un’integrazione armonica tra le varie parti del cervello distinte e spesso scollegate.

Un timore diffuso di chi inizia un percorso psicoterapeutico è che se riflettiamo sulle nostra mente apriamo un vaso di Pandora che libera tutti i problemi dell’umanità. Ma come ho già scritto, così non è.  Se, come scrive Siegel, “guardiamo alle nostre menti con curiosità e rispetto, piuttosto che con paura ed evitamento, una grande trasformazione ha inizio. Invitare i nostri pensieri e sentimenti alla consapevolezza ci permette di apprendere da essi piuttosto che essere guidati. Possiamo acquietarli senza necessariamente ignorarli; possiamo prestare ascolto alla loro saggezza senza lasciarci terrorizzare dalle loro urla”.

Al cuore della mindsight c’è il potere della riflessione che si basa su tre componenti:

  • apertura ossia l’essere recettivi verso qualsiasi cosa giunga alla nostra consapevolezza; ciò ci permette di percepire le cose con chiarezza e liberare la mente da giudizi restrittivi;
  • osservazione ossia l’abilità di percepire noi stessi come se stessimo facendo esperienza di un evento; ciò ci permette di svincolarci dai comportamenti automatici e abituali e trovare modi di modificarli;
  • obiettività ossia l’abilità di avere un pensiero e provare un sentimento senza esserne travolti; in altre parole di prendere la giusta distanza ed essere consapevoli della nostra reazione per liberarci dalla prigione delle risposte automatiche.

Utilizzare la mindsight è come mettere a fuoco la lente di una macchina fotografica, ci permette di vedere con maggiore profondità e precisione chi siamo e ottenere i cambiamenti desiderati. 

Insomma, allenare il nostro settimo senso rappresenta l’essenza della psicoterapia: un bellissimo viaggio avventuroso alla scoperta di sé verso il nostro benessere.

Tips ‘n’ tricks

Durata: 15 minuti.

Frequenza: quando capita.

Obiettivo: allenare la capacità di auto-osservazione.

Azione: quando ti trovi di fronte a uno stato d’animo spiacevole prenditi almeno 15 minuti per allenare la capacità di osservare quello che ti succede “dentro” con obiettività e apertura mentale. Accogli ogni pensiero, emozione, sensazione che provi come se fossi uno scienziato che osserva un evento con curiosità, senza giudizio e timore. Immagina di osservarlo dall’esterno, comprenderne il significato profondo, come funziona il meccanismo e assumere la giusta distanza per non esserne travolto. Cerca infine un modo nuovo di reagire, migliore, più adeguato, in grado di eliminare il problema o affrontarlo con più saggezza.

Esempio: negli ultimi tempi ti svegli di soprassalto nel mezzo della notte, agitato e con un’ansia che non ti abbandona fino al mattino. Questi risvegli ti creano spossatezza e incidono sulla tua prestazione lavorativa. Non riesci a comprendere perché, in fondo va tutto bene nella tua vita. Una parte di te vorrebbe sbarazzarsi di questa emozione spiacevole quanto prima, ed è tentata di farsi prescrivere dei sonniferi.

Decidi invece di utilizzare il tuo settimo senso, la mindsight. Nel momento del risveglio notturno non fai nulla per scacciare la tachicardia e l’ansia che l’accompagna. Elimini il pensiero che tutto va bene e ti focalizzi sulla sensazione spiacevole: cerchi di conoscerla e l’accogli (apertura). Ascolti il tuo cuore, il ritmo del tuo respiro, la sudorazione e tutte le  manifestazioni corporee; le lasci fluire e fai attenzione a tutti i pensieri che la tua mente formula associati a ciò che provi (osservazione). Prendi il tempo di stare in questa sensazione e ascoltarla come se una parte profonda di te volesse comunicarti qualcosa di importante. A un certo punto scopri qual è il pensiero che ti terrorizza: qualche giorno fa un tuo collega ha parlato di ristrutturazione aziendale imminente; per quanto razionalmente sei convinto che il tuo posto di lavoro non verrà toccato, a livello più profondo hai paura di essere licenziato. Prendi distanza dalla paura e lasci che la tua mente si sposti verso una soluzione (obiettività): cosa puoi fare per assicurarti di non perdere il lavoro e, nell’eventualità accadesse, come puoi crearti fin da ora opportunità lavorative alternative?

Non meravigliarti se a questo punto del processo la tua ansia si è dileguata.

Il consiglio del biblioterapeuta

a m homes questo libro ti salverà la vitaA.M. Homes, Questo libro ti salverà la vita (Feltrinelli, 2009)

“… Della mia infanzia io non ricordo niente … E poi tutto a un tratto, mi torna un pezzetto e penso: ma guarda, me ne ero completamente dimenticato”.

Richard Novack è un ricco cinquantacinquenne che vive in una splendida villa sulle colline di Los Angeles: fa l’online trader, lavoro che gli permette di lavorare a casa e guadagnare molto denaro e potersi così permettere, oltre alla domestica, un personal trainer e una personal chef rigorosamente salutista e di collezionare oggetti di arte moderna.

E’ separato dalla moglie che vive con il figlio adolescente Ben a New York, figlio con il quale non ha praticamente più alcun rapporto a parte alcune sporadiche telefonate.

Richard non ha relazioni affettive di alcun tipo, vive nell’assenza.
Poi un giorno, improvvisamente, lo coglie un fortissimo dolore al petto e la paura – il terrore – di morire.

Morte però “scongiurata” dall’intervento dei paramedici e le successive visite degli specialisti in ospedale che gli diagnosticheranno un attacco di panico.

Da questo momento la sua vita prenderà una direzione totalmente differente, in parte per scelta e in parte a causa di alcuni incontri e avvenimenti straordinari – al limite del reale – ma soprattutto a causa del cambiamento radicale di Richard che grazie ad un percorso di crescita personale riprenderà in mano la sua vita.
Questo romanzo di A.M. Homes, letto al tempo della sua uscita nel 2006, mi colpì tantissimo a cominciare dal titolo e poi per la qualità della scrittura e dei diversi temi affrontati.

E se così non fosse stato, certamente non lo avrei proposto come consiglio biblioterapico per questa nuova lezione soprattutto perché mi sembra perfetto – mi sembra? Lo è! – per approfondire la mindsight e la sua importanza.
Come sempre il mio invito alla lettura rimane lo stesso ma in questo caso ancora di più proprio grazie al titolo specifico proposto che può essere di buon auspicio per quel cambiamento al quale aspiri.

© riproduzione riservata

2 Comments

  1. L’articolo che scrivi è davvero interessante, e il consiglio biblioterapico (sempre molto gradito) davvero OK.
    Tuttavia in merito all’esempio che hai fatto mi domando una cosa: e se una volta individuata la causa del mio malessere non riesco a trovare una soluzione “obiettiva”, cosa faccio?

    • Ciao Marzia,
      è possibile non trovare una soluzione “obiettiva” per diversi motivi: 1. non hai esplorato tutte le risorse e le possibilità, 2. ciò che vorresti cambiare non può essere cambiato… in questo caso si lavora sull’accettazione.
      Naturalmente sono generalizzazioni: è necessario sempre prendere in considerazione il problema specifico e individualizzato della persona per fornire una risposta corretta.

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