Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

Author: Gianluca Antoni (page 1 of 10)

Libri a Km 0! Porte aperte all’Italic peQuod

Non capita tutti i giorni di trovare le porte aperte di una casa editrice e scoprire i luoghi dove nasce un libro… quindi approfittane!

Segnalo volentieri la bella iniziativa del mio editore, Italic peQuod, che aprirà le porte da venerdì 14 a lunedì 24 dicembre a tutti coloro che desiderano visitare la casa editrice e magari acquistare un buon libro a prezzo scontato (magari anche Il peso specifico dell’Amore, e  50 buoni motivi ce ne sono ;o)).

50 buoni motivi per regalare (o regalarsi) Il peso specifico dell’Amore

  1. Perché ho letto i commenti e le recensioni, e insomma, sembra proprio un gran bel romanzo!
  2. Perché la trama mi pare molto accattivante, proprio ciò che piace a te!
  3. Perché sei una persona romantica e adori i romanzi d’amore, quelli che fanno battere il cuore (e scritti pure bene!)
  4. Perché, purtroppo, hai subito una forte delusione d’amore e ancora ti devi riprendere.
  5. Perché qualcuno ti ha detto che sei incapace di amare.
  6. Perché hai tanti dubbi in amore, proprio tanti, e vorresti fare un po’ di chiarezza.
  7. Perché non sai bene cosa sia l’amore e vorresti scoprire qual è il suo peso specifico.
  8. Perché hai vissuto la perdita di una persona cara, un po’ ancora ci soffri, e vorresti superare il dolore.
  9. Perché adori il tuo cane, lo porti sempre dietro, e non potresti fare a meno di lui.
  10. Perché dici che i romanzi migliori sono quelli leggeri e profondi allo stesso tempo, che si leggono tutto d’un fiato.
  11. Perché ti lamenti sempre del tuo lavoro ma non trovi il coraggio di mollarlo… ancora.
  12. Perché nutri il sogno di pubblicare un romanzo, prima o poi, e forse è arrivato il momento che ti metti giù a scriverlo.
  13. Perché ti ho regalato Cassonetti a suo tempo, ti è piaciuto, e questo è una garanzia.
  14. Perché ti ho regalato Cassonetti, non ti ha convinto, ma voglio dare una seconda chance all’autore.
  15. Perché hai letto Cassonetti, ti sei affezionato ai personaggi e vuoi sapere come si sono ridotti 15 anni dopo.
  16. Perché mi hai raccontato che una volta avevi pensato di farla finita, credendo pure di avere delle ottime ragioni.
  17. Perché non riesci a capire le donne, e il loro modo così complesso di vivere i rapporti di coppia.
  18. Perché non riesci a capire gli uomini, con quel loro modo così semplicistico di vivere i rapporti di coppia.
  19. Perché adori ascoltare la semplice saggezza che traspare nel ragionamento innocente di un bimbo.
  20. Perché sei pazzamente innamorato/a, letteralmente fuori di testa, e non capisci più niente.
  21. Perché solo il titolo del libro mi sembra una garanzia.
  22. Perché ami i romanzi psicologici, introspettivi, che analizzano i moti dell’anima.
  23. Perché hai degli amici un po’ svitati (e io sono tra questi) che nei momenti critici ti sono stati di grande aiuto.
  24. Perché puoi leggerlo insieme alla persona che ami, e magari vi fa capire qualcosa di più sulle vostre divergenze.
  25. Perché non hai ancora imparato ad amarti abbastanza e vorresti capire come fare.
  26. Perché l’amore è il motore del mondo, e qui se ne parla in tutte le sue forme.
  27. Perché ti innamori sempre della persona sbagliata, e non ne puoi più!
  28. Perché sei una persona emotiva, ti lasci trascinare nelle relazioni, e a volte ci rimani sotto.
  29. Perché sei preoccupato di un amico che sta passando un brutto periodo (che non sono io) e non sai come aiutarlo.
  30. Perché fai parte del club dei cuori infranti, come socio ordinario.
  31. Perché hai perso un po’ di gioia di vivere, so che tieni duro, ma vorrei che riesplodesse in te, la gioia di vivere intendo.
  32. Perché adori lo stile asciutto, i dialoghi ironici e i flussi di pensiero.
  33. Perché butteresti il tuo capo giù dalla finestra, e temo tu possa riuscirci.
  34. Perché hai un collega silenzioso ma capace di sorprenderti quando meno te l’aspetti (che potrei essere io).
  35. Perché fai un lavoro statale e hai rinunciato ai tuoi sogni.
  36. Perché ti sei separato/a da poco con tutto il senso di fallimento che ne comporta.
  37. Perché preferisci di gran lunga i romanzi da cui è tratto il film piuttosto del film stesso, così intanto ti avvantaggi.
  38. Perché sei senza idee e se regali un buon romanzo fai sempre la tua “porca” figura.
  39. Perché non ne posso più dei libri tipo Le cinquanta sfumature di grigio & company, e anche tu!
  40.  Perché Il peso specifico dell’Amore è un romanzo di nicchia e la possibilità che qualcun altro ti faccia lo stesso regalo è remota.
  41. Perché conosci l’autore, sai che ha appena finito di ristrutturare casa e, insomma, i costi sono lievitati un botto, ha il mutuo e i debiti, sei di animo sensibile e vuoi aiutarlo.
  42. Perché ami la piccola editoria di qualità e detesti i grandi gruppi editoriali.
  43. Perché, anche se non leggi, il colore della copertina è in tinta con il tuo salotto.
  44. Perché è un bel prodotto,  l’edizione di qualità, la copertina piacevole al tatto e se ci infili il naso emana un buon profumo.
  45. Perché costa 18 euro, non è poco, ma nemmeno molto, il prezzo giusto per un regalo.
  46. Perché nell’eventualità un giorno Il peso specifico dell’Amore vendesse milioni di copie potrai farti grosso e dire di averlo letto quando ancora era sconosciuto.
  47. Perché non hai un motivo particolare, ma lo regali lo stesso.
  48. Perché lo hai già letto, e un romanzo così deve essere assolutamente regalato.
  49. Perché sì!
  50. Perché no?

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Carlo Lucarelli, Marchenoir, la Carboneria letteraria & Friends

Qualche giorno fa, per puro caso, perché in altro modo non sarebbe potuto accadere, ho incontrato Carlo Lucarelli sul binario alla stazione di Bologna. Mi sono avvicinato e presentato come “scrittore”, il che mi è sembrato quasi supponente, anche se ho scritto due romanzi e qualche altro libro più “tecnico”. Ma così è andata, e ormai l’errore l’ho fatto, anche se poi ho scoperto che lui era a conoscenza del mio ultimo romanzo, che ce l’aveva (io, tonto, non ho avuto la prontezza di chiedergli come lo aveva avuto) e che l’avrebbe letto. Il che, non posso nasconderlo, mi lusinga e mi preoccupa assai. In ogni caso, è stato un incontro davvero piacevole, anche se solo per qualche minuto. E solo sulla via di ritorno in treno, mi è venuto in mente che mi sono dimenticato di raccontargli di Marchenoir (Italic peQuod, 2012), e che un mio racconto è stato pubblicato in questa antologia. E di conseguenza mi sono dimenticato di chiedergli se lo conosceva, se aveva avuto modo di leggerlo e cosa ne pensava. Insomma si tratta del genere in cui Carlo Lucarelli è maestro, e un suo parere sarebbe davvero prezioso.

Così, da questo incontro, trovo occasione di parlarne io, di Marchenoir, anche se sono parte in causa e il mio parere ha sicuramente assai meno valore. Ho partecipato a questa antologia con grande piacere. Uno, perché mi obbligava a cimentarmi in un genere nuovo, a me non consono, e, due, perché l’invito proveniva dalla Carboneria Letteraria (“un’associazione segreta di Pulcinella volta alla cospirazione letteraria”, come si definisce), e sebbene conoscessi solo alcuni dei componenti, era bello poter condividere un libro con persone appassionate di scrittura come me. Quando ho aperto il libro e mi sono cimentato nella lettura ero un po’ timoroso. Temevo di ritrovare il mio scritto in un insieme di racconti raffazzonati e di bassa qualità, in fondo non conoscevo lo stile degli altri partecipanti, e soprattutto non ero del tutto convinto della qualità del mio, di aver centrato il tema e di averlo sviluppato bene. In realtà non ne sono convinto nemmeno ora, ma poco importa. Quel che importa invece è che la qualità dei racconti è davvero molto buona, degna della migliore raccolta del genere. Scritti bene, catturano il lettore, e in poche pagine sviluppano un caso. I curatori Andrea Bacianini e Antonio Maddamma individuano il filo comune  che unisce i racconti nel tema dell’invidia. A dire il vero, io faccio fatica a coglierlo, ma come ho già detto sono poco avvezzo a questo tipo di narrativa. Quello che ci vedo io è molto più semplice: si tratta di una bella raccolta, che si fa leggere con leggerezza, da portarsi dietro e tirarla fuori nei momenti di attesa, per lasciarsi distrarre, e anche (e forse questo è il vero filo che ci vedo io) sentire e vivere i luoghi, i profumi e le sensazioni che la nostra meravigliosa regione è capace di evocare (omicidi a parte) e, per chi ama le Marche, anche se non amante del genere noir, può essere un motivo più che sufficiente (e valido) per gustare appieno il libro.

Ps. Sul parere di Lucarelli… be’, quando lo incontrerò la prossima volta glielo chiederò (ma dubito che possa succedere del tutto casualmente).

Cassonetti e Il peso specifico dell’Amore

Il 20 ottobre scorso ho presentato Cassonetti a Falconara, all’interno della rassegna Piovono Libri. Il peso specifico dell’Amore usciva da lì a poco, l’avevo già presentato in anteprima a Senigallia, e ho provato una sensazione strana, per la prima volta. Cassonetti è un romanzo che amo, il primo amore, la porta di accesso alla narrativa. Ne sono molto orgoglioso, e provavo gioia a incontrare i lettori, e ancor di più leggere i commenti e le recensioni pervenute (per scoprire l’effetto che fa), molto belle, al di là di ogni aspettativa. Ma durante la presentazione di Falconara, ho provato una sensazione di dissociazione, mai avvenuta prima. Leggere alcuni brani è stato come tornare nel passato, in un passato remoto, di cui, ho capito, non volevo più parlarne. Con la mente stavo nel mio nuovo romanzo, volevo parlare di quello, leggere nuovi brani, affrontare nuovi temi. È stato come aggiornare il software, ricalibrarmi sulla mia età, e voler affrontare argomenti che mi toccano da vicino, nei miei quaranta e rotti anni. Voler parlare del presente, piuttosto che del passato. Del qui ed ora, piuttosto dei ricordi. Insomma, Cassonetti rimane sempre nel mio cuore, ma ora è giunto il tempo delle novità, di nuovi incontri, e di parlare di Amore, a 360 gradi, e del suo peso specifico.

Scopri le prossime presentazioni.

Qual è il peso specifico dell’amore

Riporto di seguito la recensione di Antonio Luccarini apparsa su Il Messaggero del 20 novembre 2012:

Qual è il peso specifico dell’amore
La voce narrante de «Il peso specifico dell’amore» di Gianluca Antoni, (Italic, 18 euro) concordando con l’opinione di uno dei personaggi del libro, Nico, afferma: «Le parole sono aria. Aria che esce dalla bocca. A parole è facile… Ma spesso le parole non bastano. Sempre, le parole non bastano. Eccetto in politica. In politica la gente dimentica. In amore, no». La scrittura utilizzata offre la prova concreta ed oggettiva che le parole usate nell’operazione artistica compiono una rielaborazione del reale, non tanto ai fini di distanziarsene con la fantasia,ma per presentarlo nella sua eterogeneità e nella sua molteplicità. I protagonisti della storia d’amore narrata, Peter, potenziale suicida e Denise, che coltiva con estro e originalità i semi della sua lucida follia, attraversano le stazioni dell’amore in tutta la loro ampiezza; allora, via con le punte estreme… slanci e precipitazioni, idealizzazioni e pesanti delusioni. L’invito più o meno esplicito che viene dalla lettura di queste pagine – non per niente l’autore è psicologo psicoterapeuta – è quello di giungere all’accettazione del sé, con tutte le considerazioni del caso, con le mancanze, con le imprecisioni e con la condizione imperfetta in cui siamo collocato e con cui, alla fine, dobbiamo fare serenamente i conti. Anche questa felice prova di Gianluca Antoni, ci consegna un modo di far letteratura che non traccia linee di demarcazione nette tra la componente tragica dell’esistenza e quella involontariamente comica. A far da contorno, quasi frammenti di un paesaggio umano ricco ed emozionante, una miriade di personaggi, capaci ognuno di raccontarci uno spicchio d’anima, una sfumatura particolare delle nostre segrete intimità.

La vita è nel frattempo di Beniamino Cavalli

Me la sono proprio gustata questa raccolta di racconti di Beniamino Cavalli. Leggere La vita nel frattempo (Italic peQuod, 2012), significa lasciarsi trascinare dalla corrente di un loop di pensieri, sensazioni, emozioni e riflessioni che partono da un punto ben preciso, divagano non sai bene dove, per poi finire al punto di partenza dando senso al tutto. Con tanto di messaggio di conclusione, profondo, saggio, a volte morale, che ti colpisce per semplicità e profondità allo stesso tempo. Leggere questi racconti è un po’ come entrare nella mente di Beniamino, e per me, che faccio anche lo psicologo nella vita, è doppiamente interessante. Come caso clinico sarebbe un paziente davvero interessante, ricco e simpatico. Uno di quelli che non vedi l’ora di rincontrare di settimana in settimana. Nelle elucubrazioni ci leggo qualcosa di Woody Allen, un’ironia che ti strappa continuamente il sorriso e ti fa capire che non servono grandi avventure o esperienze estreme: bastano i piccoli eventi quotidiani per trarre insegnamenti preziosi. Basta saper osservare. E Beniamino Cavalli lo sa fare molto bene.

Uomini di riviera di Roberto Sturm

Finalmente, dopo mesi, riesco a scrivere un commento sul romanzo di Roberto Sturm, Uomini di riviera. L’ho  letto la scorsa estate, in un pomeriggio, al mare. È un libro che scivola via, con facilità, perché ben scritto, ma con amarezza. Amarezza nel senso della sensazione che mi ha lasciato, uno stato d’animo sottile che ti si appiccica sulla pelle nel ripercorrere la vita dei protagonisti. Vite ordinarie di una città di provincia, dove tutto risulta scarno. Il parallelismo con il film America Oggi di Robert Altman e, ancor di più, con i racconti di Raymond Carver da cui la pellicola è ispirata viene da sé. Fa solo impressione scoprire che un mondo così estraniante, caratteristico di una città depersonalizzante come Los Angeles, possa essere riprodotto anche sulle coste dell’Adriatico, un luogo tanto tanto lontano, in tutti i sensi, da quel tipo di America. Eppure Roberto l’ha riprodotto, con crudo realismo e maestria. Bravo!

Il peso specifico dell’Amore in treno

Ho deciso, ogni volta che viaggio in treno porto una copia de Il peso specifico dell’Amore e lo regalo a chi mi ispira.
L’ho fatto ieri per la prima volta, casualmente, a una ragazza di fronte a me. Leggeva le ultime pagine de Le perfezioni provvisorie di Gianrico Carofiglio, avevo sentito che doveva arrivare a Roma e il treno era ancora nei pressi di Bologna. Così ho pensato che poteva esserle utile, il mio romanzo, magari per farle passare piacevolmente il resto del viaggio.
– Posso regalarti questo libro? – le chiedo.
– Cos’è non ti piace? – ribatte con un sorriso dubbioso.
– No, no. – la rassicuro. – È un bel romanzo, davvero.
Lei sorride, lo prende in mano, legge il titolo e la quarta di copertina.
– Lo hai letto? – mi fa alla fine.
– Sì che l’ho letto. – rispondo.
Lei appoggia il libro sul tavolino e riprende la lettura di Carofiglio.
Alla stazione di Bologna mi alzo, e mi preparo per scendere. La saluto, faccio per andarmene e poi ci ripenso. Mi volto e aggiungo che il romanzo non solo l’ho letto, ma l’ho pure scritto.
Lei mi guarda sorpresa e mi ringrazia con leggero imbarazzo.
Poi sguscio via con l’impressione di averlo affidato in buone mani, di una lettrice capace di gustarselo.
Mi auguro.

Il peso specifico dell’Amore: catena di lettura su Anobii

Ciao a tutti. Comunico di aver avviato una catena di lettura de Il peso specifico dell'Amore su Anobii. Funziona così: chi è interessato si iscrive e in base all'ordine di iscrizione riceverà, quando arriva il suo turno, la copia del romanzo.  Una volta letto, lo dovrà spedire a chi è iscritto dopo di lui, e se ha voglia può lasciare un giudizio e un commento nel social network più amato dai lettori. Tutto qui! Se sei interessato clicca qui!

Il peso specifico dell’Amore – in anteprima venerdì 5 ottobre!

Con immenso piacere comunico che Venerdì 5 Ottobre alle ore 18 presso la Biblioteca Antonelliana di Senigallia presenterò in anteprima il mio nuovo romanzo dal titolo Il peso specifico dell’Amore. Presenterà il critico letterario Gian Paolo Grattarola, reading degli attori Beatrice Gregorini e Fausto Caroli accompagnati dalla musica di Gabriele Carbonari. Siete tutti invitati e diffondete la voce!

Per i più curiosi riporto la quarta di copertina:

“Il peso specifico dell’Amore, neanche a scriverlo, è un romanzo d’amore. Amore a 360 gradi. Peter, alla soglia dei quarant’anni, è un potenziale suicida, se non fosse per la commessa di una valigeria, Denise, pazzoide e geniale, che lo costringe ad accompagnarla sul dirupo dal quale lui stava per gettarsi. Il romanzo entra a spirale nella vita di Peter: un matrimonio fallito, un lavoro fisso detestato, un grande amore rincorso, un talento sprecato e un lutto ancora cocente, quello del padre. Denise d’altro canto nasconde un dolore profondo che la spinge a voler “salvare” Peter con modalità tutt’altro che ortodosse. Intorno a loro orbitano numerosi personaggi, ognuno con una storia e i propri conflitti. E un cane, Paco, sempre in riserva sparata.
Il romanzo sviscera le profonde contraddizioni dell’anima tra slanci iperbolici e cadute vertiginose, tra sogni e bisogni, tra ideale e reale. È un diario del passaggio all’età adulta, con l’accettazione dei propri limiti e la meraviglia di scoprirsi uomini imperfetti. Diverte, commuove, invita a riflettere ed è un’introspezione senza censure della psicologia umana, accresciuta e arricchita dell’esperienza dell’autore come psicoterapeuta.”

In libreria dal 24 ottobre!

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