Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

Category: 100 brevi lezioni di psicologia (page 1 of 6)

# 055 – Gli ostacoli non sono ostacoli

a caccia dell'orso andiamoUno dei momenti più belli della mia giornata è quando mi distendo a letto con i miei figli, uno da una parte e l’altro dall’altra, e leggiamo un libro prima di addormentarci. O meglio, io leggo e loro, non sapendo ancora leggere, ripetono a memoria parte della storia. È divertente e allo stesso tempo istruttivo. Ci sono libri per l’infanzia geniali: sia per la storia sia per le illustrazioni sia per l’impaginazione. Libri tridimensionali, animati, interattivi, di ogni dimensione e forma; talmente belli che i libri per adulti, al loro confronto, sfigurano. E io, a leggerli ai miei figli, mi ci impacchio .

A volte però quelle storie che leggo non rimangono chiuse all’interno delle quattro mura della cameretta, ma mi seguono nel mio lavoro di terapeuta: mi trovo così a raccontarle ai miei clienti, e a volte a trasformarle in metafore ipnotiche che utilizzo durante la trance.

Uno dei libri che i miei figli adorano (e io forse ancor di più di loro) è A caccia dell’Orso di Michael Rosen (testi) e Helen Oxenbury (illustrazioni) (Mondadori). Racconta la storia di una famiglia composta dai genitori, tre figli piccoli e un cane che partono alla ricerca di un orso. Ogni pagina comincia con questa strofa. Continue reading

# 054 – Amare se stessi, prima di tutto

«Ma tu mi ami?» chiese Alice.
«No, non ti amo.» rispose il Bianconiglio.
Alice corrugò la fronte ed iniziò a sfregarsi nervosamente le mani, come faceva sempre quando si sentiva ferita.
«Ecco, vedi? – disse Bianconiglio – Ora ti starai chiedendo quale sia la tua colpa, perché non riesca a volerti almeno un po’ di bene, cosa ti renda così imperfetta, frammentata. Proprio per questo non posso amarti. Perché ci saranno giorni nei quali sarò stanco, adirato, con la testa tra le nuvole e ti ferirò. Ogni giorno accade di calpestare i sentimenti per noia, sbadataggine, incomprensione. Ma se non ti ami almeno un po’, se non crei una corazza di pura gioia intorno al tuo cuore, i miei deboli dardi si faranno letali e ti distruggeranno. La prima volta che ti ho incontrata ho fatto un patto con me stesso: mi sarei impedito di amarti fino a che non avessi imparato tu per prima a sentirti preziosa per te stessa. Perciò Alice no, non ti amo. Non posso farlo.»
(Lewis Carol – Alice nel paese delle meraviglie)

amare se stessi prima di tuttoPaola mi porta questo brano. – Ho deciso che io sono più interessante di Simone! – dice risoluta.

La ferita d’amore è ancora sanguinante. Lui l’ha lasciata, di punto in bianco, senza, all’apparenza, un reale motivo, o forse di motivi ce n’erano troppi, ma lei non ha voluto vederli o lui non è stato bravo a comunicarli, chissà. Fatto sta che si è accorta, ora più che mai, quanto la sua vita orbitasse intorno a Simone, quell’uomo eccezionale di cui si era pazzamente innamorata. Viveva della sua luce e nella sua ombra. Ora se ne rende conto. Continue reading

# 052 – L’autostima è sovrastimata

autostimaRossella è una ragazza che ha un’autostima sotto i piedi. Sente di non valere granché, di essere sempre sbagliata e ogni volta che qualcuno le muove una critica, la reputa vera. Viene da me dopo la fine di una lunga storia d’amore molto tormentata. Si siede e con le lacrime agli occhi mi racconta che se tutto è andato a rotoli è stato per colpa sua: non era all’altezza delle aspettative del suo partner, in ogni campo, dalla vita intima a quella pubblica. Lui la trattava male, pretendeva che fosse diversa sia nel modo di comportarsi sia nel modo di pensare e spesso la ridicolizzava anche davanti agli altri. A differenza di lei, racconta che lui ha un ego smisurato: la sua autostima è a mille e tratta un po’ tutti con superiorità dall’alto in basso.

Nonostante la scarsa autostima, scopro che Rossella è laureata con il massimo dei voti; nel lavoro, sebbene si senta sempre un po’inferiore ai suoi colleghi, le è stata affidato un incarico di responsabilità e il suo capo ha investito su di lei; ha amici fidati che la cercano sia per confidarsi sia per divertirsi; è autonoma, vive da sola e gestisce tutte le faccende domestiche senza un aiuto; è profonda e riflessiva, consapevole dei propri valori: crede nella famiglia, nell’amore, nella solidarietà, nella giustizia; si dedica nel tempo libero all’attività di clown di corsia nei reparti pediatrici; cerca sempre di dare il massimo in tutto quello che fa; è curiosa, ama informarsi, scoprire, viaggiare.

Insomma Rossella è una persona ricca di qualità e ci sono prove oggettive del suo valore che dovrebbero sollevarle l’autostima e darle quella forza e sicurezza per affrontare la vita a testa alta. Il problema è che lei non le riconosce, queste prove oggettive, ed è alla continua ricerca di conferme da parte degli altri.

Non ce la farò mai ad avere una buona autostima – sentenzia dopo un’intera seduta passata ad elencare le proprie manchevolezze e i tentativi, vani, di ottenere riconoscimenti.

Conosce Ralph Spaccatutto? – le chiedo. Continue reading

# 051 – La spontaneità di non essere spontanei

Lo chiamavamo Mad Max perché gli saltava subito la mosca al naso, andava in escandescenza anche per una cosa innocua come lo squillo del telefono. Ma appena tirava su il telefono ostentava grande calma e un’eleganza impeccabile. Era assolutamente incredibile. Riagganciava e ritornava il solito Mad Max”.

La scena tratta dal film The Wolf of Wall Street che mostra la reazione del padre di Jordan Belfort quando, comodamente seduto di fronte alla tv mentre guarda la serie televisiva Un giustiziere a New York, riceve una telefonata è esilarante. E Mad Max è l’emblema della schizofrenia che si instaura tra il contenere le emozioni mostrando un aplombe ammirevole e il dargli libero sfogo esibendo il peggio di sé, come se fossero l’espressione di due persone dai caratteri diametralmente opposti.

Sebbene Mad Max sia una caricatura cinematografica, non è difficile identificarsi. Quante volte ci capita di indossare in pubblico perfette maschere gentili da persone perbene che nascondono vulcani emotivi che poi lasciamo eruttare solo nel privato al cospetto, purtroppo, dei nostri cari? Continue reading

# 050 – Non tutti gli str***i vengono per nuocere

sfidaA 13 anni Mirco era un ragazzino grassottello. La cosa non gli creava particolari problemi, considerava il peso del suo corpo normale finché sua madre non lo portò al cospetto dal Dr Salvo che vedendolo, quasi scandalizzato, disse secco questa frase:

– Signora, suo figlio è obeso. Con questo fisico non combinerà mai nulla nello sport come nella vita!

Quelle parole colpirono al cuore il ragazzino.

– Ci rimasi di stucco! – mi racconta infervorato. – Un caterpillar sarebbe stato più delicato di quello str***o di medico. Certe persone dovrebbero essere interdette dalla professione.

Mirco ora ha 40 anni, ha il fisico asciutto e atletico, è un imprenditore di successo. La cosa più lontana dalla profezia del medico.

– Dopo essere uscito dal suo studio ero imbufalito. Odiavo quel medico; quelle parole mi avevano rovinato la vita e dissi a me stesso che glielo farò vedere se aveva ragione o meno. Mi impressi nella memoria il suo nome, e non lo avrei più scordato.

– A 35 anni – continua, – ho fatto la mia prima maratona. Quando ho tagliato il traguardo mi è tornato in mente il Dr. Salvo e le sue parole, così il giorno dopo sono andato a cercarlo. Quando ho citofonato al suo studio e ho detto il mio nome, lui mi ha risposto che non aveva un appuntamento con me. Lo so, ho risposto, ma ce l’ho io con lei, un appuntamento, mi faccia salire. Quando sono entrato nel suo studio naturalmente non mi ha riconosciuto e così mi sono presentato: io sono quel ragazzino a cui, circa 20 anni fa, ha detto secco che ero obeso e che non avrei combinato nulla nello sport e nella vita. Bene, sono venuto per portarle la medaglia della maratona che ho concluso ieri. Eccola, la guardi bene. Come può notare, dietro c’è scritto il nome di quel ragazzino obeso. Tutto questo per dirle che lei non è un bravo medico e che farebbe un favore all’umanità se cambiasse lavoro. Mi sono ripreso la medaglia e me ne sono andato.

Mirco rimane qualche istante in silenzio. Si legge la fierezza nei suoi occhi. – Da allora, ne ho fatte altre dieci, di maratone, – aggiunge poi.

 – Cosa prova per quel medico ora? – chiedo. Continue reading

# 049 – Quando la forza di volontà non basta: cosa fare

quando la forza di volontà non bastaQuando mi parlarono per la prima volta del libro di Allen Carr, È facile smettere di fumare se sai come farlo, fumavo un’unica sigaretta al giorno, nel dopocena, accompagnata da un bicchiere di vino Porto; insomma un piccolo momento di felicità come premio dopo una lunga giornata lavorativa. Non avevo bisogno di togliere quella sigaretta e potevo farne tranquillamente a meno. Poi questo mio paziente, grande fumatore, che per smettere ne aveva provate di tutte, dall’ipnosi all’agopuntura, un giorno disse di aver acquistato il libro in un’edicola alla stazione di Milano, di essere salito sul treno, di averlo letto tutto d’un fiato e, quando è sceso a Senigallia (circa 4 ore dopo), di aver smesso definitivamente.

– Il bello, dottore, è che questo libro non ti dice di smettere di fumare, anzi. Ti suggerisce di continuare mentre leggi. E soprattutto non è infarcito di tutti quelle belle motivazioni che ogni fumatore conosce perfettamente, dai danni alla salute ai soldi buttati via, che ti senti ripetere ogni volta da tutti quelli che vogliono farti smettere. Quel libro lì, senza che te ne accorgi, ti smantella tutte quelle convinzioni profonde, tra l’altro false, che alimentano la dipendenza dal fumo. E te le sostituisce con altre, nuove, migliori e più arricchenti, e alla fine del libro, provi così pena e tenerezza per te stesso che non ti viene più voglia di accendere anche solo una sigaretta.

– Caspita, – ho pensato. – Davvero interessante.

E così, incuriosito dall’aspetto psicologico del libro, alla fine della giornata sono passato in libreria e l’ho acquistato. Dopo averlo letto, in modo del tutto naturale, ho eliminato anche quell’unica sigaretta serale, quella apparentemente legata a quel momento di felicità.

Dove si nasconde la magia? Continue reading

# 048 – Testa alta e sguardo dritto: come il corpo cambia la mente

posturaIl mio studio si trova al primo piano. Quando apro la porta per accogliere un cliente osservo il modo in cui sale le scale che, quasi sempre, rileva correttamente lo stato d’animo che mi porterà in seduta. Quando sale lento guardandosi i piedi, sai che ti aspetta un incontro all’insegna della depressione, quando sale gli scalini a due a due e ti guarda negli occhi, ti racconterà di un cambiamento positivo o di qualcosa di piacevole, quando il suo incedere è calmo e assorto come se non ci fossi, spesso ti dice di non avere un argomento preparato, quando apri la porta e te lo trovi già sul pianerottolo mentre respira affannosamente sai che l’ansia pervaderà la prossima ora.

Il corpo nel suo movimento e nella sua postura ci fornisce molteplici elementi per cogliere lo stato mentale di chi abbiamo di fronte ma spesso dimentichiamo (o siamo del tutto inconsapevoli) di quanto lo stato mentale sia esso stesso influenzato dal corpo e di come, modificando la postura o il semplice modo di camminare, le nostre emozioni cambino.

La relazione tra la mente e il corpo è infatti circolare, il loro confine è permeabile e sarebbe più appropriato considerarli un’unica entità, identica e inseparabile: la mente influenza quello che fa il corpo, esattamente come ciò che fa il corpo influenza la mente.

Su questo tema, Continue reading

# 047 – Creare una routine felice

creare una routine feliceA un certo punto della presentazione di un suo libro, chiesero a Massimo Recalcati, noto psicoanalista lacaniano, cosa fosse per lui la felicità. Nell’attesa della risposta, mi chiesi cosa avrei risposto io, e in una frazione di secondo sentii una voce interiore dire: viaggiare, per te è viaggiare!

Quella voce interiore aveva un tono entusiasta, come se dovessi partire all’indomani per un lungo viaggio. La conoscevo bene: esprime una parte di me che vive il viaggio come una esperienza di libertà, curiosità e conoscenza. Non semplicemente come rottura di una routine quotidiana, ma come espansione di sé, arricchimento, vitalità. I viaggi rappresentano la colonna sonora della mia vita e che non posso farne a meno me ne sono accorto diversi anni fa una domenica pomeriggio. Avevo appena ristrutturato casa e il conto in rosso mi aveva impedito di partire come ero solito fare durante l’inverno. Guardavo la trasmissione Alle falde del Kilimangiaro e mi accorsi che, durante un servizio su un viaggio in India, avevo le lacrime agli occhi: mi sentivo triste. Spensi la tv e dissi che non doveva più succedere di ritrovarmi senza i soldi per prendere un aereo. Accesi il pc e aprì un conto corrente online in cui avrei messo una piccola somma mensile per finanziare i viaggi: non importa se andavo in rosso, quei soldi non si dovevano toccare. Ancora oggi mantengo questa sana abitudine, e sapere di avere quel gruzzoletto a disposizione mi fa star bene e libero di partire, anche se il conto di casa è in rosso.

Mentre alla velocità della luce la mente mi portava nella mia dimensione felice del viaggio, Massimo Recalcati rispose Continue reading

# 046 – Il potere magico del sorriso

patch adams - il potere del sorrisoQuando incontrai Patch Adams, il medico clown magistralmente interpretato da Robin Williams nel film ispirato alla sua storia, nella tasca della giacca multicolore aveva un dilatatore per la bocca, uno di quelli che utilizzano i dentisti. Raccontava che in ogni occasione in cui il clima si faceva serio, poteva accadere durante una riunione o in un’interazione con un’altra persona o seduto in aereo, se lo infilava di nascosto in bocca e, inevitabilmente, quando gli astanti se ne accorgevano, strappava un sorriso.

Ridere fa bene, e come replica Robin Williams all’ostico direttore dell’ospedale che lo sorprende a fare il clown nella stanza di un paziente, “le ultime ricerche dimostrano che la risata aumenta la secrezione di catecolammine ed endorfine, il che a sua volta aumenta l’ossigenazione del sangue, rilassa le arterie, accelera il cuore, abbassa la pressione sanguigna con effetti positivi sulle malattie respiratorie e cardiovascolari e in più aumenta la risposta del sistema immunitario”.

Eppure, nonostante gli effetti benefici del sorriso, spesso ce ne dimentichiamo prendendo la vita troppo sul serio. Perché? Continue reading

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