Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

Commenti

“Cassonetti” è bellissimo, a me è piaciuto moltissimo. Libro particolare per come è ” costruito”.
– Silvia B. – 05 maggio 2017

Cosa dire di “Cassonetti”? Magico, bellissimo, suggestivo.
– Silvia B. – 16 novembre 2016

Il passato e il futuro si mescolano in questo romanzo, non seguendo una cronologia precisa mentre vengono narrate le avventure di 4 universitari. Poco da dire, il romanzo me lo sono letto in una notte e mi è subito entrato nel cuore. Molto umani i protagonisti, tutti con i loro amori,i loro problemi e i loro sogni. Prosa veloce, spassosa ma anche profonda e ricca di citazioni alla musica e alla letteratura. Un libro che dona una speranza, concreta e quotidiana, che tutti possono avere una seconda possibilità. E anche se nella realtà non è così probabilmente, almeno in questo libro un lieto fine esiste e per ora basta questo.
– Jacopo – 23 marzo 2016

scanzonatorio e realistico
mentre la storia si svolge si ha la telecamera che inquadra, in soggettiva, il mondo intorno con la sua scenografia semplice e a me cara di trade che conosco e di osterie, caffè e pub che hanno il sapore e l’odore di quelle che ho frequentato io stessa. Lo stesso vale con l’inquadratura dei personaggi: ci si affeziona a tutti anche a quelli meno affini a noi.Il finale sorprende per la sua (paradossale)crudeltà
– Psicycat – 23 dicembre 2015

Piaciuto molto per la sua prosa veloce, ironica.
La storia di un gruppo di studenti universitari con i loro momenti, i loro amori. Sullo sfondo i cassonetti: un gioco che si ripete come filo conduttore per l’intero romanzo.
È muoversi nel tempo, nel ripercorrere ciò che è stato. Il tutto si intreccia abbastanza bene con la storia raccontata. Non era semplice e a parer mio l’autore vi riesce con buona fluidità.
– Massimiliano – 27 giugno 2015

Cassonetti. Bellissimo Libro!! Finalmente sono riuscito a leggerlo dopo anni dall’acquisto. L’ho letto in un giorno e appena finito ti ho mandato la richiesta di amicizia. Il Libro mi ha emozionato e mi ha fatto ricordare un bel periodo della mia vita; un’amore ai tempi dell’università come se fossi stato io il protagonista.
– Ruben – 28 maggio 2015

Un buon lavoro, divertente e in parte originale. Per l’altra parte pezzi di Culicchia e Immaturi
– Arman Dofrancia – 11 aprile 2015

Piacevolmente giovanile per chi, come me e l’autore, è nato alla fine degli anni ’60 e quindi ha fatto l’università quando non c’erano l’ipod, l’ipad, facebook, whatsup e si osava sfidare la sorte andando di persona a conoscere i ragazzi e le ragazze che ci colpivano. Per quel che riguarda il numero incredibile di ore perse a non fare nulla, la sporcizia e l’abbandono cronico degli appartmenti studenteschi, le finte giornate di studio matto e disperatissimo credo non sia cambiato nulla. L’ho apprezzato perché ho scoperto in corso di lettura che è ambientato a Padova in un’era in cui Padove era almeno un poco meno triste di oggi. Poi ho apprezzato l’originale tecnica di scrittura con dei bei salti temporali che aggiungono un pizzico di sorpresa alla vicenda. Qualche pagina di cazzeggio e di discussioni sulla Nutella, il tè, i biscotti si poteva tagliare senza rovinare il romanzo.
– Carolindia – 9 aprile 2014

Non sono più una libraia, ma mi capita di leggere ancora…. Libro vero, vivo, veloce e anche un po’ nostalgico per una trentenne, come me, che ricorda con amore i tempi andati dell’Università fuori sede. Per quello che possono valere, i miei complimenti Gianluca Antoni
– Martina – 21 giugno 2014

O giorni o mesi che andate sempre via
Sempre simile a voi è questa vita mia
Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale
La mano di tarocchi che non sai mai giocare
“Canzone dei dodici mesi” – Francesco Guccini

Peter è uno studente di psicologia che condivide un appartamento (immancabilmente sporco) con altri tre ragazzi: Davide, Diego, Matteo. La voglia di studiare è poca, l’apatia regna sovrana e la fine di una storia di certo non aiuta l’umore.
Cassonetti è il primo romanzo di Gianluca Antoni, una storia che all’apparenza non ha molto di originale: si tratta semplicemente di piccoli e grandi drammi di giovani studenti, le loro bravate, i loro conflitti amorosi.
Antoni si fa leggere: lo stile è semplice e scorrevole, ricco di dialoghi, di battute spiritose e di piacevoli citazioni letterarie.
La struttura del romanzo ha però il tocco particolare di non seguire il corso cronologico degli eventi, ma di raccontarci la vicenda attraverso sbalzi temporali. Oltretutto è come se non esistessero passato, presente e futuro, ma solo un’unica dimensione temporale in cui i personaggi incontrano se stessi alle prese con delle azioni già fatte in precedenza senza però riuscire a riconoscersi.
Il passato e il futuro sono in fondo delle convenzioni, solo parole…e sì, siamo sempre noi e allo stesso tempo ogni volta diversi perché il tempo irrevocabilmente passa e ci trasforma.
– Veronica – 23 marzo 2014

Bastardo!! mi hai fatto rifare tutta l’università in due giorni, mi hai fatto ridere, piangere e…ricordare. Oggi invece di surfare mi tocca leggere il peso specifico…no non è vero vado a surfare… Ma, davvero, cassonetti mi è piaciuto tanto tanto…bravo!!!
– Claudio – 03 febbraio 2014

Ho quasi finito – Cassonetti – Molto bello. Mi ha fatto piacere vivere per un momento la vita universitaria, dato che non l’ho provata personalmente. E poi si segue molto bene con tutti i dialoghi tra voi ragazzi in casa e anche fuori con le Valentine e tutto il resto…
– Matteo – 31 dicembre 2013

Cassonetti di Gianluca Antoni è un libro assolutamente godibile, divertente, profondo, originale, non solo per chi è o è stato studente universitario fuori sede, che potrà pienamente identificarsi, ma per chiunque ricordi la magia e l’angoscia del passaggio alla vita adulta. Poi è una miniera di citazioni da scoprire, tra cultura letteraria e pop. Molto consigliato!
– Viviana – 29 agosto 2013

Cassonetti è un gioiellino! Dei tre libri d’esordio che ho letto quest’estate (Sturm-Cuffia) nettamente il migliore. E’ veloce, agile, ha ritmo, battute fulminanti e momenti di tenerezza. Ma soprattutto mi piace l’idea per cui continuano a /reincontrare se stessi senza accorgersene: è la vera idea originale del libro (già vista nella fantascienza, ma qui portata in un contesto e significato del tutto diverso) e si può interpretare in molti modi: io la interpreto nel senso che nella vita viviamo molti ruoli diversi senza rendercene conto e prima o poi ci troviamo al posto degli altri, di quelli che magari criticavamo. I dialoghi, così senza il nome di ci parla, all’inizio mi hano un po’ spiazzata, ma in effetti dopo un po’, iniziano a conoscere i personaggi, si legggono bene e guadagnano in velocità. Bello il mix di citazioni letterarie e pop, bellissima quella della storia infinita! (viene colta? :-)) l’unico grande libro fantasy, altro che Tolkien! Mi aspettavo un terzo passaggio in cui il bambino riesce a rubare il libro, ma forse proprio perchè me lo aspettavo è banale, chissà… comunque, molti complimenti!
– Viviana – 27 agosto 2013

Eccomi qua a darti le mie “impressioni” su Cassonetti. Innanzitutto l’ho letto sapendo che non sarei stata delusa dalla scelta che avevo fatto acquistandolo in Internet. Dopo solo due giorni era già sul comodino accanto al letto e non ho perso tempo ad intraprendere questa nuova avventura. Bella la dedica (mi piace leggere le dediche degli autori). Interessanti le prime battute: “Se solo avessero saputo, avvertito o anche vagamente immaginato l’inganno del tempo … che il passato e il futuro sono comparse di un interminabile presente … e che la vita scorre in un moto circolare …”. già dalle prime righe ho pensato: anche Cassonetti promette bene. Come ti ho scritto una volta non ho voluto “divorarlo” ma assaporarlo e leggerlo con calma. L’ho portato ovunque, dal dentista mentre aspettavo mio figlio, dal parrucchiere (quel giorno mi sono ritrovata più volte a ridere – mi avranno preso per matta!), sul treno mentre andavo a Bologna per lavoro. Mi ha fatto una gran compagnia. Mi sono divertita a leggerlo. Non voglio essere ripetitiva con il precedente commento, ma anche Cassonetti ha una buona dose di ironia che caratterizza l’altro tuo romanzo. Divertenti i personaggi (hai condiviso veramente la tua vita universitaria con quei “goliardici ragazzacci”? e soprattutto – questo te lo devo proprio chiedere – posizionavate i cassonetti in mezzo alla strada?), bella la storia con Smoky grey eyes, la coincidenza con cui si sono conosciuti (anche qui le coincidenze non mancano), l’amicizia con Davide, i sentimenti, gli amori, le delusioni che vivono i protagonisti. Che dire, anche questa volta non mi hai deluso, come non avrai deluso i lettori che hanno scelto il tuo libro per passare dei momenti piacevoli. Ora non mi resta che aspettare la tua nuova creatura.
– Daniela – 16 giugno 2013

Il tuo libro cassonetti mi sta impedendo di studiare x il concorso pubblico di venerdì…

– Gaia – 21 maggio 2013

Non capisco come mai su aNobii tu abbia dato 5 stelle a Molto forte incredibilmente vicino, quando entrambi i tuoi romanzi gli sono stratosfericamente superiori! Penso a due piani di osservazione. 1) Plausibilità; ci sono elementi surreali nei tuoi romanzi (soprattutto in Cassonetti) che tu rendi in modo accettabilissimo, naturale; il protagonista di MFIV invece è totalmente NON plausibile. 2) Gestione dei sentimenti; sei delicato e profondo quando parli di sentimenti, non rischi MAI di essere melenso; sei poetico senza scrivere in versi, senza metafore forzate, senza enfasi. Invece le “lettere” di MFIV sono retoriche e pseudopoetiche in modo rivoltante; vorrebbero che il lettore dicesse OOOHHH ogni volta; invece irritano e basta.
– Enrico – 2 maggio 2013

Ciao!! Ho acquistato il libro in occasione della presentazione alla Legolibri di Torino …e la sua lettura mi ha rituffata indietro di “secoli”, agli anni dell’Università, quando ti sembra che le tue esperienze siano uniche, rare perle di emozione …e poi scopri la stessa intensità nella storia, più o meno autobiografica, di qualcuno che ha fatto un percorso di vita sicuramente diverso… E’ bello “ritrovarsi” …da qualche parte…    Ora non vedo l’ora di iniziare “il peso specifico dell’amore”!!!! Grazie!!!!
– Romina – 22 marzo 2013

Ho letto Cassonetti e mi ha fatto davvero una buona impressione…
– Collettivo Idra – 7 marzo 2013

Cassonetti per me è un piccolo capolavoro.
– Enrico – 3 marzo 2013

Finito “Cassonetti” di Gianluca Antoni …piaciuto!
– Manola – 24 dicembre 2012

Grazie, mi sono molto divertita. E a volte mi sono sentita a “casa”, anche se una casa di mille anni fa. Potrei ringraziarti anche solo per avermi fatto ricordare quanta pasta ai 4 formaggi mangiavamo all’università  Spero tu abbia già il prossimo nel cassetto.
– Manu – 23 agosto 2012

Ciao Gianluca! Concluso CASSONETTI! C’ho messo un pò perchè leggevo il tuo libro in contemporanea ad un altro (di altro autore esordiente). Mi è piaciuto molto! Mi è piaciuta la frammentazione del tempo che dà una dinamicità particolare alla narrazione e la leggerezza intervallata da momenti di profonde riflessioni, in alcune delle quali mi sono assolutamente identificata. In sostanza mi ha emozionato!
– Manuela F. – 30 luglio 2012

Ciao Gianluca! Non ci conosciamo, ma ora un pochino ino ino io a te si: sto finendo di leggere il tuo libro, manca poco. Ma volevo già da ora farti i complimenti! Continuo a sorridere da sola mentre scorro le righe e se leggo in pubblico (tipo ieri in treno) qualcuno potrebbe prendermi per pazzerella! … Il tuo romanzo mi sta piacendo molto per l’ironia (che mi appartiene molto) e per un senso di leggerezza che trasmette (effettivamente di questi tempi direi necessaria) e che non esclude tratti di interessante profondità!
– Manuela F.- 17 luglio 2012

Ho adorato il Suo libro e specialmente il modo in cui ha sconvolto la linea spazio-temporale!
– Stefania G. – 30 maggio 2012

Ciao, ho letto il libro e l’ho trovato molto piacevole e divertente, mi ha ricordato gli anni passati all’università. Uno che scrive così deve continuare assolutamente!!!
– Ana – 16 maggio 2012

Cosa sarebbe successo se…?
Caro Gianluca, se dovessi mai decidere di venire a Roma una volta a settimana per esercitare la tua professione di psicoterapeuta sappi che hai già una prima paziente. Mi è piaciuto «Cassonetti», e non me lo aspettavo. Cioè, non pensavo che fosse brutto, altrimenti non avrei aderito alla catena di lettura, ma pensavo fosse tutt’altro. E in effetti non è tutt’altro, cioè è quello che pensavo che fosse, ma è anche altro. Ok, adesso che è chiaro a tutti perché ho bisogno dello psicoterapeuta, provo a spiegarmi meglio. «Cassonetti» è la storia di quattro amici, Peter Diego Matteo e Davide, che studiano fuori sede e condividono un appartamento. Come può essere la vita di quattro ragazzi poco più che ventenni? Come il loro appartamento: disordinata e spensierata. Anche se di pensieri in realtà ce ne sono: c’è quello dello studio, c’è quello dell’amore – la storia di Peter e Valentina ma anche quella di Eleonora e Diego – c’è quello del sesso – sempre troppo poco – e ci sono le ‘ragazzate’ in giro per la città, per le strade (eh!) e per i locali. Insomma, niente di più lontano da me che non sono stata ‘ragazzo’, non sono stata studentessa universitaria, non sono stata ‘fuori sede’ e non ho mai convissuto con un’amica. Però, per fortuna, non è solo quello che ci coinvolge in prima persona a piacerci, ma anche quello che intimamente siamo stati, e che ci ricorda e ci fa pensare con tenerezza a quello che avremmo voluto essere e a quello che siamo diventati. E così ripercorrere i sogni e le delusioni, i successi e le speranze di Peter, che è il filo conduttore di questo romanzo, con probabilmente una certa quantità di riferimenti autobiografici da parte dell’autore, è anche un modo di ripensare a sé e di chiedersi “Ma io, che fine ho fatto?”. E così, un romanzo che doveva essere apparentemente scanzonato, mannaggia a lui, ti costringe a riflettere sulla circolarità della vita. Anzi, sulla sfericità della vita. Ti costringe ad entrarci in tutte le dimensioni e ad incontrarti, in una sorta di moltiplicazione di piani temporali, con altri te. Ad incontrarti, a sfiorarti, a non riconoscerti, oppure a sorriderti senza capire che quello che stai guardando oggi sei tu domani. O ieri. O chissà. Le cose che non mi sono piaciute, invece, sono i dialoghi a volte troppo lunghi, ma sono convinta che un buon editor risolverebbe brillantemente il problema, e certi ragionamenti tipicamente maschili: ma questo l’ho già scritto, non sono mai stata un ventenne  È in catena qui: http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3157874
– Piperitapitta – 7 maggio 2012

Ciao Gianluca. Ho appena finito di leggere “Cassonetti”: l’ho divorato, è scritto veramente bene! complimenti per aver saputo descrivere così bene i sentimenti e le sensazioni di un ragazzo, non è facile! Ancora Bravo!
– Enza – 27 aprile 2012

Ciao! Nicola ha letto Cassonetti e me lo ha detto dicendomi che gli è piaciuto molto, sia la storia che come è scritto, proprio entusiasta!
– Maria Vittoria – 22 aprile 2012

Caro Gianluca, ho finito di leggere il tuo “Cassonetti” acquistato la sera della tua presentazione. L’ho trovato molto interessante e piacevole, capace da un lato di indurre riflessioni e dall’altro di suscitare dolci ricordi. Complimenti, ora aspetto il tuo prossimo.
– Marco Gastaldo – 24 febbraio 2012

… riguardo al tuo libro “Cassonetti” mi sembra quasi scontato dirti che mi è piaciuto molto, in particolare mi ha stupito il fatto che abbia ritrovato, identici, certi modi di dire della mia generazione (classe ’52) e in un luogo tanto diverso, sono nato e vissuto nella sabauda e meravigliosa Torino per i miei primi 40 anni…
– Beppe – 23 febbraio 2012

Schietto ed irriverente Devo ammettere che all’inizio ho faticato ad ingranare con la lettura e con lo stile molto schietto dell’autore, ma poi ho davvero apprezzato questo romanzo! Uno spaccato di vita universitaria che mi ha fatto rivivere quegli anni con le ansie da esame e i pro e i contro della convivenza con altri studenti: il “problema” della spesa, il caffè, lo zucchero finito, i gruppi di studio…anni spensierati! e poi bellissimo l’incontro tra Peter e Valentina!!
– Tabatha –  31 dicembre 2011

“Cassonetti” mi è piaciuto molto, al secondo capitolo sono rimasta un pochino spiazzata ma poi entrata nel giro l’ho trovato divertente, mi ha fatto ricordare i tempi da fuori sede a Bologna.
– Titti – 29 dicembre 2011

Mi è piaciuto moltissimo! L’ho letto tutto d’un fiato! Non so forse perchè un pò mi riconoscevo nei personaggi, forse perchè la loro amicizia mi ha coinvolto e affascinato, forse perchè anche io tra qualche anno spero di poter essere come loro, Ho davvero apprezzato molto il libro… complimenti!
– Costanza – 28 dicembre 2011

Complimenti, mi è piaciuto molto il tuo libro!
– Tania – 28 dicembre 2011

Un libro semplicemente MERAVIGLIOSO.
– Rossella Martielli – 7 dicembre 2011

BELLISSIMO!!! – Patrizia Monaco
– 3 dicembre 2011

Scanzonato, divertente e mai banale La storia narrata da diversi punti di vista non fa mai cadere il lettore nella noia, oltre allo stile molto ironico e divertente che invia messaggi profondi tra le righe e le risate, senza quasi che si possa rendersene conto. Ho riconosciuto molto bene l’atmosfera di quel periodo non solo nei riferimenti precisi che si possono cogliere, ma soprattutto nel modo di relazionarsi dei personaggi sia tra di loro che con la realtà circostante. Ho avuto la fortuna di leggere questo libro in un momento di svolta della mia vita nel quale affioravano già dei ricordi della gioventù, e quindi ho apprezzato ancora di più il reiterare questi momenti attraverso questo libro. Va aggiunto comunque che è un libro senza tempo nel senso che, pur cambiando la forma la sostanza rimane la stessa: si chiama gioventù. È pertanto un romanzo di formazione che verrà apprezzato anche dai giovani di oggi che certo troveranno spunti di riflessione per capire meglio l’età che stanno vivendo. Grazie a Gianluca di avermi ricordato che le Clark non erano così comode e mantenevano freddi i piedi; che Margherita di Cocciante ama i colori piuttosto che i mitici U2 riscaldavo l’atmosfera; che le R4 avevano il cambio nel centro del  cruscotto; i palpiti del cuore e i maschi che hanno sempre la medesima fissazione (non diremo quale)  insieme alle fatiche dello studio e le case studentesche sempre da pulire. Ma ciò che emerge è il valore dell’amicizia che è impagabile e che in questo libro viene reso molto bene. Complimenti davvero perché mi ha regalato ore di riso e pianto insieme in un momento di passaggio cruciale di vita. Leggetelo!
– Cinzia Cavallaro – 27 novembre 2011

…mi è piaciuto molto! Prima di tutto ho apprezzato la storia, i personaggi e il contesto per l’estremo realismo, la semplicità e il forte legame con la realtà che permette di immedesimarsi molto. Raramente infatti riesco a trovare dei libri così vicini a me; mi sono rivisto molto negli stati d’animo dei protagonisti e nei loro dialoghi ironici e sconclusionati ma anche ricchi di significati. Lo stile lo trovo perfetto proprio per questa aderenza a una situazione molto verosimile, quindi scorrevole, non complesso, con l’uso di parolacce, modi di dire giovanili, lunghi dialoghi, battute, e perfette le uscite ad effetto che chiudono i paragrafi e permettono al lettore di riflettere sulla scena appena letta. Il tuo romanzo mi ha fatto venire voglia di andare all’università e ti assicuro che vuol dire molto ora come ora! Davvero bella l’idea dei cassonetti e di tutti gli altri incroci temporali, trasmette l’idea che qualunque cosa facciamo prefiguriamo già il nostro futuro, insomma che siamo artefici del nostro destino. Quindi complimenti, approvo in pieno il tuo lavoro, spero che pubblicherai altri romanzi!
– Gianmarco – 23 novembre 2011

Bellissimo il tuo libro, prometto di preparare a breve la recensione
– Maria – 4 novembre 2011

Oggi ho comprato il tuo libro! Le storie che racconti sono per me molto stimolanti! Quello che racconti di te e il come lo racconti, così scanzonato e diretto nello stesso tempo, è ugualmente stimolante!
– Federico – 26 ottobre 2011

Impressioni di lettura:  il mio commento è stato “post-adolescenziale”. Nel complesso il libro non mi è piaciuto. Ho apprezzato quelle “distorsioni tridimensionali” in cui venivano rivissuti determinati momenti da un’altra (la chiamerei) angolazione. Angolazione quasi cinematografica. Ma la storia in sé è poco accattivante/coinvolgente e i suddetti momenti passano in secondo piano. Forse perché il ciclo universitario s’è chiuso solo da poco più di 10 anni, ma nessuna nostalgia è riaffiorata. Battute un po’ sentite, il solito amico fro’ che fa sempre superpolite, la secchiona, la bonazza… Ti prego di accettare queste mie “velenosità”: non vogliono essere gratuite. è sempre facile criticare e giudicare (il mio compito in questo caso), ma volevo essere sincero.
– Gianluca – 24 ottobre 2011

Complimenti per Cassonetti, mi ha rapito! Sono riuscita a divorarlo dopo un’astinenza da romanzi di circa tre anni (l’età di mia figlia!).
– Jole – 18 ottobre 2011

Questo libro e’ il sequel ideale di jack frusciante e’ uscito dal gruppo ai tempi dell’università. Infatti scopro che Gianluca Antoni ha quasi l’eta mia e mi piace pensare che saremmo stati amici vent’anni fa, anzi se lo avessi letto venti anni fa le stellette sarebbero state 5. Sento che abbiamo delle cose in comune, prima fra tutti il Travaglio, simile a un parto, per alzarsi ogni mattina dal letto. Ho un profonda invidia per quelli che erano i fuori sede ai tempi dell’universita, sara’ per questo che mi son trasformato in fuori sede praticamente da quando ho cominciato a lavorare. Questa storia e’l’esatta fotografia degli anni di università di un gruppo di ragazzi qualunque, tre giornate per ognuno degli anni di studio in cui si ripetono gli stessi dibattiti, le stesse battute, lo stesso stupido scherzo dei cassonetti piantati in mezzo alla strada, gli stessi tentativi di acchiappo, gli stessi stravolgimenti di cuore, con ognuno dei personaggi che potrebbero essere intercambiabili, ma con una voglia di vivere e una sazietà di tempo che tanto mi mancano. Ci sono delle scene letteralmente esilaranti, forse perché hanno il sapore del già vissuto, dal segaright alla Vanoni in lattex che ordina di costruire un amore al sommo Ivano fossati. E’ una lettura facile, ma genuina, aiutata da un’abilità fuori dal comune per i dialoghi. Colonna sonora: tutta la prima facciata di alchemy dei dire straits, quante volta l’ho ascoltata come il protagonista Peter allo stesso modo in quegli anni. Drink: una bottiglia di novello al pub di fronte all’università.
– Mingamarco – 15 ottobre 2011

Il tuo libro mi ha tenuto compagnia un pomeriggio di sole che mal si conciliava con il mio umore un po’ perturbato, mi ci sono letteralmente tuffata dentro, la distrazione ha funzionato  ps: vero, vissuto, voluto, sincero, sentito, nostalgico, lieve
– Serenareader – 14 ottobre 2011

L’ho trovato davvero piacevole, scritto in maniera scorrevole e a tratti molto divertente. Poi, considerando il mio debole per i paradossi temporali, l’effetto ritorno al futuro dei personaggi che reincontrano loro stessi è davvero bello e ben fatto, non diventa mai banale anzi…
– Serena – 10 ottobre 2011

Pregi e difetti di un esordio complessivamente positivo. Cominciamo dalle cose che non mi sono piaciute, che sono parecchie e anche piuttosto gravi, almeno per quella che è la mia visione della buona narrativa: – innanzi tutto, mi pare che il romanzo rinunci ad un vero approfondimento psicologico dei personaggi, optando piuttosto per un approccio che privilegia largo riconoscimento e facile umorismo; ecco dunque le macchiette del maschio-porco, della verginella, dell’omosessuale e via dicendo, così come anche la vita giovanile e universitaria viene plasmata nel solco di alcuni stereotipi (le osterie, le canne, le vacanze in moto, la notte prima degli esami ecc.) che, pur essendo senz’altro veri, si mantengono a un livello decisamente superficiale; – mi pare anche che il romanzo pratichi un po’ astutamente una certa politica dei due forni, che alterna slanci romantici mielosissimi a pagine goliardiche piene di sesso (per la verità, più immaginato che praticato), con esiti che variano dal banale all’improbabile (entrambi irritanti…). Il richiamo a Moccia visto in altre recensioni mi pare francamente esagerato (io, al limite, avrei menzionato Jack Frusciante), ma in alcuni passi siamo proprio sul filo del rasoio! – un’altra trovata che personalmente non ho gradito è quella relativa agli intrecci spazio-temporali, tali per cui i personaggi si trovano ad incontrare se stessi (senza riconoscersi) nell’atto di fare cose successe in altri capitoli. Poteva essere un artificio interessante se usato con parsimonia, in maniera appena suggerita, tale da lasciare spazio al lettore su come interpretare tali coincidenze. Invece l’autore, evidentemente molto fiero della sua idea, insiste per farci notare la cosa a tutti costi, ripetendo lo stesso schema più volte, fino a renderlo prevedibile e estraneo al tono per il resto molto realistico del romanzo; – i lunghi e frequenti dialoghi sono a volte non molto fruibili e, spesso, anche abbastanza inutili: al decimo scambio di battute, non si capisce più chi sia a parlare, dato che tutti questi giovani dicono sempre le stesse cose, quasi sempre prive di rilievo per l’economia della storia, con lo stesso linguaggio povero e scurrile. Detto questo, bisogna anche riconoscere che Cassonetti è un libro assolutamente gradevole da leggere, scritto con uno stile brillante e coerente e una lingua corretta e fluida. Alcune battute sono davvero divertenti, e l’impressione complessiva, al di là dei punti critici sopra riportati, è di un esordio del tutto positivo. Sulla base di tali elementi, credo si possa chiedere all’autore, dopo averci deliziato con questa storia facile e simpatica, di sfamarci con qualcosa di più sostanzioso; cosa che, viste le doti dimostrate, penso sia ampiamente nelle sue possibilità.
– Gregorio XV – 27 settembre 2011

scanzonato, giovanissimo, piacevole, rilassante, con alcuni passaggi divertenti e altri che fanno riflettere. poi l’autore mi sta simpatico… quindi, allora, con ciò, pertanto, quattro stars.
– Monica – 26 settembre 2011

Bello Gianluca! Veramente ben scritto, scorre via intrigantemente che è un piacere.Riconosco tutta la tua abilità psicologica nei dialoghi tra universitari, slang, modi di dire e di fare, che sì, è vero, tutti li viviamo, ma poi a saperli raccontare è tutt’altra cosa. Ma se vuoi, la vera scommessa vinta, è che è un romanzo patafisico: annullamento delle normali concezioni dello spazio e del tempo e tutto per opera di semplicissimi e banali cassonetti, adoro questo genere e quindi anche il tuo romanzo! Divertente dall’inizio alla fine, con la chicca del finale! A quando il prossimo? Saluti Matteo!
– Matteo C.– 13 settembre 2011

… le pubblicazioni di Italic le tengo d’occhio… del tuo trovo ben riusciti i dialoghi… sono proprio buoni… divertenti… mi sembra quasi la sceneggiatura di un film… :))

– Alessandro Finucci – 13 settembre 2011

Una Serenata d’amore fatta di parole. Non ho potuto fare a meno di leggermi e perdermi in questo connubio di tempo, senza confini, fra passato presente che si mescolano, si incontrano continuamente per farci calare nella storia a 360 gradi. Una scrittura diretta, brillante ed attuale con battute esilaranti e serrate. Ma ho trovato anche frasi che mi hanno fatto riflettere e sprofondare nel mio io più profondo. Le ho volute trascrivere per poterle leggere e rileggere.
– Sissilpn617 – 31 agosto 2011

Sei uno studente non proprio modello e ti senti maltrattato dal mondo, del resto hai l’età giusta per sentirti così. Lo sai e ci scherzi, sai che i tuoi amici sono nelle stesse condizioni e a parole li sbeffeggi, mentre il caso ti mette davanti a una Lei. Lei è uno scherzo. Del destino. Tutta la vita è un paradosso e se il tempo scorre per un verso, dall’altro è come se attorno a te, gente uguale a te, vivesse in momenti diversi il tuo stesso passato. Tu non non te ne rendi conto e alla fine dovrai fare i conti con quei cassonetti che una volta, di sera, tu avevi messo per sbarrare la strada ad altri. Non ti stanchi mai di prenderti in giro?
– Walter Lazzarin – 29 agosto 2011

La fantasia non finisce mai? Lo stratagemma inventato dall’autore è nuovo, fresco, divertente. Lo stile è scorrevole, l’alternarsi di cazzate, sentimenti, pensieri profondi è realistico e coinvolgente. Bel libro. Speriamo ne scriva altri!
– max_ferri – 25 agosto 2011

Ciao! Finalmente sono riuscita a leggere il tuo libro. Be’… io il termine scansie non l’ho mai sentito, ma a parte questo… mi è piaciuto e anche la tua scrittura!! Come ti è venuto in mente questo trip psichedelico dell’ambientazione temporale contemporanea eppure in anni diversi davvero non so, ma interessante!!!
– Emanuela F. – 23 agosto 2011

Ciao Gianluca, ti devo fare i complimenti per il libro, finito in due giorni, tutto d’un fiato. E’ geniale e profondo, sincero e divertente. Bravo, spero che ne farai altri così! Ancora grazie per il bel regalo!
– Alberto – 19 agosto 2011

Ciao Gianluca, ieri sera ho comprato il libro e ora l’ho finito di leggere. Sei grande! Un altro motivo per dire grazie ai miei attacchi di panico!
– Barbara S. – 9 agosto 2011

Ho ricevuto una specie di invito trasversale a leggere questo libro, e l’ho fatto volentieri. Però forse non ho più l’età (sic…) per leggere di studenti universitari alle prese con l’amore e la vita.
– Barby61 – 2 agosto 2011

Mi è piaciuto molto! L’ho anche consigliato a delle amiche
– Barbara – 2 agosto 2011

BELLO BELLO BELLO!!! L’ho trovato leggero, divertente e spiritisoso ma profondo allo stesso tempo. Hai toccato questioni che credo un po’ tutti abbiano provato a vent’anni ma senza scendere nel banale! Complimenti  E ora aspetto il secondo…perchè ce ne sarà un altro, vero?
– Sara – 20 luglio 2011

il libro tuo l’ho finito ieri… mi è piaciuto tanto, è ironico, toccante e fila e la costruzione è solida e quella trovata del non riconoscere se stessi negli stessi gesti secondo me è geniale.
– Angelica Paolorossi – 18 luglio 2011

Ciao Gianluca!Mi hai incuriosito quando mi hai detto ke avevi scritto un libro e l’ho comprato e letto, e devo dire molto gradito anke, dunque volevo farti i miei complimenti, attendo il secondo adesso!!!!
– Monika Pellegrini – 16 luglio 2011

…appena finito di leggere “Cassonetti” …complimenti, davvero bello!!!!
– Francesca Castellani – 12 luglio 2011

Inutile e geniale (a tratti)

Piacevole, scorrevole, con alcune vette “alte” per quel che riguarda il coinvolgimento emotivo del lettore e molta, molta, molta pianura, scritta con stile scorrevole e molto dialogato, ma che resta comunque e sempre “pianura” dal punto di vista del lettore, nè carne nè pesce, tradotto in parole povere, gran parte del libro è inutile. Geniale invece la concezione temporale che regna in tutto il libro e che insieme alle poche scene come quella della libreria, quella degli “annunci matrimoniali”, quella dello psicodramma e quella della “sbronza colossale” (che però alla fine sono poche scene in confronto a tutto il resto) bastano a salvare il libro dalla fossa dell’inutilità e della mediocrità generale. Viene da pensare che per mettere quelle 4 scene l’autore si sia inventato il resto del libro per far “volume”. Peccatom visto la qualità di quei pochi passaggi mi aspettavo molto, sono rimasto parecchio deluso.Come da titolo, 4 diamanti in un sechiello di vetri rotti, per trovarli tocca pungersi con tutto il resto.
– Étienne Louis Boullée – 8 luglio 2011

Questa è la presentazione del libro da parte dell’autore: http://www.youtube.com/watch?v=1B7IekHX5xo. Ha detto tutto! Un bel romanzo, originale e giovane. Una lettura piacevole, divertente e ironica. Il suo primo romanzo… Bravo!
– Lucia – 27 giugno 2011

Se fosse ambientato negli Stati Uniti sarebbe una storia vissuta in un campus. Noi che in Italia i campus non li abbiamo mai avuti, abbiamo avuto i centri storici delle città universitarie, spesso quelle che lo sono dal XIII secolo, come Bologna o Padova. In Cassonetti Gianluca Antoni impasta una bella storia sulle avventure quotidiane di Peter, un laureando fuorisede in Psicologia e del suo gruppo di amici, tra incomprensioni, storie d’amore e bravate nelle stradine medievali di un centro dove all’epoca non si rischiava di essere inquadrati da una videocamera ogni 50 metri. Pagine nelle quali chiunque abbia vissuto quella stagione fa veramente fatica a non identificarsi. L’architettura del romanzo, basata sugli avvitamenti temporali, è tutt’altro che banale ma per l’unico modo per rendersene conto è leggerlo…
– Trasibulo – 18 giugno 2011

Superlativo! Cassonetti è un romanzo disincantato, sulle aspettative di quattro giovani universitari,con il loro carattere, le loro paure, i loro difetti e la loro spontaneità. Unici, ognuno a modo suo. La bellezza di questo testo è che ti immergi nei suoi meandri pindarici, nelle sue mille situazioni colorate da una verve brillante e acuta, e ti accorgi di aver raggiunto l’epilogo della storia dimentico del tempo trascorso. Ti rendi conto, almeno così è successo a me, che uno di quei ragazzi potresti tranquillamente essere tu. Ti fa assaporare con lucidità, a tratti disarmante, le loro arzigogolate, umane vicende, senza stupidi moralismi e falsi preconcetti. Il romanzo infine è ricco di creatività linguistica, scelte narrative molto interessanti. Un grazie per la lettura che ci hai donato.
– Massimiliano Bellezza – 14 giugno 2011

Ho letto il tuo romanzo e l’ho trovato molto godibile e ben scritto.
– Sergio Cardinali – 11 giugno 2011

Gianluca, complimenti per “Cassonetti”…davvero un bel libro… Un romanzo divertente, coinvolgente, appassionante e talmente spontaneo che sembra autobiografico…o forse lo è… Spero davvero che ci racconterai come hanno proseguito le vite di Davide,Diego,Matteo…ma soprattutto di Peter e Valentina e se il “caso” li rivorrà ancora insieme…
– Sara Saltarelli – 6 giugno 2011

Un appartamento sudicio in cui si delineano le storie degli occupanti dalla personalità ancora incerta, come è normale che sia a quell’età, quando si crede di avere il mondo nelle mani, ma in realtà non si è ancora né carne né pesce. Quando si pensa di non poter sopravvivere senza amore e nello stesso tempo si ha voglia di fuggire a gambe levate di fronte ad un impegno più concreto. Quando il sesso, in particolar modo per gli appartenenti al genere maschile, è una sorta di chiodo fisso. Quando ci si esalta per un nonnulla e improvvisamente si piomba nella depressione più nera. Quando ci si ubriaca fino a perdere il senso della realtà e al mattino, smaltendo i postumi della sbronza, ci si riempie la bocca di buoni propositi, che verranno prontamente gettati in un “cassonetto”, non appena un amico ci proporrà la prossima notte brava. Il tutto reso, a mio avviso, particolare da quella trovata di G. Antoni, che ho trovato molto originale. Non li definirei nemmeno dèjà vu, piuttosto veri e propri salti temporali in cui Peter si trova ad assistere a scene di cui lui stesso o i suoi amici sono stati attori, ma senza esserne consapevole. Piacevole scoperta e lettura divertente, terminata oggi al mare, con qualche calcio e qualche gomitata mollati da mia sorella, che mi diceva “smettila, la gente penserà che tu sia pazza, se continui a ridere da sola!!!”
– Moky – 5 giugno 2011

SPETTACOLARE  complimenti ancora! ho messo un po più di tempo del solito per colpa degli impegni col giornale… ma davvero! complimenti! Davvero
– Saverio Spadavecchia – 2 giugno 2011

Che splendida sorpresa! Ho cominciato a leggerlo per curiosità in treno e già al secondo capitolo ho visto che era sorprendente: un dialogo veloce e scoppiettante tra 2 studenti compagni di appartamento veri e frizzanti! Poi, è stato un crescendo di deja vù, di angosce vere e risate fragorose (non leggetelo a letto vicino a qualcuno che sta dormendo: rischiate il divorzio!) La storia è semplicemente la vita di 4 ragazzi fuorisede, ma raccontata con un sorriso e scritta molto bene. Con in più una trovata geniale: le vite dei personaggi si rincontrano anno su anno, in una spirale che li porta sempre ad interagire con loro stessi ed il loro passato (o futuro). Mi ha ricordato un brano (vecchio del ’75) di Chico Buarque interpretato dalla Vanoni, “Costruzione”, costruito con una struttura simile, un inseguimento di episodi sempre uguali ma sempre diversi, a seconda del momento e dello stato d’animo considerati. In conclusione, una magnifica scoperta! (grazie Anobii VE)
– Zardoz – 20 maggio 2011

Cassonetti è una straordinaria commistione di generi, una storia di studenti frullata in una particolarissima struttura narrativa, un po’ come se Friends fosse stato diretto da David Lynch.
– Gianluca Morozzi – 20 maggio 2011

Wormhole Leggiadro, si legge in un soffio. Divertente (in sala d’attesa del dentista gli altri pazienti mi guardavano incuriositi mentre ridevo da sola leggendo cassonetti). Personaggi che non puoi fare a meno di amare (o immedesimarsi in uno di loro). Profondo ma non pesante. Quel pizzico di amore che non guasta. Goliardia, amicizia e niente politica… che cosa volere di più. La marcia in più? C’è anche quella: l’originalità della costruzione spazio-temporale lo rende speciale. Leggere per credere! La svegli trilla odiosa come tutte le mattine. Allungo un braccio fuori dal guscio e la blocco. Posso tornare a sognare. Ancora per poco però. Sono le sette, devo essere a lezione alle otto e venti. Non abbandono il cantuccio, un altro quarto d’ora posso permettermelo. Come ogni giorno dopo i quindici minuti me ne concedo altri cinque e quindi cinque, altri dieci e poi altri cinque. Poi avviene la tragedia. Butto all’aria le coperte, della serie facciamoci del male, e mi scaravento giù dal letto. Ogni mattina è un parto. Podalico, per giunta. Io non vorrei uscire dal grembo, oppongo resistenza, ma un enorme forcipe, la morale, mi estrae di forza dall’habitat protetto e mi scaraventa sul ring quotidiano.
– Miss Kamala – 20 maggio 2011

Finito! Mi è piaciuto tantissimo. Complimenti, complimenti complimenti! Bravo, bravo bravo. Era un po’ di tempo che non leggevo un libro che mi prendeva così, mi hai ricordato a tratti Ascanio Celestini. Adesso scrivo mini recensione e aspetto che il mio correttore di bozze me l’approvi (io sono disgrafica e non vorrei scrivere qualche porcheria). Ancora complimenti.
– Lisa – 19 maggio 2011

Gianluca mi è stato subito simpatico “a pelle” e il libro, mi son detto, non può essere da meno. Ho fatto centro. Avventure di quattro disperati, che si prendono continuamente in giro, scazzati, in cerca perenne di figa, che fanno scherzi assurdi con i cassonetti e si introducono nei cantieri di notte. Che soffrono e piangono per amori passati, che però con una “quattro formaggi” e una bottiglia di vino si rimettono in sella. Una bella storia di amicizia. Frasi brevi, decise e taglienti, dialoghi veloci, infarciti di “fanculo” che non danno fastidio, anzi, da giovani si parlava così. Quattro capitoli a distanza di tempo che si allacciano, con rimandi e visioni di cose accadute. E’ il suo primo romanzo, sono curioso di leggere la prossima fatica di Antoni.
– The Grand Wazoo – 19 maggio 2011

Questo libro ha un andamento davvero singolare. Sembra un quadro di Escher, di quelli in cui un’immagine ha molteplici prospettive. Una cronologia circolare o a strati, porta i personaggi a sfiorare sé stessi in momenti diversi o situazioni diverse, in cui i protagonisti sono contemporaneamente gli “altri”. Credo sia l’invenzione più originale ed intrigante del libro.
– Antonio – 10 maggio 2011

Assolutamente indecisa sulle stelle da dare a questo romanzo e non certo perchè sono andata alla presentazione che ha fatto l’autore nella mia città! Cassonetti si legge molto velocemente, i dialoghi sono piuttosto frequenti e serrati e la conversazione tipica di ventenni lo rende scorrevole. Per chi, come me, è stato studente universitario a Padova, è piacevole doppiamente perchè, nonostante siano ragazzate più maschili che femminili, l’atmosfera è quella che abbiamo vissuto tutti in quegli anni! la poca voglia di studiare, le cene in osterie con gli amici, amori che vanno e vengono, dubbi esistenziali, paura del futuro e di quello che la vita ha in serbo per noi… Interessante l’espediente spazio-temporale, la visione di noi stessi dall’esterno ma in qualche modo fatta sempre con i nostri occhi… la percezione che gli altri hanno di noi nelle varie situazioni e la percezione stessa che abbiamo di noi stessi a distanza di tempo. L’intreccio credo non sia stato dei più semplici, c’era il rischio di confondersi e di non essere assolutamente precisi al secondo nel riportare le diverse ottiche, ma l’autore c’è riuscito. Eppure un ma c’è! è un già visto come temi (anche se non come costruzione) e sono un pò stanca dei vari Fabio Volo, che parlano come i ventenni, trentenni, tra sbronze e amori! corse in moto e in macchina e discussione pseudo-intellettuali sul futuro del mondo. Il libro merita senza dubbio ma proprio per tutto quello che io personalmente ho già letto, non riesco a dargli un stella in più. Diciamo che leggere questo tipo di romanzi è come andare al solito bar con i soliti amici, lo fai perchè sei affezionato a quel tipo di realtà, a quelle persone e a quelle abitudini, ma sai perfettamente che c’è dell’altro da poter fare, vedere, frequentare, ma leggere Cassonetti è come tornare al solito bar e ai soliti amici, ti fa sentire a tuo agio e ti fa passare qualche ora sorridendo e sghignazzando e riflettendo! Gianluca, non volermene!! ^_^
– Ross792 – 3 maggio 2011

Difficile lasciare andare un libro così… …simpatico, sì sembrano proprio i miei amici e il mio ragazzo di 20 fa… (20!!! ma siamo sicuri???…uhg, meglio non fare il conto!!!) …noioso daì!!! sono cose che abbiamo fatto e detto in tanti… chiunque potrebbe scrivere un libro così!!!… basta pensarci… … incatenante…ma perché mi sono lasciata incastrare in questa catena di lettura??? bhè se lo abbandono che male c’é? se non è il suo momento non posso violentarmi… e poi mica mi pagano per leggerlo!!! …invadente però… non riesco a togliermelo dalla testa… non può essere tutto così… non ho letto di proposito le recensioni altrui, ma qualcosa mi dice che… …aspetta… aspetta, cos’è che ha detto??… rileggi un po’… nonono… torna ancora indietro… urka!!! …ma non sei tu quella che ha sempre sostenuto la teoria della circolarità e ciclicità del tempo sposando l’uoroboros quando i tatuaggi erano quasi fuori legge??? e che passeggiava dentro e fuori lo specchio molto tempo prima di incontrare alice e giocava al “fermoimmagine!ci guardiamo fare ciò che stiamo facendo” dopo una serata non proprio astemia in osteria… ??? no, oggi non vado a nuotare, devo finire il libro di antoni… …lo sfondo universitario è l’occasione… una situazione più stimolante e forse più incalzante, ma in fondo cos’è cambiato? una fede al dito o nel cassetto perché non ho tempo di andare da oro cash… un cucciolo che piagnucola o miagola nella stanza accanto… la riunione con il direttore che si fa aspettare mezz’ora o gli appuntamenti con i clienti che ritardano di un’ora… se non avessi firmato quel contratto le cose non sarebbero andate così…in qualunque altro modo ma non così… … e il Tempo che continua a girare…. a girare in tondo … ed io che mi guardo agire… …difficile lasciare andare un libro così… … così SPECIALE!!
– Queen Faee – 2 maggio 2011

Come un dado Peter, Davide, Matteo e Diego. Quattro ragazzi che convivono nello stesso appartamento alle prese con la classica variegata vita da studenti universitari tra seghe mentali, amori ricambiati e non, goliardie varie sullo sfondo di una Padova invernale fatta di osterie, fumo, grappa e gioventù studentesca. E’ un libro che li descrive in una narrazione fluida e piacevole attraverso tre giornate della loro vita a distanza di un anno le une dalle altre. Man mano che si legge il libro lo scorrere del tempo prende una piega diversa e, come in un dado impazzito, gioca con i loro destini alterando gli eventi, scombinando le loro vite e portandoli persino ad incontrarsi senza però riconoscersi tra loro fino al finale imprevedibile e mozzafiato. E se non fosse quello il finale?
– Backpacker.it – 30 aprile 2011

Complimenti per il libro, l’ho letto un mese fa e mi è piaciuto molto. Non avendo letto i risvolti di copertina (non lo faccio mai quando leggo un libro per non avere “indizi” sulla vicenda) all’inizio non ci ho naturalmente capito nulla, ma poi personaggi e storia iniziano a collegarsi e tutto torna, e ancora me li porto appresso e ogni tanto ci penso con simpatia: chi sa che faranno adesso Peter e Davide e i loro amici.
– Andrea Paoli – 26 aprile 2011

Ho letto il suo libro, con grande piacere. Renata Enzo – 26 aprile 2011

Il tuo libro mi ha letteralmente richiamato alla mente tutta una serie di sensazioni e ricordi, dalla sala studio all’appartamento condiviso. Anche io ero l’unico che teneva il conteggio degli scatti del telefono; anche noi si litigava per pulire il bagno; anche noi cucinavamo di tutto quando a lavare i piatti toccava al meno attivo dell’appartamento. Insomma: leggerlo è stata una emozione. Lo si legge volentieri: trovo che il testo sia gradevole e snello; scorre via velocemente. Dal punto di vista stilistico, trovo che la scrittura sia ancora un po’ acerba: da uno psicologo mi sarei aspettato un approfondimento maggiore della descrizione delle persone; ma forse l’essenzialità delle descrizioni lascia più libertà al lettore di farsi la sua idea sui personaggi. Comunque sono certo che nei prossimi libri i momenti descrittivi miglioreranno. E magari anche i momenti comici! Hai dato poco risalto all’aspetto comico: giusto un paio di battute tra ragazzi, ma scommetto che puoi e sai essere ben più pungente di così! Ti ci vedo a scrivere un libro su un personal coach che insegna agli altri come raggiungere i loro obiettivi, ma a lui va tutto male! Hahaha…
– Roberto Magnanini – 24 aprile 2011

La cosa che mi ha colpito nelle prime pagine: è raccontata una vicenda prima dei cellulari e prima delle mail. E questo è un salto temporale in un certo senso straniante ma che perfettamente si addice al concetto di tempo che permea questo romanzo. Il tempo non solo non è sequenziale, ma si sovrappone: i personaggi in diverse occasioni si trovano ad essere protagonisti di un’azione e osservatori, dall’esterno, di loro stessi. Sembra dire che prima o poi capita a tutti di trovarsi in certe situazioni e al tempo stesso ci si chiede se, malgrado questo, ci sia davvero un disegno causale che ci determina per concludere che, causalità o casualità, quello che forse veramente importa è quella specie di fratellanza che questa sovrapposizione di tempo e situazioni, l’essere in un luogo e contemporaneamente esserci da un altro tempo, comporta. Lo stile narrativo aiuta questa dislocazione temporale perché descrive in modo asciutto e preciso, non vuole essere forzatamente letterario, sembra quasi dattilografare conversazioni carpite aggirandosi per strada, nei bar: anche la scrittura, quindi, mantiene questo doppio ruolo di essere protagonista e spettatrice allo stesso tempo conferendo coerenza ad un romanzo che sembra essere un progetto in cui trama, costruzione narrativa e scrittura lavorano armoniosamente. Dispiace arrivare all’ultima pagina.
– Chiara Desiderio – 16 aprile 2011

Divorato. Letteralmente. In tre ore. Mi ha coinvolto, emozionato, mi ha fatto riflettere, mi ha commosso. Tutti i personaggi potevano essere me o i miei amici, mi sembrava di rileggere anche parte della mia vita. Inoltre, la mancanza di linearità temporale, come se la vita fosse un cerchio, il tempo non esistesse. Davvero magistrale.
– Il MASTER che rema contro – 12 Aprile 2011

Mi sbilancio anch’io e ti dico che mi ricorda il primo De Carlo, quello di Treno di panna, per intenderci; neominimalismo italiano, forse 15 anni in ritardo, ma lo sappiamo che è colpa degli editori! Non so se mi è riuscito questo sgangherato tentativo di recensione, comunque il libro è tra le cose migliori che ho letto ultimamente.
– Marco Brutti – 12 aprile 2011

Un insieme di punti G… …Giusto per rimanere sulla lunghezza d’onda di Davide e Peter, due dei protagonisti di Cassonetti. Anche se io intendevo dire che il libro è: Gagliardo Giovane Godibile Gaio Giusto Galvanizzante Ghignante Ghiribizzoso Giocoso Genuino Grave Grigio Ma più di tutto direi: Geniale!!! Devo ammettere che inizialmente il voto si era stabilizzato su 3 stelline perché non mi sembrava nulla di nuovo e non riuscivo a trovare simpatici i protagonisti che non mi coinvolgevano per niente nonostante i dialoghi brillanti e le battute divertenti. Ma nel momento in cui ho capito il significato della storia e soprattutto come è costruita, il voto è balzato a 5 stelline! La vita vista da molteplici punti di vista, ma sempre da parte delle stesse persone che una volta si trovano carnefici e un’altra vittime. Una storia di possibilità, una specie di universi paralleli dove l’autore fa in modo che si intreccino per rendere ancora più significativo il messaggio. Quello che ho colto io è che esistino tante realtà soggettive e in base a questo bisogna sempre tenere a mente che oggi posso essere il piede che pesta la m…, ma domani potrei essere quello che sta sotto il piede! C’è di che riflettere!
– Sheila – 4 aprile 2011

Ho letto il tuo romanzo, l’ho trovato molto coinvolgente, spiazzante, capace di alzare al massimo il volume di quelle minuscole voci che si muovono a sciame nel nostro quotidiano. Il “piccolissimo” di ogni giorno si incide a fuoco sulla pelle e resiste ad ogni passaggio di tempo…
– Elena Mearini – 4 aprile 2011

Finito! Innanzitutto, grazie per i sorrisi (e anche qualche sonora risata) che mi hai strappato, ma anche per avermi dato un bel po’ di riflessioni su cui rimuginare (prima di generare una recensione devo lasciar sedimentare un po’ tutte le idee e le sensazioni… e andare a rivedere qualche cosetta qua e là… Ma alla fine che libro era quello che il ragazzino aveva tentato di rubare? Acci… Devo rivedere…). In secondo luogo, confermo i miei complimenti per l’originalissimo intreccio, degno dei migliori disegni di Escher! A un certo punto diventa quasi una sfida riuscire a immaginare le possibili coincidenze… Ammetto di aver presentito il finale prima di leggerlo…
– Opossum_82 – 13 marzo 2011

C’è la vita che incontra e rincontra sé stessa, in questo bel libro che si fa leggere con piacere. Curati i dialoghi, la costruzione dei personaggi e gli incastri temporali. Bene bene.
– Monia – 13 marzo 2011

Se si rinuncia a seguire le vicende in ordine cronologico (artatamente stravolto), il romanzo è un inno all’amicizia ed un piacevole rendez vous degli anni, dei sogni, dei problemi universitari. Alcune battute sono fulminanti.
– Benedetta Colella – 11 marzo 2011

Ho letto il tuo libro ancora quest’estate e mi ha colpito… intanto ti faccio un sacco di complimenti per le stupende recensioni che ho letto… vedo che sta piacendo… lo immaginavo.
– Gianmarco Bisol – 28 febbraio 2011

E’ un libro che si legge in modo scorrevole . Quattro studenti universitari condividono non solo un appartamento, ma anche momenti di vita quotidiana, episodi di trasgressiva spiritosaggine, come quando spostano i cassonetti per la strada, o suonano i campanelli a tarda sera, come monelli, regredendo ad uno stato di felicità infantile per chiudere una serata magari noiosa o punteggiata dall’aver dato libero corso per lungo tempo a riflessioni o ad aver espresso le proprie incertezze. Quello che mi ha colpito è stato il rapporto di amicizia tra i giovani che si sostengono a vicenda e quasi si compensano: c’è chi cucina (anche se non sempre in modo appetitoso), chi costringe gli altri a mantenere un certo ordine e una decorosa pulizia, chi fa la spesa, chi è un imbranato, talvolta inopportuno, ma è comunque parte del gruppo che non lo esclude, ma lo accetta per quello che è. Confidenza e solidarietà contraddistinguono la convivenza dei quattro. Peter è il protagonista. A dare una svolta alla sua routine quotidiana studio-pasti-uscite-chiacchierate, è l’entrata in scena di Valentina, che lo affascina, anche se non è esattamente come la cubista su cui il ragazzo spesso si è affannato a fantasticare. Per Peter questa Valentina è decisamente meglio! Tra chiacchierate apparentemente futili, prese in giro, avvenimenti non sempre piacevoli , bravate e molti dialoghi si arriva alla conclusione che vede Peter laureato, (finalmente dottore!) e con un bel percorso di vita alle spalle e una consapevolezza maggiore rispetto alle scelte che ha operato , non tutte facili, come quelle in campo amoroso, e che finalmente si sente piacevolmente bene con se stesso.
– Caterina De Luca – 28 febbraio 2011

La lettura di Cassonetti mi ha divertito, mi ha fatto tornare indietro al primo anno di università ( il secondo no perchè avevo “conquistato” già il ruolo di mamma ) mi ha emozionato, mi ha disorientato ( per un attimo…) mi ha fatto conoscere, di tante situazioni, il punto di vista maschile (nonostante tre figli maschi…) mi ha fatto riflettere, mi ha fatto anche irritare  per come sono andate alcune cose nella storia, ha confermato alcune riflessioni personali…e mi ha lasciato con alcuni dubbi…l’ultima frase ” sei fermo nel tempo…e tu, sempre lì ad osservarla” …la vita, ora a distanza di anni, ancora la osservi? o ne sei diventato parte attiva?… te lo chiedo perchè le riflessioni di Peter, in tutta la storia, non sono quelle di un ragazzo di vent’anni (suppongo che tu le abbia riportate quando di anni ne avevi di più)… E poi i personaggi femminili sembrano essere più forti, determinati… Valentina, in fondo, fa quello che desidera…effettua le sue scelte…così Eleonora e le altre… i ragazzi, no… rimangono lì, passivi… :)) E’ reale, è il punto di vista di Peter o dello scrittore?
– Loredana Iafano – 25 febbraio 2011

Arrivata ieri a Senigallia, comperato Cassonetti alla libreria Sapere, finito stasera. Mi è piaciuto moltissimo. Ora l’ho passato a mio marito. Ti auguro il successo che si merita.
– Vinnie – 14 febbraio 2011

Eccomi qui, come promesso, con la mia “recensione”.. Beh..recensione..non esageriamo.. non sono assolutamente all’altezza di fare recensioni. Quindi, ecco il mio UMILE parere. Ti dirò, Cassonetti mi è piaciuto! Giudizio stringato, ma sincero. Mi è piaciuta soprattutto la costruzione temporale della storia che va al di là di “semplice” flashback, condito con dejavù inaspettati e misteriosi fino alla fine (anche dopo la fine del libro, visto che non mi vuoi dire che libro rubava il bimbo coi riccioli!). E poi mi son piaciuti i dialoghi, diretti, semplici, articolati, divertenti, realistici. Hanno la capacità di farti sentire vecchio e giovane allo stesso tempo. Vecchio perché leggendoli ti ricordi di quando tu avevi quell’età e frequentavi l’università e pensi a quanti anni sono volati da allora. Giovane perché ricordando quei tempi, un po’ rivivi quegli anni. Come ti dicevo, l’ho divorato in poco più di una settimana, accantonando momentaneamente il libro che stavo leggendo (e non si fa..) e poi l’ho già consigliato, e sicuramente continuerò a farlo.
– Antonella Rubino – 10 febbraio 2011

Riminiscenze da studenti con questo tuffo nel passato, quando gli unici problemi erano le ragazze, gli esami universitari e la pulizia dell’appartamento… Cose vissute e piacevolmente riportate alla mente dalla lettura, anche se, nella convivenza di noi ragazze, le modalità e il linguaggio erano differenti da quelli che qui si esprimomo. Ma si sa, questi sono maschi!! In verità mi ricordavo anche un po’ più di sostanza nelle nostre giornate, ma tant’è… Il racconto si legge bene e scorre senza impegnare; chi ha studiato all’università lo sa: tra la concentrazione sulle pagine di libri ed i patemi per gli esami c’era sempre quel tanto di cazzeggio che ti faceva tirare avanti con un certo gusto di vivere!!! Momenti irripetibili (purtroppo) riecheggiati da adulto quando la vita ti molla schiaffoni a destra e a manca… Per una valutazione più corposa sull’autore ed il suo valore d’autore attendo Antoni in pubblicazioni con un più alto tasso di contenuti.
– _MeLa_ – 10 febbraio 2011

O giorni o mesi che andate sempre via Sempre simile a voi è questa vita mia Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale La mano di tarocchi che non sai mai giocare“Canzone dei dodici mesi” – Francesco Guccini Peter è uno studente di psicologia che condivide un appartamento (immancabilmente sporco) con altri tre ragazzi: Davide, Diego, Matteo. La voglia di studiare è poca, l’apatia regna sovrana e la fine di una storia di certo non aiuta l’umore. Cassonetti è il primo romanzo di Gianluca Antoni, una storia che all’apparenza non ha molto di originale: si tratta semplicemente di piccoli e grandi drammi di giovani studenti, le loro bravate, i loro conflitti amorosi. Antoni si fa leggere: lo stile è semplice e scorrevole, ricco di dialoghi, di battute spiritose e di piacevoli citazioni letterarie. La struttura del romanzo ha però il tocco particolare di non seguire il corso cronologico degli eventi, ma di raccontarci la vicenda attraverso sbalzi temporali. Oltretutto è come se non esistessero passato, presente e futuro, ma solo un’unica dimensione temporale in cui i personaggi incontrano se stessi alle prese con delle azioni già fatte in precedenza senza però riuscire a riconoscersi. Il passato e il futuro sono in fondo delle convenzioni, solo parole…e sì, siamo sempre noi e allo stesso tempo ogni volta diversi perché il tempo irrevocabilmente passa e ci trasforma. – Veronica M. – 7 febbraio 2011

Debbo dire che è stata una piacevole lettura…. l’autore ha dato buona prova di sé, facendo sfoggio delle sue doti narrative. Ottima opera prima….Tuttavia al lettore curioso resta un interrogativo: ma la cubista te la sei fatta…o no???
– Vincenzo Borrillo – 4 febbraio 2011

È bellissimo!
– Gabriella Romano – 1 febbraio 2011

Sto divorando e rivivendo emozioni, avventure e luoghi che appartengono ai tuoi protagonisti. Grazie alla tua introduzione riesco a captare e ad apprezzare le sfumature del racconto… e Peter ha un timbro di voce ben definito nella mia mente!
– Nicoletta Coviello – 31 gennaio 2011

Anche a me questo romanzo è piaciuto parecchio. Bravo Gianluca, spero che presto ci farai leggere un nuovo romanzo!
– Dragodargento – 27 gennaio 2011

Mi ci sono attaccata e non mi sono staccata più.
– Valentina – 26 gennaio 2011

Ho letto Cassonetti e l’ho fatto con piacere. C’è  un ritmo nella narrazione che mi piace molto e ho adorato le citazioni musicali che spaziano dal cantautore colto a quello del sentimento. Ritengo che potresti prendere in considerazione di scrivere per il teatro, proprio per la tua capacità di rendere visibili, con le parole, le immagini. Ho visto i personaggi e i luoghi. Complimenti, la scrittura è decisamente nelle tue corde!!
– Maurizio Bicocchi – 25 gennaio 2011

Ciao Gianluca, ho riletto Cassonetti. Come ricordavo nitidamente, la sensazione quasi da subito era quella del “Adesso qualcosa succede..”, anche se onestamente non ricordavo certo molti particolari. Rileggendolo sono stato decisamente attirato ancora una volta nella storia che hai scritto e coinvolto nella vita di quei quattro (anche perché mi sono laureato a marzo scorso e un po’ ho vissuto di fresco quelle situazioni) molto più della mia prima lettura. Come forse ti avevo già detto nell’altra occasione adoro la tua capacità di ripescare il particolare che unisce la tela che tessi a quella precedente, in questo mi sembri molto il Benigni de “La vita è bella”, con il tuo incastrare eventi attuali con quelli trascorsi e preparare il terreno per i futuri. In assoluto si, è questa la cosa che mi fa capire come sia davvero ben scritto il tuo romanzo, di come il tuo lavoro nel tempo sia stato meticoloso e curato. Devo confessarti, inoltre, che questo modo di riprendere e anticipare mi ha portato ad essere molto attento alle situazioni e agli istanti che descrivevi, per non trovarmi dopo nell’incertezza del riferimento che stai facendo. Io poi sono una persona assolutamente inaffidabile dal punto di vista della memoria, ma il tuo accenno vago, il tuo sottolineare senza strafare, il tuo appunto alla memoria è un tocco di classe. Ora, per sottolineare quanto mi sia piaciuto lancio una piccola critica, che non ricordo se già ti feci e non so certo se è coerente o meno con quello che letterariamente un romanzo dovrebbe essere. L’unica cosa che mi lascia un po’ d’amaro in bocca sono certi dialoghi troppo studenteschi, troppo riferiti ad un contesto d’amici e di problemi giovanili che un po’ contrasta invece con altre riflessioni o con momenti di monologo serrati e accattivanti o addirittura mi viene d dire con gli artifici letterari che adoro. Certo dovremmo parlarne di persona affinché possa chiarire il mio punto di vista, posto che si tratta di un punto di vista da lettore e neanche particolarmente dotato nel campo della critica, però scene lunghe di dialoghi tra studenti che almeno a momenti mi sono sembrati più sulla carta che reali, istanti in cui forse era l’immagine che si ha dello studente a parlare più che una persona in carne ed ossa, hanno stonato con il resto. Ammetto comunque che certe battute velenose o risposte sagaci sono il lato migliore dei dialoghi e forse la parte più concreta e in cui mi ci riesco a identificare con più facilità. Inoltre credo che quello sia il vero rapporto fraterno, la giusta intimità che una vita come quella di coinquilini universitari può creare. Ho trovato un po’ di difficoltà [e questa è l’ultimo appunto che faccio Giuro!!!] ad assimilare il Peter letto fino al momento della scena di sesso con la situazione stessa, non che non andasse bene, ma non mi sembrava lo stesso stile con cui hai narrato la sua vita fino a quel momento. La scena è descritta bene, senza volgarità, intensa e coinvolgente, ma non sembra affine ai personaggi coinvolti, o almeno a come li avevo percepiti io fino a quel momento dalle tue parole. Ci ho anche pensato e non saprei nemmeno dirti come una scena del genere si sarebbe ben disegnata su di loro, ma magari è solo la sensazione legata al fatto che ho idealizzato i due personaggi legandoli più alla cena del loro incontro sulle scale che al resto. Ottimo, allora concludo, finalmente per te (ammesso che sia riuscito ad arrivare fin qua), confessandoti che resti in assoluto l’amico scrittore preferito che ho, che sei il mio scrittore senigalliese preferito, che sei lo psicologo che scrive meglio che abbia mai conosciuto, che sei lo scrittore di storie di studenti universitari di Padova migliore che abbia mai letto, che non avevo mai pensato a quanto i cassonetti possano modificare la vita delle persone finché non ho letto te e infine che è la miglior storia di Peter, Valentina, Davide, Eleonora, Matteo, Maria, Diego e Lara che sia mai stata scritta dall’alba dei Tempi.  [Sono davvero contento di aver ripreso tra le mani le tue parole, ma ancora più entusiasta che questa volta le ho prese complete di una copertina, un disegno iniziale e un logo che attesti il giusto merito del tuo impegno,la tua testardaggine e la tua convinzione sulla bontà delle parole stesse. Con affetto M.]
– Massimo Allegrezza – 31 dicembre 2010

Complimenti per il libro, sicuramente un lavoro di spessore. Sono stato colpito principalmente dalla tua modalità di scrittura. Una scrittura diretta. Sempre dentro all’argomento e quasi mai volta alla descrizione di ciò che poco si sposa alle situazioni narrate.
– Mauro Cavina – 29 dicembre 2010

Libro divertente ed intimista. Scritto bene da un nostro concittadino al quale vanno i miei complimenti! Leggetelo …una ventata di ricordi, amori difficili, imprese, gioie, ansie e difetti che sono stati e saranno di tutti!
– Roberto Lucarelli – 22 dicembre 2010

Ieri mattina alle ore 7.00 ho ufficialmente finito di leggere Cassonetti…MI PIACE!!! Mi è piaciuta molto l’idea degli intrecci temporali… all’inizio, alle prime pagine, mi aveva lasciato un po’ perplessa… troppi cazzo e troppi dialoghi brevi che a me non piacciono… (MA sono una semplice lettrice e non una critica letteraria quindi il mio commento non fa testo), poi però ha preso quota e alla fine… si, MI E’ PIACIUTO ASSAI! Sarà che un po’ Padova la bazzicavo e i luoghi descritti più o meno li conosco così ho potuto ambientare la storia bene bene visualizzando i protagonisti vivere nella città patavina. E mi sono piaciuti un sacco i riferimenti musicali/letterari che fai… A proposito: il bimbo che ruba il libro alla Feltrinelli… non hai detto il titolo del libro… lo fai intuire… io sono torda e non ci sono arrivata… che libro aveva preso?! ;o) Non vedo l’ora di vederti e sentirti il 27gennaio alla Feltrinelli… e farti autografare la MIA copia. Un bacione e ancora complimenti!
– Paola Poletto – 18 dicembre 2010

Ho finito il libro. La frase che porterò con me: “dovrebbero metterci in galera per oltraggio alle opportunità che la vita ci offre”. E’ stata una lettura piacevole, leggera, a volte profonda, di una bella profondità, scazzata e giovane.
– Marzia Rinaldi – 15 dicembre 2010

Ieri ho finito di leggere Cassonetti. Very Good !!! L’avevo lasciato da parte, a me devono ispirare i libri prima di leggerli. Capita che ne compro uno e rimane lì qualche anno. Poi un giorno l’ho preso e l’ho mangiato. Bello davvero. Continua a scrivere!
– Cristian A. – 13 dicembre 2010

Grande Gianluca… il libro mi è piaciuto moltissimo :-))))
– Alessia Nina – 11 dicembre 2010

Caro Gianluca, ho terminato ieri la lettura di “Cassonetti” e devo dire che mi è piaciuto. Dopo le prime pagine sono stato assalito dalla malinconia per quanto tempo è già passato, per quanto sei stato felice ed infelice in quel periodo. Mi ha molto emozionato la storia dei tuoi anni padovani, tra ansie amorose ed esistenziali, amicizie, studio e bravate. Forse non siamo molto diversi da allora; forse (purtroppo) solo più consapevoli. Bisognerebbe andare a Padova per enoteche… Curiosa la trama: ritrovarti sulla stessa scena in azioni diverse è stato divertente. Bello il finale “sospeso”. Un libro che riflette ottimismo e valori. Conoscere l’autore senz’altro altera l’obiettività di giudizio, aggiungendo una componente emotiva, immaginandomi sulla scena. Adesso rileggerò “Cassonetti”, per cogliere più nel dettaglio la storia e fissare le domande che ti farò quando ci rivedremo, spero prima del tuo prossimo romanzo!
– Pietro Sacchetti – 6 dicembre 2010

L’ho letto!! Bellissimo!!
– Svetlana Niculina – 28 novembre 2010

Ho cercato la tua mail per esprimerti in maniera diretta le mie considerazioni sul libro. Anche io d’altronde ho la fortuna di scrivere e ritengo sempre preziosi i commenti dei lettori. Devo dirti che la storia mi è piaciuta molto, i personaggi sono molto ben caratterizzati e la trama è veramente originale. L’unico appunto che mi sento di farti è strettamente personale (nel senso di gusti personali) e mi sono sforzato per cercare un difetto: nelle prime pagine, quelle in cui il lettore entra nell’appartamento di Davide, Peter, Diego ecc, l’uso dell’ironia nei dialoghi mi è sembrato troppo forte, cioè la mia sensazione è stata quella di estraneità. Tipo entrare nello spogliatoio come “nuovo” giocatore in una squadra già affiatata. Il rischio può essere che il lettore si senta respinto. Nel corso delle pagine, man mano che emerge la caratterizzazione dei personaggi ci si sente via via affiliati alla comitiva sino ad essere ospite per qualche giorno del vostro appartamento, e i dialoghi e l’ironia sono molto ben calibrati. Mi colpisce davvero che sia il tuo primo romanzo ma probabilmente, come nel mio caso, il primo romanzo pubblicato non è il primo romanzo scritto. Grazie mille per i momenti stimolanti passati con “cassonetti”.
– Stefano Mellini – 24 settembre 2010

Ho appena finito di leggere il tuo libro, se ci ho messo un po’ non è per colpa dello scrittore ma della lettrice! Mi è piaciuto molto! La storia e soprattutto il modo di raccontarla, i salti temporali, le situazioni che si rincorrono e si intrecciano! I personaggi e le loro caratterizzazioni, alla fine mi sembrava di conoscerli. E poi Peter. Chissà se c’era qualche richiamo alla realtà?!? A me ha fatto piacere che ci fosse! Ma sicuramente sbaglio!
– Daniela Sbarbati – 16 agosto 2010

Che dire di”cassonetti”…mi è piaciuto un sacco….cazzodibudda se mi è piaciuto!!!! Peccato per Diego… speravo che alla fine… con quei cavoli di reggiseni….!!!!!
– Angela Sabbatinelli – 16 giugno 2010

Ho comprato il tuo libro, si legge che è una meraviglia! Mi piace proprio!
– Angela Sabbatinelli – 30 maggio 2010

Ho letto il tuo libro, è stato divertente leggerlo, spero avrai voglia di scriverne altri. Mi è sembrato di capire che c’è molto di te in questo libro. Al di là dei tanti “cazzi” è davvero un bel libro.
– Egle Galeazzi – 27 maggio 2010

Libro bello, piacevole, con degli incastri geniali e si legge tutto d’un fiato… Le persone che incontriamo nella vita hanno tutte uno scopo; quelle che amiamo di più spesso sono quelle che ci insegnano di più a soffrire, sognare, volare… insomma a vivere!!! Condivido l’idea che è meglio lasciarsi che non essersi mai incontrati… complimenti!
– Lorella Gregorini – 11 maggio 2010

Ho letto tutto il libro! Stupendo!! Complimenti..
– Andrea Antoni – 6 maggio 2010

A breve ti scriverò e ti racconterò delle impressioni sul tuo libro, ma un’anticipazione voglio già dartela… Alla presentazione è stata data molta rilevanza ai dialoghi ma per quanto mi riguarda le parti narrative sono davvero coinvolgenti. Sarà per quella ironica disillusione sulla vita e allo stesso tempo per il grande desiderio di inseguire i propri sogni che vive il “protagonista”, con il quale mi sembra davvero di condividere tanto… Fatto sta che ho accantonato Jodorowsky per leggere il tuo libro…. che dici, può andar bene come primo complimento?
– Monica Grossi – 5 maggio 2010

Ho letto il libro tutto d’un fiato, è ricco di odori, sapori e suoni che suscitano emozioni di un momento e dove ogni ex studente universitario si possa ritrovare… Complimenti, ho passato un bel ponte del primo maggio in compagnia del tuo libro.
– Federica Livieri – 3 maggio 2010

Complice un provvidenziale ponte di san Paolino, ho finito Cassonetti: proprio bello e scritto bene! Anche se la giornalista alla presentazione aveva fatto intuire qualcosa, avevo capito si trattasse di una delle tante storie generazionali, alla… Brizzi in ritardo, per intenderci  … ma se fosse stato “solo” similBrizzi non mi sarebbe piaciuto molto: qui c’è invece tutta la faccenda delle storie e dei tempi che si intersecano, cavolo! e il finale, poi…
– Giuseppe D’Emilio – 3 maggio 2010

 

11 Comments

  1. Bello il tuo blog! Davvero. L’ho scoperto oggi e l’ho subito aggiunto ai link amici del mio, oltre alla sottoscrizione ai feed.
    Contenta d’averti incrociato!
    Cinzia

    • antonigianluca

      10 gennaio 2011 at 14:24

      Grazie Cinzia per il commento, il complimento e l’amicizia… contento anch’io di averti incrociato! A presto! Gianluca

  2. il romanzo e’ bellissimo, anche per chi lo ha letto e riletto come me.
    scrivi gianluca, scrivi.
    ma che mi piace lo sapevi gia’.
    ti scrivo invece per farti i complimenti per questo blog, che idea meravigliosa dare consigli e supporto morale e pratico a chi vuole realizzare un sogno nel cassetto!!

    • Gianluca Antoni

      27 febbraio 2011 at 16:22

      penso sia il minimo sindacale, condividere quel poco che si sa, dopo che si prova la gioia di veder realizzati i propri sogni! ;o)

  3. Sara Piticchiani

    6 marzo 2011 at 0:10

    Ciao Gianluca!
    Complimenti! Ora capisco quando Chiara, la giornalista, alla presentazione definì Cassonetti “un libro che fa venire voglia di vivere”: confermo!
    Fa venire voglia di ricordare i vent’anni, le crisi d’amore, gli amici inseparabili, con i quali veramente ci si confida ogni cosa…Ma in fondo non fa desiderare solo di RIvivere certi momenti ma di viverli nuovamente e viverne ancora (perché in fondo siamo gli stessi attori sullo stesso palcoscenico, intenti ad interpretare sempre nuovi ruoli, no? Come Cassonetti fa pensare…)
    Mi è piaciuto veramente! Lo sto consigliando ai miei amici e continuerò a consigliarlo… a tutti i Peter, Davide, Diego e Matteo della mia vita, alle Valentina “in fuga” (alzo la mano! Anch’io l’ho fatto!), a tutte le signore “Chiericati”(…che di quelle ce ne sono tante! E spargono presto la voce ;)) e soprattutto a tutti quelli che continuano a dire “io non cambierò mai” (non li sopporto!) così sapranno cosa si perdono in una vita senza evoluzioni…
    Grazie di questo bel libro. Ciao!

    • Gianluca Antoni

      6 marzo 2011 at 19:49

      Grazie Sara, grazie mille… sono felice che ti sia piaciuto, e il tuo commento mi lascia senza parole. Davvero emozionante! E vero, verissimo: “siamo gli stessi attori sullo stesso palcoscenico, intenti a interpretare sempre nuovi ruoli”. (Mi permetterò di citare quest’affermazione nelle prossime presentazioni. Posso?)
      Hai centrato il punto focale della costruzione temporale e spaziale del romanzo. Complimenti!
      Grazie a te per averlo letto, e condiviso le tue impressioni! Ciao!

  4. Nicola Giaconi

    12 marzo 2011 at 23:23

    Giorno Gnor Antoni
    essendo che da noi a Marina di Nasica ci fanno li festeggiamenti e corse truccate tutte sere, lu sabato a manetta, e tengono la bitudine di esplodere cassonetti bidoni e tutte cose che schiantano co rumore dopo averli mazzolati e pure sparati, so, perchè vedo qui, che voi avete scritto dei libri da studioso, e del fatto della gioventù. E mi chiedevo. Senza le spese dell’avvocato, ci potete dire a noi, che poi ai suddetti le ripetiamo per bene co le nostre usanze, le occorrenze che si rischiano nei danni al suolo pubblico demanio al lungomare? Fate la cortesia? Che poi nella stagione estiva, che assai ci lavoriamo, la munnezza senza coperchia allontana, mi capite infastisce il turista se tiene il finestrino aperto. Nell’anticipo, e per Ringraziamento da adesso, siete invitato, Voi E Signora, alla marina. Chiedete di Colino, che si sa chi sono.

    • Gianluca Antoni

      13 marzo 2011 at 18:48

      Gentile Signor Colino,
      Noi e nostra Signora, accettiamo l’invito. Sarò lieto di presenziare l’assemblea pubblica a Marina di Nasica dal titolo: “Occorrenze che si rischiano nei danni al suolo pubblico demanio al lungomare” dove illustrerò da studioso quale sono per aver scritto dei libri del fatto della gioventù.
      Ossequi vivissimi
      Gnor Antoni

  5. Nicola Giaconi

    17 marzo 2011 at 20:46

    Dottore Antonio Gianluca
    sempre Colino dalla Marina risentirvi ci da il massimo onore. Vi dico poco che di tempo da buttare non ce ne avete. A seguito di indagine, mi segue il ragionamento, il nipote mio in carriera di concetto alla Comunità Montana qui, ha riferito che il libro vostro, avendolo regolarmente comprato, che però è opera di fantasia, e non regolamento di ordinanza, tecnico insomma. Ciuccio mi ha canzonato, ma non è colpa vostra, anzi da ridere. Ma il nipote mio, che è giovane saputo, ha impresso l’idea della prima pagina e inchiavato la fiumana di sciammanno sul lungomare, cu cassonetti nel transito. Senza vanità riservatamente il trucco è suo di aggiungere pesanza cemento o lamiera che poi si recupera tra parentesi. Che il veicolo non riesce a spostarlo u cassonetto, nemmeno scansando. Dal sollievo vi faccio regalo della invenzione. E passo alla causa del mio disturbo qui, Dottore Gialluca: non fosse mai che il libro, che è letto onestamente solo nella prima pagina, volesse essere per cortesia ripreso scontato? che il nipote mio ormai ha capito e leggere non è cosa, tiene famiglia. Voi avete capito l’esigenza e vi aspettiamo alla Marina. Anche senza avvertimento che noi qui stiamo. Colino.

  6. Caro Gianluca!
    Sono entrata per caso nel tuo blog per cui ti lascio un commento!
    Che dire di “Cassonetti”??… E’ bellissimo, emozionante e ironico….
    Non potrei certo dare un giudizio contrario visto che sono la tua mamma…
    Annamaria

    • Gianluca Antoni

      23 novembre 2011 at 19:32

      Vero, mamma, tu non fai testo! Però sono felice che ti sai piaciuto!
      Ti voglio bene!
      Gl

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