Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

Tag: ansia

# 048 – Testa alta e sguardo dritto: come il corpo cambia la mente

posturaIl mio studio si trova al primo piano. Quando apro la porta per accogliere un cliente osservo il modo in cui sale le scale che, quasi sempre, rileva correttamente lo stato d’animo che mi porterà in seduta. Quando sale lento guardandosi i piedi, sai che ti aspetta un incontro all’insegna della depressione, quando sale gli scalini a due a due e ti guarda negli occhi, ti racconterà di un cambiamento positivo o di qualcosa di piacevole, quando il suo incedere è calmo e assorto come se non ci fossi, spesso ti dice di non avere un argomento preparato, quando apri la porta e te lo trovi già sul pianerottolo mentre respira affannosamente sai che l’ansia pervaderà la prossima ora.

Il corpo nel suo movimento e nella sua postura ci fornisce molteplici elementi per cogliere lo stato mentale di chi abbiamo di fronte ma spesso dimentichiamo (o siamo del tutto inconsapevoli) di quanto lo stato mentale sia esso stesso influenzato dal corpo e di come, modificando la postura o il semplice modo di camminare, le nostre emozioni cambino.

La relazione tra la mente e il corpo è infatti circolare, il loro confine è permeabile e sarebbe più appropriato considerarli un’unica entità, identica e inseparabile: la mente influenza quello che fa il corpo, esattamente come ciò che fa il corpo influenza la mente.

Su questo tema, Continue reading

# 035 – Il potere dell’immaginazione

il potere dell'immaginazioneA volte in terapia accadono degli episodi che a raccontarli sembrano davvero buffi ma a viverli, credetemi, mettono in crisi, e non poco. Tempo fa venne da me un uomo che soffriva di continui attacchi di panico a tal punto da non uscire di casa se non accompagnato da un familiare. Durante una seduta, improvvisamente, inizia a respirare affannosamente e mi dice che gli sta salendo un attacco di panico.

– Dottore, la prego – dice, – mi schiaffeggi!

– Cosa? – rispondo incredulo.

– L’unico modo per bloccare l’attacco di panico è che qualcuno mi schiaffeggi, – mi spiega. – Mi deve dare uno schiaffo forte in faccia. Anche più di uno se necessario. La prego! – mi implora.

– Non posso farlo – rispondo, mentre mi si prospetta lo scenario di io che lo schiaffeggio e dei carabinieri che mi portano un avviso di garanzia per maltrattamenti.

– L’autorizzo io, – ribatte, sempre più agitato. – Due schiaffi, forti, ben assestati, e l’attacco passa immediatamente. Mi aiuti! Continue reading

# 023 – Come liberarsi dai pensieri ossessivi e dai rituali scaramantici

come liberarsi dai pensieri ossessivi e i rituali scaramanticiWolf era un cane meticcio, un incrocio tra un pastore tedesco e non so cosa. Era bello, affettuoso, tranquillo e ubbidiente. Era il mio primo cane, e io lo adoravo. Se mio padre rappresentava per lui il capo branco, io ero invece il suo compagno di giochi, un suo pari. Vivevamo allora in una casa di campagna non recintata e sebbene fosse in prossimità di una strada, Wolf lo tenevamo sempre libero. Non si allontanava mai e ogni mattina ti aspettava sulla soglia per farti le feste del buongiorno.  

Ogni mattina, tranne l’ultima.

Quella maledetta mattina Wolf non c’era. Mio padre lo chiamò ma lui non venne. Iniziammo le ricerche, chiamandolo a squarciagola. Setacciammo i campi intorno a casa, scendendo verso il fosso. Sentivo qualcosa che allora, nei miei 10 anni, non conoscevo ancora, una morsa che mi stringeva lo stomaco e che, ogni minuto che passava, aumentava la presa: la morsa di un’ansia terrificante. Mio padre provava a rincuorarmi: – Vedrai, Gianluca, ora torna… Wolf avrà sentito una cagna in calore e chissà dov’è andato, ma torna.

Tornammo a casa ma non mi davo pace e così continuai la ricerca da solo. Mi incamminai sulla strada che avevamo già controllato, allontanandomi però da casa. Continuavo a chiamarlo a squarciagola sperando che avesse ragione mio padre, che fosse in prossimità di qualche casa del vicinato dove c’erano altri cani.

Dopo qualche centinaio di metri lo vidi. Continue reading

 # 019 – Difendi e proteggi la tua umanità

keith-haring-heartQuando Daniele varcò il mio studio ero alle prime armi. Un entusiasmo alle stelle e la motivazione trainante di un caterpillar nel voler aiutare chi chiedeva aiuto, e Daniele ne aveva davvero bisogno. Poco più che ventenne, vantava già un lungo curriculum di terapeuti a cui si era rivolto ma con scarsi risultati. Che volesse essere seguito da me, dopo quella lunga sfilza di luminari e illustri terapeuti, mi sembrava un grande onore e un’enorme sfida.

Fin dal primo incontro stabilimmo un ottimo rapporto. Daniele era un bel ragazzo, brillante, alto, robusto, campione di arti marziali che in adolescenza, improvvisamente, si ritrovò a soffrire di disturbi d’ansia e attacchi di panico invalidanti che con il passare del tempo lo portarono in una spirale discendente verso la depressione. Il lungo pellegrinaggio negli studi dei “migliori” specialisti della salute mentale lo avevano portato a sperimentare su di sé diverse terapie farmacologiche e accumulare una sfilza di diagnosi tra loro contrastanti che venivano poi sintetizzate in un disturbo di personalità.

Ciò che vidi quando conobbi Daniele, era invece un ragazzo molto sensibile, ricco di risorse, la cui spontaneità era “coperta” dagli effetti dei farmaci, condizionato dalle diverse etichette psichiatriche che gli avevano appiccicato, che lo rendevano schiavo e gli impedivano di stare bene e godersi liberamente la vita. Continue reading

I pericoli della deprivazione del sonno

I pericoli della deprivazione del sonnoSonno: ecco i pericoli della deprivazione

Anche solo una settimana di sonno insufficiente altera le attività dei nostri geni, che controllano la nostra risposta allo stress, il sistema immunitario, le infiammazioni e la salute in generale. Di seguito vengono riportati i rischi nascosti causati da una deprivazione del sonno.

  • Livelli di ansia più alti. La mancanza di sonno amplifica le reazioni anticipatorie del cervello, facendo aumentare il livelli generali di ansia.
  • Livelli più alti di depressione. La mancanza di sonno causa una diminuzione dei neurotrasmettitori che regolano l’umore.
  • Rottura del ritmo circadiano (l’orologio biologico). Porta a un impoverimento di globuli bianchi nel sangue, che indebolisce la nostra risposta allo stress.
  • Capacità cognitiva compromessa. Un’eccessiva assenza di sonno compromette la memoria e la capacità di pensare e di processare le informazioni.
  • Rischio più elevato di ipertensione. Dormire tra le 5 e le 6 ore per notte aumenta il rischio di avere la pressione alta.
  • Rischio più elevato di ictus. La mancanza di sonno influisce negativamente sulla salute cardiovascolare, aumentando il rischio di una diminuzione del flusso sanguigno al cervello.
  • Rischio più elevato di malattie cardiache. Quando dormiamo la nostra pressione sanguigna si abbassa. Non sperimentando questi abbassamento notturno della pressione rappresenta un fattore di rischio per sviluppare malattie cardiache.
  • Rischio più elevato di cancro al seno. Un’esposizione alla luce a notte fonda è correlata alla riduzione della produzione di melatonina, che disturba la produzione di estrogeni. Troppi estrogeni promuovono lo sviluppo del cancro al seno.
  • Rischio più elevato di diabete. Mancanza di sonno scatena le nostre risposte allo stress, provocando il rilascio degli ormoni dello stress, il cortisolo e la norepenefrina, che sono associati alla resistenza insulinica.
  • Voglie non salutari. Il sonno aiuta a mantenere un bilanciamento salutare degli ormoni che ci fanno sentire affamati (grelina) e sazi (leptina). Mancanza di sonno provoca un aumento di grelina e una diminuzione di leptina.
  • Rischio maggiore di ferirsi.

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Perché l’ansia da prestazione è nemica del sesso

ansia da prestazioneL’ansia è la peggior nemica di alcuni disturbi sessuali, quali la disfunzione erettile (impotenza) o l’eiaculazione precoce.  Come mai? La questione è molto più semplice di quanto si pensi.

Immagina la seguente scena: savana africana, due giraffe si stanno accoppiando. Il maschio dopo aver svolto tutti i rituali di corteggiamento, finalmente, eccitato, riesce a montare la femmina. Tutto fila liscio secondo natura fino a questo momento, ma all’orizzonte compare una leonessa affamata. Le giraffe se ne accorgono. Cosa succede?

  1.  la giraffe continuano l’accoppiamento indifferenti fino al termine (l’eccitazione è troppo elevata per staccarsi) o
  2. alla vista del predatore le giraffe perdono immediatamente l’eccitazione e fuggono?

La risposta è ovvia: le giraffe fuggono!

Questo significa che in natura l’istinto di sopravvivenza è più forte dell’istinto di riproduzione e spiega perché l’ansia è la nemica numero uno dell’eccitazione sessuale. Continue reading

Cosa NON dire a chi è in preda ad un attacco di panico (e cosa fare)

cosa non dire attacchi di panicoAiutare una persona in preda a un attacco di panico non è semplice, e spesso il buon senso non è di aiuto. É difficile comprendere fino in fondo il terrore che si prova durante l’attacco, e soprattutto di quanto sia reale e fuori controllo. Per questo alcuni consigli e suggerimenti comuni, anche se nascono con le migliori intenzioni, non aiutano, anzi, rischiano di peggiorare la situazione. Ecco un elenco di frasi da NON dire a chi è in preda ad un attacco:

  • “Rilassati!”
  • “Calmati!”
  • “Smettila!”
  • “Non è così terribile!”
  • “Non è niente!”
  • “É tutto nella tua testa, non ti succede nulla!”
  • “Tranquillo è successo anche a me!”
  • “Volere è potere! Se vuoi davvero calmarti, puoi riuscirci!”
  • “Non c’è nulla di cui preoccuparti!”
  • “Non muori adesso, hai una salute di ferro!”
  • “Nessuno è mai morto di un attacco di panico!”
  • “Non è poi così grave, domani non ci pensi più!”
  • “L’infarto è tutta un’altra cosa!”
  • “Dai, andiamo a berci qualcosa e tutto passa!”
  • “Stai reagendo in maniera eccessiva!”
  • “Pensa ai bambini che muoiono di fame, quello è un problema reale!”
  • “Vuoi solo avere attenzione!”
  • “Hai intenzione di averlo ora?”
  • “Se continui, io me ne vado!”
  • “Non c’è niente di cui preoccuparsi!”
  • “Devi solo pensare a cose felici!”
  • “Perché devi sempre rovinare i miei momenti piacevoli?”

 

Cosa fare?

Piuttosto che dispensare consigli cerca di Continue reading

Cosa sono i disturbi d’ansia

cos'è il disturbo d'ansia

I disturbi d’ansia sono i disturbi psichiatrici più diffusi negli Stati Uniti. Ne sono affetti 19 milioni di adulti.

Le persone con disturbi d’ansia possono provare sintomi fisici o psicologici, oppure entrambi.

  • Sintomi fisici: instabilità, sonno disturbato, palpitazioni, mal di testa, oppressione toracica, stomaco “intrecciato in nodi”
  • Sintomi psicologici: stress, esaurimento, paura, preoccupazione, spavento, panico, irritazione.

Le persone con un disturbo d’ansia hanno una probabilità 6 volte maggiore di essere ospedalizzati per disordini psichiatrici rispetto alle persone che non ci soffrono.

L’età principale di inizio dei disturbi d’ansia è sorprendentemente precoce: 11 anni.

La prevalenza  di sviluppare un disturbo d’ansia nella vita di un individuo è sorprendentemente alta Continue reading

Quanto durano le emozioni

In una ricerca condotta in Belgio e pubblicata dalla rivista Motivation and Emotion è stato chiesto a 233 studenti di ricordare recenti episodi in cui avevamo provato determinate emozioni, riferirne la loro durata, l’evento scatenante e le strategie messe in atto per gestirle.  É risultato che su 27 emozioni, la tristezza è quella che dura più a lungo (120 ore), seguita dall’odio (60 ore) e dalla gioia (35 ore) mentre il disgusto, la vergogna e la paura risultano quelle che durano di meno (30-40 minuti). É emerso inoltre che la durata delle emozioni è legata all’importanza dell’evento scatenante (tanto più è importante, tanto più dura l’emozione) e dal fenomeno della ruminazione mentale, ossia nel trovarsi ingabbiati in una forma di pensiero circolare  che ruota intorno a un unico tema, generalmente di natura negativa.

quanto durano le emozioni

A mio avviso i risultati di questa ricerca non ci forniscono grandi illuminazioni. Infatti Continue reading

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