Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

Tag: capacità

# 046 – Il potere magico del sorriso

patch adams - il potere del sorrisoQuando incontrai Patch Adams, il medico clown magistralmente interpretato da Robin Williams nel film ispirato alla sua storia, nella tasca della giacca multicolore aveva un dilatatore per la bocca, uno di quelli che utilizzano i dentisti. Raccontava che in ogni occasione in cui il clima si faceva serio, poteva accadere durante una riunione o in un’interazione con un’altra persona o seduto in aereo, se lo infilava di nascosto in bocca e, inevitabilmente, quando gli astanti se ne accorgevano, strappava un sorriso.

Ridere fa bene, e come replica Robin Williams all’ostico direttore dell’ospedale che lo sorprende a fare il clown nella stanza di un paziente, “le ultime ricerche dimostrano che la risata aumenta la secrezione di catecolammine ed endorfine, il che a sua volta aumenta l’ossigenazione del sangue, rilassa le arterie, accelera il cuore, abbassa la pressione sanguigna con effetti positivi sulle malattie respiratorie e cardiovascolari e in più aumenta la risposta del sistema immunitario”.

Eppure, nonostante gli effetti benefici del sorriso, spesso ce ne dimentichiamo prendendo la vita troppo sul serio. Perché? Continue reading

Come coltivare il proprio talento (II)

wittgenstein 01Nel precedente post abbiamo parlato di come spesso la realizzazione dei nostri desideri è vincolata all’acquisizione di capacità. È bene sapere che qualsiasi processo di apprendimento (e di realizzazione di un desiderio) non è un percorso lineare ma un tracciato costellato da progressi, regressioni e plateau. Gli errori e i fallimenti quindi sono parte integrante del continuo processo di miglioramento: facciamo tre passi avanti, due indietro, a volte ci sembra di essere fermi, ma con il passare del tempo, se stendessimo una linea dell’apprendimento o del percorso verso la realizzazione del desiderio o del cambiamento agognato, scopriremmo di essere migliorati, sempre più lontani dal punto di partenza e più vicini a quello di arrivo.

In ogni caso, il timore del giudizio degli altri, di non essere considerati bravi o all’altezza è sempre in agguato. E c’è sempre qualcuno intorno a noi, magari mosso da invidia, pronto a criticare o a svalutare i nostri risultati. Provare a coltivare il nostro talento ci pone su di un terreno minato, spesso competitivo, dove il confronto con gli altri diventa inevitabile. Per questo è bene concedersi tempo e spazio per il miglioramento prima di affrontare l’arena sociale.

Coltiva inizialmente il talento in solitudine. Se vuoi diventare illustratore di libri, inizia a disegnare senza far vedere le tue illustrazioni a nessuno finché non acquisisci una certa padronanza. Quando senti di aver acquisito un buon livello, scegli delle persone di fiducia, che ti vogliono bene e che sei sicuro che ti sosterranno. In questa fase non hai bisogno di un giudizio professionale ma di approvazione affettiva, di qualcuno che ti dica “bravo”, “bello”, “mi piace”, “continua così”, “puoi migliorare”. Questo rinforzo affettivo dalle persone vicine ha il potere di caricarti, ti fa sentire di essere sulla buona strada e ti aiuterà a migliorare ancora le tue capacità pittoriche. Dopo questa fase, a meno che tu non decida di mantenere privata la tua passione, arriva il momento di affrontare il giudizio professionale: far vedere i tuoi disegni a persone competenti in grado di darti una valutazione “oggettiva” libera da distorsioni affettive. Affronta le “critiche” con apertura mentale e considerale fonte di miglioramento. Domanda consigli e suggerimenti per superare i tuoi limiti ma non farti scrupolo di farti indicare quali sono i punti di forza e le qualità che si possono intravedere nelle tue opere. Non cercare un unico parere professionale: confrontati con più persone. Ti permette di individuare quali sono gli aspetti condivisi (e quindi oggettivi) sia positivi che negativi delle tue capacità, e quali invece legati al gusto personale. Utilizza i consigli e i suggerimenti per migliorare le tue abilità illustrative e trovare il tuo stile personale. Dopo questa fase, consapevole del tuo livello di competenza, puoi cimentarti nella ricerca di una casa editrice a cui proporre le tue opere e la tua collaborazione.

Nel coltivare il tuo talento, ti accorgerai che lo standard dei risultati attesi aumenterà costantemente. Dovrai confrontarti ad ogni livello di competenza, e ogni volta accettare la paura del confronto con gli altri. Provare paura è la garanzia che ti stai misurando con te stesso su di un nuovo terreno, che stai potenziando le tue capacità, e che sei sulla strada del miglioramento. E ogni volta ti sentirai insicuro. È normale che ti ci senta. Infatti l’insicurezza non è un nemico da combattere che tenta di sabotare i tuoi tentativi ma solo il passaggio obbligato verso la sicurezza. Prova a pensare a tutte le cose che sai fare con sicurezza, ad esempio guidare la macchina, e ti accorgerai che è proprio così: le prime volte che ti sei cimentato in quell’attività ti sentivi insicuro. E devi ringraziare quell’insicurezza se ora sei diventato bravo: ti ha permesso di mettere la giusta concentrazione e il giusto impegno nella fase di apprendimento.

Come coltivare il proprio talento (I)

jovanotti 01Spesso la realizzazione dei nostri desideri è vincolata dall’acquisizione di capacità: se ad esempio desideri diventare uno scrittore, un musicista, uno sportivo o un professionista affermato dovrai coltivare il tuo talento e sviluppare le capacità corrispondenti; in altre parole dovrai diventare bravo nell’attività che vuoi svolgere. E coltivare talento e capacità è come crescere un bambino. Non puoi aspettarti che sia bravo fin da subito.

Nonostante questo, a volte succede di nutrire aspettative elevate nei confronti di noi stessi. Pretendiamo di riuscire bene senza grandi sforzi, e soprattutto senza commettere errori. E quando il nostro impegno non produce i risultati sperati ci abbattiamo, convinti di non potercela fare, di non essere portati, di non possedere talento a sufficienza. Ignoriamo il fatto che tutto quello che abbiamo imparato nella vita, è stato possibile perché ci siamo dati il permesso di sbagliare, e di fare le cose senza che ci venissero alla perfezione.

Se osservi un bambino mentre impara a camminare, ti accorgi di quante volte cade, a volte facendosi anche un po’ male. Ma lui, imperterrito, si rialza ogni volta, finché non sgambetta sicuro in ogni dove. Se quel bambino avesse la pretesa “adulta” di alzarsi e camminare subito bene o solo avesse la paura di cadere, non imparerebbe mai. Invece lui vive ogni tentativo come un gioco, ride per i successi come per gli insuccessi, impegnato ad esplorare il mondo intorno a sé lasciandosi catturare da ogni stimolo.

Per questo il modo più efficace per coltivare un talento consiste nel riscoprire e adottare quella modalità infantile di apprendimento, in particolare alimentando:

  • la curiosità come desiderio di conoscere, capire ed esplorare;
  • l’apertura mentale e la meraviglia, sbarazzandosi dei preconcetti e dei pregiudizi;
  • la dedizione, la serietà e l’intenzione nelle attività in cui siamo impegnati;
  • la consapevolezza multisensoriale (sinestesia) nel combinare stimoli sensoriali diversi ad esempio colori e suoni, ritmo e forma, gusto e tatto, vista ed emozione;
  • la ripetitività e la persistenza nel processo per prove ed errori finché l’attività appresa non diviene automatica;
  • l’accettazione incondizionata degli errori consapevoli che, tranne quelli commessi per pigrizia, trascuratezza o incompetenza, sono necessari;
  • lo spirito del gioco, consapevoli che rappresenta il segreto dell’apprendimento, il catalizzatore più potente dello sviluppo di tutte le abilità mentali e fisiche.

Nel prossimo post parleremo di come farlo.

Come realizzare un sogno – Passo 8: Le capacità

Sembra banale ma per realizzare qualsiasi sogno sono necessarie le capacità. Le capacità rappresentano il motore dell’auto, il propulsore che ti permette, se alimentato da un buon carburante (la motivazione), di raggiungere le tue destinazioni. Ogni attività che svolgi è resa possibile dal possesso di determinate capacità. Puoi preparare una cena squisita solo se sai cucinare, eseguire passi di rock’ n’ roll solo se sai ballare, tirare un pallone all’incrocio dei pali solo se sai giocare a calcio.

Analizzare se possiedi le capacità necessarie per raggiungere il tuo sogno è dunque indispensabile. Se la tua meta è raggiungere i 2239 m s.l.m. del Passo Pordoi devi accertarti di possedere un motore abbastanza potente per superare tutti i tornanti della salita. E se il tuo motore non è sufficientemente potente… beh, dovrai truccarlo!

Ma procediamo per gradi.

Innanzitutto è bene sapere cosa sono le capacità e come si sviluppano. In modo semplice potremmo dire che le capacità nascono dalla combinazione di tre elementi: un sapere (le conoscenze), un saper fare (le capacità opertive) e un saper essere (lo stile personale). Ad esempio per essere capace di guidare devi possedere una serie di conoscenze circa il codice della strada e il funzionamento delle varie parti della macchina che utilizzi (volante, cambio, frizione, freno, ecc.), la singole capacità operative che coordinate ti permettono di guidare (accelerare, rilasciare la frizione, frenare, guardare gli specchietti, cambiare marcia, ecc.) e la prudenza, ossia lo stile personale, necessaria per non essere di pericolo per te stesso e per gli altri. Quest’ultimo aspetto caratterizza il tuo modo di guidare e ti differenzia dagli altri. Puoi avere una guida brusca, morbida, attenta, spericolata. Insomma ogni persona guida in modo diverso.

Le capacità hanno livelli di complessità diversi. Se il tuo obiettivo è Continue reading

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