Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

Tag: controllo

# 042 – Andate in prigione direttamente e senza passare dal Via!

Passi i giorni a ragionare, fai progetti e misuri ogni passo con attenzione, ma tanto poi la vita ti arriva addosso a valanga e ti sbatte dove le pare, in fondo al tuo destino incasinato. È così e lo sappiamo bene, eppure facciamo finta di no, e ogni mattina ci alziamo e ricominciamo il nostro lavoro serio e preciso, come i direttori d’orchestra che salgono sul palco eleganti col leggio e lo spartito e la bacchetta in mano, e quell’espressione fiera e convinta che li rende le persone più antipatiche dell’universo.

E insistiamo a dirigere il nostro concerto mentre la vita ci butta addosso tempeste e bufere, tuoni che sfondano i timpani e un vento che ci prende a schiaffi, spazza via i fogli del leggio, ci straccia la giacca e i pantaloni e ci lascia in mutande. E intanto noi tutti concentrati continuiamo a muovere la nostra bacchetta nell’uragano finché un altro colpo di vento non ce la strappa di mano, e quello dopo finalmente è l’ultimo perché si porta via anche noi e addio.

È così che va…

(Fabio Genovesi, Il mare dove non si tocca)

in prigioneUn po’ cupa, come visione della vita, ma rende bene a mio avviso il fatto che, per quanto possiamo illuderci di controllare tutto, alla fin fine controlliamo ben poco.  Ma ancora di più il fatto che la vita non è una favola a lieto fine della serie “e vissero tutti felici e contenti”, no, la vita è impegnativa e la felicità va costruita e alimentata di giorno in giorno, navigando in periodi col cielo sereno e il vento in poppa e in altri, purtroppo, in mezzo alla bufera e controvento.

Avere una visione realistica della vita è fondamentale per stare bene. Per realistica non intendo quella del pessimista che è convinto di vivere in una valle di lacrime e sangue, no. Per realistica intendo quella della persona con un buon principio di realtà: sapendo cosa è sotto il proprio controllo e cosa non lo è, consapevoli che gli imprevisti fanno parte del gioco, esattamente come, giocando a Monopoli, il pescare la carta che ci indica di andare direttamente in prigione senza passare dal Via. Se capita, sebbene possiamo provare delusione, sconforto o dispiacere, accettiamo la nostra sorte senza prendercela troppo.

E così dovremmo fare con la vita. Continue reading

# 009 Fino a che punto abbiamo il controllo della nostra vita

Figura 1

figura 1

Non tutto è sotto il nostro controllo. Di certo non lo era, per quel povero autista di autobus, il meteorite che l’8 febbraio 2016 si è schiantato nei pressi del campus universitario a Vellore, città nel sud dell’India, uccidendolo. E se, come ha scritto qualcuno, si tratta del primo caso documentato di un uomo ucciso da un meteorite, possiamo di certo affermare che  il povero sventurato si trovava nel posto sbagliato nel momento sbagliato.

Poteva avere il controllo della situazione? Assolutamente no.

E come la caduta delle meteoriti, non possiamo avere il controllo di tante altre cose come gli incidenti fortuiti, il tempo meteorologico, le calamità naturali, la comparsa di malattie non causate da condotte insane, le morti accidentali e tante altre cose che non dipendono dalla nostra condotta.

Insomma, messa così, sembra che siamo in balia degli eventi.

Ma così, per fortuna, non è.

Come ci sono tante cose di cui non abbiamo il controllo, ce ne sono altre invece in cui lo abbiamo. Quello che possiamo fare è avere chiaro su cosa e fino a che punto abbiamo il controllo sulla nostra vita, in modo da aumentare al massimo il nostro potere di incidere sul nostro destino e saper rispondere in modo appropriato ai diversi eventi che ci capitano (figura 1). Continue reading

# 007 Mente: istruzioni per l’uso

mente-istruzioni-per-luso-01Hai mai montato un mobile Ikea senza le istruzioni di montaggio? Se ti è capitato ti sarai accorto di quanto risulti difficile, mentre con le istruzioni sottomano, seguendo passo passo le immagini, diventa tutto più semplice. Ecco perché qualche semplice schema sul funzionamento della nostra mente può aiutarti a chiarire meglio ciò che è stato trattato finora e, come un libretto di istruzioni, può fornirti un modello per intervenire laddove senti l’esigenza di cambiare.

Se hai letto le prime lezioni, puoi aver notato che il filo conduttore comune è stato ciò che rappresenta un assioma del funzionamento della mente ossia che la realtà psicologica, quella che percepiamo, viviamo e a cui reagiamo, è totalmente soggettiva.

Come illustrato in figura 1, ogni evento che ci accade (tranne le reazioni istintive con un tempo di reazione al di sotto del secondo, ad esempio quando reagisci ad uno spavento) viene filtrato attraverso le nostre personalissime lenti e determina la nostra reazione in termini di:

  • emozioni
  • pensieri
  • e comportamenti.

L’evento non necessariamente è qualcosa di esterno che ci accade, come ad esempio incontrare un vecchio amico, ma può essere anche interno come un ricordo (se penso all’ultima volta che ho incontrato quel vecchio amico) o un’immagine (se penso a quando lo incontrerò la prossima volta) (figura 2). Continue reading

Conoscere la nostra mente

robert kennedy 01La vita ci mette a dura prova quando eventi e circostanze avverse si abbattono sul cammino verso la realizzazione dei nostri desideri. Abbiamo la sensazione di non poter fare nulla, che qualcuno o qualcosa ce l’abbia con noi, o che ci manchino le risorse e la fortuna per ottenere ciò che vogliamo ed essere felici. Sentiamo l’esigenza di prendercela con qualcuno: Dio, il governo, la società, gli altri, poco importa con chi o cosa. Il fatto è che ci sentiamo vittime di un’ingiustizia: chi ha tutto e chi ha niente, a qualcuno le cose gli cadono dall’alto senza sforzi e a qualcuno nonostante gli sforzi non succede niente. Ma fin dove arriva la possibilità di incidere sulla nostra esistenza?

Se comprendiamo come funziona la mente umana, la risposta è incoraggiante: possiamo sempre fare qualcosa.

Immagina di essere alla guida della tua auto, appena acquistata con un finanziamento. Stai guidando tranquillo quando all’improvviso da una strada laterale sbuca una macchina a velocità folle senza rispettare lo Stop. Tu sterzi bruscamente per evitare l’impatto, inchiodi. Lo stridore delle gomme sull’asfalto, la tua auto sbanda e rischi di finire contro un albero. Bastavano pochi centimetri, e addio alla tua macchina nuova di zecca. Cosa ti succede? Come ti senti? Probabilmente la tua prima reazione è di paura, poi, subito dopo, ti sale la rabbia verso quel delinquente che non ha rispettato lo Stop. “Non può guidare così!” – pensi. E preso dal nervosismo, ingrani la marcia e lo insegui, per dirgliene quattro e metterlo in riga. Sei arrabbiatissimo. Lo raggiungi, lo superi, lo fai accostare. Scendi, e con un atteggiamento minaccioso ti dirigi verso di lui. Hai ben in mente il discorso: gli urlerai in faccia che è un pericolo per se stesso e per gli altri, che è uno spericolato, un incosciente, e sai che se dovesse reagire male potresti anche mettergli le mani addosso. Sei carico, nulla ti può fermare. Intimi al guidatore di scendere. La portiera si apre: scende una donna di mezza età con le lacrime agli occhi e singhiozzante. Senza lasciarti parlare ti chiede scusa, dice che sta correndo al pronto soccorso, che l’hanno chiamata perché suo figlio ha avuto un incidente grave, e non sa cosa gli è successo. È sconvolta, disperata, le tremano le mani. Cosa ti succede a questo punto? Cominci a inveire contro di lei? Vuoi ancora metterle le mani addosso? Sei ancora furioso? Probabilmente no. Probabilmente la tua rabbia svanisce e viene sostituita da un’emozione di compassione o addirittura da un senso di colpa. Ti dispiace. La donna ora non è più una delinquente attentatrice alla vita degli altri, ma una povera donna sconvolta. Anche tu al suo posto potresti non accorgerti di uno stop. E così, piuttosto di metterle le mani addosso, la inviti a salire sulla tua auto e l’accompagni al pronto soccorso, in modo che non commetta altre imprudenze.

Quando hai visto la donna singhiozzante, cosa è avvenuto nella tua mente da causare un cambiamento così radicale dei tuoi pensieri, delle tue emozioni e del tuo comportamento?

In quel momento nella tua mente è cambiata la lente attraverso cui percepivi la realtà. Prima di allora il non rispettare lo Stop lo vedevi come un comportamento ingiustificabile, successivamente invece, mettendoti nei panni della donna, lo stesso comportamento è diventato ai tuoi occhi comprensibile. Di conseguenza è cambiato tutto.

Questo esempio ci illustra che noi non ci relazioniamo con una realtà oggettiva, bensì con una realtà soggettiva. In altre parole non reagiamo agli eventi che ci accadono ma all’interpretazione di questi eventi. È come se tra l’evento che ci accade e la nostra reazione ci fosse un filtro (la nostra mente), e in funzione di questo filtro reagiamo, in un modo piuttosto che in un altro. Cambiando il filtro, di fronte allo stesso evento, ad esempio l’auto che non rispetta lo stop, cambia la nostra reazione.

Purtroppo cambiare il filtro che provoca la nostra reazione non è così semplice. Reagiamo in modo automatico, senza pensare, e anche se ci rendiamo conto di sbagliare, una forza interna, apparentemente non controllabile, ci spinge a reagire così. Questo avviene perché il filtro è un meccanismo subconscio, complesso e ben oliato, che si è strutturato negli anni attraverso l’opera dell’educazione, della cultura, delle abitudini e delle esperienze. Non è possibile sbarazzarsene in un sol botto per sostituirlo con uno nuovo di zecca, ma diventarne consapevoli è il primo passo per il cambiamento. Perciò quando ti succede qualcosa che ti provoca una reazione “sbagliata”, fermati e rifletti. Conta fino a dieci e individua il tipo di filtro che utilizzi. Domandati: quale “lettura” di ciò che mi succede provoca questa mia reazione? Quale visione alternativa mi può aiutare a reagire diversamente?

Se ad esempio quando sei alla guida ti arrabbi continuamente per tutti i “soprusi” che senti di subire da chi ti supera da destra o ti ruba il parcheggio o non rispetta la precedenza e così via, e sei stanco di tornare a casa con i nervi a fior di pelle, potresti renderti conto che la tua reazione è causata da un filtro “ideale”: ti aspetti che tutti i guidatori siano rispettosi del codice della strada. Così purtroppo non è. Basta osservare il traffico per rendersi conto che avviene esattamente il contrario: sembra che la normalità sia non rispettare il codice. Se accettassi questo dato di fatto, modificando il tuo filtro, probabilmente non reagiresti più con rabbia a chi ti supera da destra o a chi non rispetta la precedenza. Li considereresti eventi “normali”, e arriveresti a casa tranquillo. Ti ci vorrebbe un po’ di tempo, ma con respiri profondi e un po’ di allenamento, arriverebbe il giorno in cui il nuovo filtro sostituirebbe per sempre quello vecchio.

Nel prossimo post parleremo di quale l’atteggiamento migliore per prendere il pieno controllo della propria vita.

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Assumere il controllo della propria vita

cherokee 01Immagina che il treno in cui viaggi si ferma improvvisamente in mezzo alla campagna: passano i minuti e nessuno ti fornisce indicazioni. Non sai cos’è successo, e tra l’altro il ritardo rischia di farti perdere la coincidenza. Cosa ti succede? Non ti assale un senso di ansia, di malessere e d’impotenza? Questa reazione è dovuta al fatto che non hai alcun controllo della situazione, sei in balia degli eventi. E infatti, basta la voce rassicurante del controllore che comunica che il treno è fermo per un problema sulla linea e che ripartirà entro cinque minuti, che le tue sensazioni spiacevoli svaniscono. Hai ripreso il controllo della situazione.

Possedere il controllo della nostra vita è rassicurante a tal punto che paradossalmente molte persone preferiscono essere loro al volante della propria auto, anche se sono dei guidatori mediocri, piuttosto che affidarsi a un guidatore esperto. Avere il controllo ci fa sentire di avere in mano il nostro destino, e che l’esito di quello che facciamo dipende da noi. Ma non sempre è così.

In realtà sugli eventi che ci accadono possiamo avere tre tipi di controllo: diretto, indiretto, nullo.

Abbiamo un controllo diretto sulle nostre azioni, sui nostri pensieri, e anche sulle nostre emozioni. Siamo noi a decidere che vestito indossare la mattina, come reagire di fronte al maleducato che ci ruba il parcheggio o cosa pensare sull’ultima manovra economica del governo. Nessuno può farci fare, sentire o pensare qualcosa se non siamo noi a permetterglielo. Paradossalmente, anche nella situazione in cui un ladro ci puntasse una pistola alla tempia intimandoci di consegnargli il portafoglio siamo noi a “scegliere” di consegnarglielo, perché nella nostra mente, alla velocità della luce, valutiamo come preferibile privarci del portafoglio piuttosto che della vita.

Abbiamo invece un controllo indiretto su tutto ciò che riguarda il rapporto con gli altri. Non abbiamo pieno potere di spingere una persona a fare qualcosa, ma attraverso il nostro comportamento possiamo “indirettamente” provocare la reazione che desideriamo. Possiamo chiedere gentilmente al nostro commensale di passarci il sale, ma lui è libero di passarcelo o meno. Chiaro, se gli puntiamo una pistola alla tempia diventeremmo più convincenti! Battute a parte, ottenere qualcosa dagli altri dipende molto dalle nostre mosse, dal nostro atteggiamento, da quello che diciamo e da come lo diciamo. Non abbiamo un completo controllo sugli altri, ma non siamo nemmeno privi di controllo. Se siamo consapevoli di esercitare un controllo indiretto possiamo studiare qual è la modalità migliore per ottenere dall’altro ciò che desideriamo. È questione di comunicazione efficace, insomma.

Infine ci sono eventi su cui non abbiamo nessun controllo. Le condizioni del tempo, per esempio: possiamo fare la danza della pioggia, ma se pioverà o meno non dipenderà certo dai nostri passi. Molti potenziali incidenti che possono accaderci sono al di fuori del nostro controllo. Non possiamo fare nulla, tranne che accettarli nel momento in cui ci accadono.

Per vivere appieno è bene quindi conoscere fino a che punto puoi esercitare il controllo della tua vita (probabilmente molto di più di quello che pensi). Sarà l’argomento dei prossimi post!

© 2018 Gianluca Antoni

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