Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

Tag: dolore

# 029 – Dove si trova la felicità?

tal ber shaharTal Ben-Shahar a 16 anni vinse il campionato israeliano di squash. Si era preparato e allenato per ben 5 anni per raggiungere quell’obiettivo. E nei 5 anni di preparazione, con tutti i sacrifici richiesti, immaginava che vincere il titolo lo avrebbe reso felice. E così è stato, nelle prime ore dopo la vittoria.

Finiti i festeggiamenti, a Tal Ben-Shahar, solo nella sua stanza, improvvisamente e senza preavviso, quella sensazione di felicità è sparita per far posto a una sensazione di vuoto trasformatasi presto in lacrime di dolore e impotenza. Lì per lì giustificò questa reazione come il naturale contraccolpo dell’euforia, quando la tensione si allenta dopo un lungo periodo di stress, ma lo sconforto non diminuì con il passare del tempo, anzi continuò a crescere.

Era possibile che la felicità durasse così poco? E se non riusciva ad essere felice dopo aver raggiunto quel traguardo tanto ambito, come era possibile ottenere una felicità duratura? Continue reading

# 021 – La forza della fragilità

la forza della fragilitàQualche giorno fa un ragazzo che seguo mi raccontava di come tende a nascondere agli amici il fatto che soffra di attacchi di panico. La motivazione a sostegno è che prova vergogna a mostrare questa fragilità; gli amici non lo capirebbero. 

La sua reazione non mi ha meravigliato, è molto comune tra chi soffre di disturbi d’ansia e attacchi di panico. Vivendo il problema come una fragilità tendono a nasconderlo; il che crea un ulteriore problema quando si trovano in situazioni sociali perché tanto più tentano di nascondere la loro ansia tanto più la loro ansia si potenzia e rischia di esplodere. Questo corto circuito crea un circolo vizioso che porta la persona ad evitare le situazioni sociali alimentando ancor di più il problema stesso.

Per interrompere questo circolo vizioso e depotenziare l’ansia è quindi necessario smantellare questa falsa convinzione di fragilità.

Falsa?

Falsa, esatto! Continue reading

Cos’è il dolore…

Te l’avessero chiesto prima, cos’è il dolore, avresti detto che è un belva malefica, che ti salta addosso e ti graffia, ti morde, ti squarta. E avresti detto una cazzata.
Perché questo non è il dolore, Serena, questo al massimo è il mostro di un film dell’orrore. Ma cosa ne potevi sapere. Di film ne hai visti un sacco, invece il dolore vero non l’avevi mai provato.
Ora ha riempito la tua vita. Anzi, no, una vita non ce l’hai più, adesso il dolore è la tua vita, e hai capito che non ti salta addosso come una belva, il dolore non ha fretta. Arriva piano, tanto che per un po’ ti guardi intorno e non capisci, cominci a pensare “Ma insomma, dov’è?”. E lui intanto si avvicina, si avvicina e sale, e quando ti arriva addosso è così enorme che non puoi scappare.

(da Chi manda le onde di Fabio Genovesi)

Fibromialgia

fibromialgia_ipnosiLa fibromialgia è una sindrome caratterizzata da un dolore cronico e incoercibile che interessa numerosi distretti muscolo-scheletrici del corpo e vissuto in vario modo: da un indolenzimento costante fino a dolori acuti e insopportabili. Il dolore è comunque localizzato e accentuato in punti focali (tender points) in cui si attiva attraverso la digitopressione.

 

Sintomi

I sintomi correlati alla sindrome sono molteplici e influenzano sulla qualità della vita (il 30-40% di chi ci soffre si trova a dover lasciare o cambiare lavoro). Ecco i principali. Continue reading

Ipnosi e dolore

terapia del doloreA differenza del dolore acuto che è di tipo fisiologico, normale, proporzionato all’intensità della stimolazione fisica del punto doloroso e che cessa con la sua rimozione e/o guarigione e che ha una funzione protettiva di allarme, il dolore cronico è un dolore patologico della durata superiore ai 6 mesi o che persiste oltre alla guarigione della malattia, non proporzionale alla stimolazione che lo causa o del tutto indipendente da essa e non ha alcun significato funzionale.  Rappresenta uno dei motivi più comuni per la ricerca di cure mediche ma spesso persiste nonostante il trattamento con analgesici e modalità fisiche provocando spesso notevoli sofferenze, limitazioni fisiche e stress emotivo.

Si stima che interessi un’alta percentuale della popolazione, e che solo in Italia Continue reading

Come gestire le emozioni spiacevoli

surfingIl senso comune ci porta a classificare le emozioni in positive e negative. Positive quelle piacevoli come la gioia, la felicità, la soddisfazione, l’entusiasmo mentre negative quelle spiacevoli come il dolore, la paura, la rabbia, la delusione. Tale classificazione dicotomica non è corretta, infatti tutte le emozioni hanno una funzione positiva anche quelle spiacevoli. Sta a te cogliere il significato e il beneficio.

Il dolore per esempio ti permette di prenderti cura di te stesso, la paura di accorgerti di un pericolo e prepararti ad affrontarlo, la rabbia di difenderti da un attacco o indirizzare le tue energie per raggiungere un obiettivo, la delusione di comprendere cosa è veramente importante, l’invidia di farti capire cosa desideri, il senso di colpa di aver oltraggiato un valore rilevante per te  e così via. Ogni emozione quindi se accolta e analizzata rappresenta una guida che ti permette di capire meglio chi sei e cosa vuoi.

Inoltre, alla base di ogni emozione c’è l’energia, e in quelle spiacevoli la quantità di energia è particolarmente alta. Ogni volta che ti arrabbi, o ti lamenti, o ti demoralizzi, o ti senti depresso, sprigioni energia. E l’energia di per sé è neutra, spetta a te gestirla. Quando provi un’emozione spiacevole entra in contatto con l’energia sprigionata, lasciala uscire. Evita di sopprimerla, e canalizzala. Lascia che ogni parte di te si esprima, ne ha diritto, e soprattutto ti sarà utile. Un modo per spiazzare queste emozioni “negative” è amplificarle: se non hai voglia di fare niente, fallo! Prenditi una settimana di completa libertà: non fare niente. Se una settimana non ti basta, prenditi un mese, se un mese non basta un anno intero. Vedrai che prima o poi subentrerà la noia, e ci sarà una parte di te che ti porterà naturalmente a muoverti. Se invece quello che leggi ti fa arrabbiare, arrabbiati. Prenditela con me, con il blog, parlane male con tutti, gonfia il tuo senso critico. Arriverà il momento in cui risulterai poco credibile anche a te stesso. E a quel punto proverai sollievo, raccoglierai quello che ti serve e aprirai la mente al cambiamento.

Esprimere liberamente le emozioni spiacevoli non significa concedersi il lusso di farlo sempre, dovunque e con chiunque. Se sei arrabbiato per una multa in divieto di sosta, sarebbe controproducente prendertela con il poliziotto, oppure scaricare la rabbia sul tuo capo. Fallo quando ti trovi nel contesto giusto e hai di fronte persone che possono capirti. Se hai il bisogno di “scaricarti” metti sull’avviso chi ti sta di fronte: “nei prossimi cinque minuti non interrompermi e non prendere alla lettera tutto che quello che dirò. Ascoltami e basta”. Dopo che ti sei sfogato ti sentirai un po’ meglio e subentrerà uno stato d’animo più costruttivo per trovare soluzioni ai tuoi problemi. Scegli interlocutori che siano davvero interessati a te, che accolgano i tuoi sfoghi, che ti sappiano ascoltare, riconoscendo il tuo diritto di lamentarti, soffrire, arrabbiarti o essere deluso. Se preferisci scaricarti in solitudine, scegli luoghi e momenti adatti. Urla mentre guidi, canta a squarciagola, lancia dei cuscini contro il muro. Fai dello sport. Piangi. Scrivi senza censura sul tuo diario. Qualsiasi attività che ti aiuti a tirare fuori il malessere va bene, purché sia sicura e rispettosa per te stesso e per gli altri.

Le emozioni sono energia: considerale come tali. Magnifiche onde sempre a disposizione che si autogenerano. Puoi lasciarti travolgere, sopprimendole e facendole implodere con conseguenze nocive per la tua salute, oppure imparare a surfarle, esprimendole e attingendo appieno dalla loro forza per metterle al servizio dei tuoi desideri.

© 2018 Gianluca Antoni

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