posturaIl mio studio si trova al primo piano. Quando apro la porta per accogliere un cliente osservo il modo in cui sale le scale che, quasi sempre, rileva correttamente lo stato d’animo che mi porterà in seduta. Quando sale lento guardandosi i piedi, sai che ti aspetta un incontro all’insegna della depressione, quando sale gli scalini a due a due e ti guarda negli occhi, ti racconterà di un cambiamento positivo o di qualcosa di piacevole, quando il suo incedere è calmo e assorto come se non ci fossi, spesso ti dice di non avere un argomento preparato, quando apri la porta e te lo trovi già sul pianerottolo mentre respira affannosamente sai che l’ansia pervaderà la prossima ora.

Il corpo nel suo movimento e nella sua postura ci fornisce molteplici elementi per cogliere lo stato mentale di chi abbiamo di fronte ma spesso dimentichiamo (o siamo del tutto inconsapevoli) di quanto lo stato mentale sia esso stesso influenzato dal corpo e di come, modificando la postura o il semplice modo di camminare, le nostre emozioni cambino.

La relazione tra la mente e il corpo è infatti circolare, il loro confine è permeabile e sarebbe più appropriato considerarli un’unica entità, identica e inseparabile: la mente influenza quello che fa il corpo, esattamente come ciò che fa il corpo influenza la mente.

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