20180910_153045Se qualcuno mi chiedesse qual è la seduta che preferisci nel percorso di psicoterapia con i tuoi clienti, non esito a rispondere: “La prima!”. La prima seduta è il momento cruciale, e anche magico, per me. Sei un perfetto sconosciuto per chi ti sta di fronte, e nel giro di qualche minuto devi creare quel clima che gli permetta di raccontarti qualcosa di intimo che magari non ha mai confessato a nessuno e, a volte, nemmeno a se stesso.  Rendere questa seduta significativa è il primo passo, fondamentale, per intraprendere un percorso con il piede giusto, instaurando fin da subito quel calore umano ed empatico che porta ad alimentare una relazione significativa tra terapeuta e cliente.

È proprio l’importanza data a questo momento di incontro, mi ha portato all’inizio della mia carriera a leggere il libro di Moshe Talmon, Psicoterapia a seduta singola, un libro che mi colpì perché incentrato a fornire ottimi spunti per migliorare l’efficacia del primo, e spesso unico, colloquio. Quando anni dopo, ho scoperto che il mio amico e collega Flavio Cannistrà, con cui ho condiviso il Master in Ipnosi e Psicoterapia Ericksoniana, si è  specializzato proprio su tale tema, che è andato a formarsi in California e in Australia, che ha fondato l’Italian Center for Single Session Therapy, be’, leggere il suo libro Terapia a seduta singola (Giunti, 2018) è diventato un must.

E così eccomi qua a condividere qualche riflessione a fine lettura. Continue reading