Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

Tag: felicità

# 047 – Creare una routine felice

creare una routine feliceA un certo punto della presentazione di un suo libro, chiesero a Massimo Recalcati, noto psicoanalista lacaniano, cosa fosse per lui la felicità. Nell’attesa della risposta, mi chiesi cosa avrei risposto io, e in una frazione di secondo sentii una voce interiore dire: viaggiare, per te è viaggiare!

Quella voce interiore aveva un tono entusiasta, come se dovessi partire all’indomani per un lungo viaggio. La conoscevo bene: esprime una parte di me che vive il viaggio come una esperienza di libertà, curiosità e conoscenza. Non semplicemente come rottura di una routine quotidiana, ma come espansione di sé, arricchimento, vitalità. I viaggi rappresentano la colonna sonora della mia vita e che non posso farne a meno me ne sono accorto diversi anni fa una domenica pomeriggio. Avevo appena ristrutturato casa e il conto in rosso mi aveva impedito di partire come ero solito fare durante l’inverno. Guardavo la trasmissione Alle falde del Kilimangiaro e mi accorsi che, durante un servizio su un viaggio in India, avevo le lacrime agli occhi: mi sentivo triste. Spensi la tv e dissi che non doveva più succedere di ritrovarmi senza i soldi per prendere un aereo. Accesi il pc e aprì un conto corrente online in cui avrei messo una piccola somma mensile per finanziare i viaggi: non importa se andavo in rosso, quei soldi non si dovevano toccare. Ancora oggi mantengo questa sana abitudine, e sapere di avere quel gruzzoletto a disposizione mi fa star bene e libero di partire, anche se il conto di casa è in rosso.

Mentre alla velocità della luce la mente mi portava nella mia dimensione felice del viaggio, Massimo Recalcati rispose Continue reading

# 044 – I soldi e la felicità

soldi e felicitàQuando venne da me, Elena era in pensione già da qualche anno. Aveva perso da poco il marito e, non avendo figli e nipoti, si sentiva particolarmente sola. I soldi non le mancavano, anzi, era l’unica cosa che – come disse lei – riusciva a fare con relativa semplicità. Aveva iniziato a lavorare come infermiera e si era accorta di avere questo talento naturale nell’ideare strumenti elettromedicali che semplificavano e  ottimizzavano il lavoro dei medici e dei suoi colleghi. Insieme al marito aveva perciò fondato un’azienda che le aveva garantito una fortuna. Nel momento in cui venne da me poteva collocarsi a tutto diritto nella classica categoria dei ricchi infelici a conferma di quel detto comune che “i soldi non fanno la felicità”.

In realtà lei dichiarava di essere felice di essere ricca, e che sarebbe stata molto peggio se non avesse avuto i soldi. Elena non ostentava la ricchezza e non aveva mai utilizzato il denaro per fare shopping compulsivo o circondarsi di oggetti inutili. Proveniva da una famiglia di umili origini, aveva vissuto la povertà durante l’infanzia e la gioventù, e aveva imparato a dare il giusto valore ai soldi: erano un semplice mezzo per ottenere ciò di cui aveva bisogno, non un fine.

– Sa, dottore, i soldi non danno la felicità – disse un giorno. – Ma la libertà, quella sì! Ad esempio, se non fossi ricca non avrei la libertà di scegliere il migliore specialista per curare i miei acciacchi o più semplicemente di andare in un ristorante e scegliere di ordinare quello che mi va senza guardare il prezzo. È un grande privilegio, me ne rendo conto, sarebbe bello che tutti lo avessero. Continue reading

# 043 – Essere felici è come accudire un elefante

essere felici è come accudire un elefanteGli amministratori del San Diego Wild Animal Park avevano un problema: in quanto specie minacciata, avevano avviato il progetto di incrementare la popolazione degli elefanti del parco da 23 esemplari fino a 120, ma tale progetto era a rischio perché non riuscivano a formare il personale addetto alla loro educazione e custodia, compiti complessi e soprattutto pericolosi: gli elefanti, oltre a diventare  particolarmente aggressivi nel periodo dell’accoppiamento, sono animali che si spaventano facilmente e, per la loro mole e forza, possono diventare letali per chi li custodisce.

Per questo motivo chiamarono Micheal D. Yapko, uno dei più autorevoli psicologi clinici americani.

– Ma io non ne so nulla di elefanti! – rispose lo psicologo perplesso da quella strana richiesta.

– Lo sappiamo, ma lei è un esperto nel capire come le persone fanno bene le cose e tradurle in abilità che possono essere insegnate agli altri – hanno ribattuto gli amministratori. – E chiediamo la sua consulenza per questo.

Gli spiegarono che il Parco aveva un ottimo custode di nome Alan, straordinario, un vero e proprio elephant man cresciuto tra gli elefanti. Lo avevano coinvolto per formare i nuovi aspiranti custodi e insegnare loro tutte le abilità necessarie per far bene questo lavoro, ma purtroppo Alan non era in grado di farlo: e non era in grado perché non riusciva a individuare e descrivere le proprie abilità (sofisticate) che esercitava quotidianamente con gli animali.

Micheal D. Yapko accettò la sfida Continue reading

# 042 – Andate in prigione direttamente e senza passare dal Via!

Passi i giorni a ragionare, fai progetti e misuri ogni passo con attenzione, ma tanto poi la vita ti arriva addosso a valanga e ti sbatte dove le pare, in fondo al tuo destino incasinato. È così e lo sappiamo bene, eppure facciamo finta di no, e ogni mattina ci alziamo e ricominciamo il nostro lavoro serio e preciso, come i direttori d’orchestra che salgono sul palco eleganti col leggio e lo spartito e la bacchetta in mano, e quell’espressione fiera e convinta che li rende le persone più antipatiche dell’universo.

E insistiamo a dirigere il nostro concerto mentre la vita ci butta addosso tempeste e bufere, tuoni che sfondano i timpani e un vento che ci prende a schiaffi, spazza via i fogli del leggio, ci straccia la giacca e i pantaloni e ci lascia in mutande. E intanto noi tutti concentrati continuiamo a muovere la nostra bacchetta nell’uragano finché un altro colpo di vento non ce la strappa di mano, e quello dopo finalmente è l’ultimo perché si porta via anche noi e addio.

È così che va…

(Fabio Genovesi, Il mare dove non si tocca)

in prigioneUn po’ cupa, come visione della vita, ma rende bene a mio avviso il fatto che, per quanto possiamo illuderci di controllare tutto, alla fin fine controlliamo ben poco.  Ma ancora di più il fatto che la vita non è una favola a lieto fine della serie “e vissero tutti felici e contenti”, no, la vita è impegnativa e la felicità va costruita e alimentata di giorno in giorno, navigando in periodi col cielo sereno e il vento in poppa e in altri, purtroppo, in mezzo alla bufera e controvento.

Avere una visione realistica della vita è fondamentale per stare bene. Per realistica non intendo quella del pessimista che è convinto di vivere in una valle di lacrime e sangue, no. Per realistica intendo quella della persona con un buon principio di realtà: sapendo cosa è sotto il proprio controllo e cosa non lo è, consapevoli che gli imprevisti fanno parte del gioco, esattamente come, giocando a Monopoli, il pescare la carta che ci indica di andare direttamente in prigione senza passare dal Via. Se capita, sebbene possiamo provare delusione, sconforto o dispiacere, accettiamo la nostra sorte senza prendercela troppo.

E così dovremmo fare con la vita. Continue reading

# 033 – Le palle da golf, prima

palla da golfQuando Paolo venne da me aveva quasi quarant’anni, una casa di proprietà, un lavoro a tempo indeterminato. Sognava di incontrare l’anima gemella e di avere dei figli, ma la sua timidezza lo portava a rifuggire ogni tipo di attività sociale. Quando non lavorava si dedicava alle faccende domestiche. Era maniaco della pulizia e dell’ordine, curava il giardino, si cimentava in tanti piccoli hobbies che gli riempivano il tempo ma non lo appagavano appieno. Gli piaceva correre e lo faceva metodicamente tutti i giorni. Il week-end preferiva riposare per ricaricarsi in vista della settimana di lavoro successiva piuttosto che uscire con gli amici. Era parsimonioso, e utilizzava i soldi che metteva da parte per abbattere la rata del mutuo. Non si concedeva svaghi o vacanze. Né tantomeno attività che gli sarebbe piaciuto svolgere ma che richiedevano un piccolo investimento economico. La sua educazione lo aveva spinto a seguire il principio “prima il dovere e poi il piacere”.

E quando venne da me, chissà com’è, si sentiva infelice.

Aveva la sensazione che la sua vita era già piena e che non ci fosse spazio per dedicarsi a ciò che era davvero importante.

Con il passare del tempo mi accorsi che Paolo era un maestro nell’arte di rimandare. C’era sempre qualcosa di poco conto che si interponeva tra lui e i suoi sogni. Anche se si dava degli obiettivi come ad esempio contattare una ragazza che gli piaceva, trovava sempre qualcosa da fare che gli impediva di agire.

Un giorno, di fronte all’ennesimo ostacolo a mio avviso insignificante, mi venne in mente una storiella che girava in internet. Gliela raccontai. Continue reading

# 029 – Dove si trova la felicità?

tal ber shaharTal Ben-Shahar a 16 anni vinse il campionato israeliano di squash. Si era preparato e allenato per ben 5 anni per raggiungere quell’obiettivo. E nei 5 anni di preparazione, con tutti i sacrifici richiesti, immaginava che vincere il titolo lo avrebbe reso felice. E così è stato, nelle prime ore dopo la vittoria.

Finiti i festeggiamenti, a Tal Ben-Shahar, solo nella sua stanza, improvvisamente e senza preavviso, quella sensazione di felicità è sparita per far posto a una sensazione di vuoto trasformatasi presto in lacrime di dolore e impotenza. Lì per lì giustificò questa reazione come il naturale contraccolpo dell’euforia, quando la tensione si allenta dopo un lungo periodo di stress, ma lo sconforto non diminuì con il passare del tempo, anzi continuò a crescere.

Era possibile che la felicità durasse così poco? E se non riusciva ad essere felice dopo aver raggiunto quel traguardo tanto ambito, come era possibile ottenere una felicità duratura? Continue reading

La scienza della felicità

la scienza della felicità 01

Quali elementi contribuiscono ad accrescere la felicità? Il poster riporta in estrema sintesi i risultati di alcuni studi sull’argomento.

  • L’ippocampo è l’area cerebrale responsabile per la felicità e per i ricordi positivi.
  • La serotonina è un neurotrasmettitore sintetizzato dall’amminoacido triptofano (si trova comunemente nel tacchino) e aiuta a regolare l’apprendimento, lo stato d’animo. il sonno, la sessualità e l’appetito.
  • 20 minuti al giorno all’aperto quando c’è il tempo bello: incrementa lo stato d’animo positivo, amplia il pensare e migliora la memoria di lavoro.
  • Le persone sposate sono il 10% più felici delle persone non sposate.
  • Le occupazioni più felici sono: l’ecclesiasta, l’attore, l’architetto, il vigile del fuoco.
  • Nel mondo il consumismo è il più grande soppressore della felicità.
  • I paesi con il più alto numero di persone soddisfatte: Messico e Puerto Rico.
  • I paesi con il più alto numero di persone ottimiste: Nigeria e Messico.
  • Nel pianeta, le persone più felici vivono: Islanda 94%. Danimarca 91%, Svezia 91%, Olanda 91%, Australia 90% (gli Stati Uniti sono al 16° posto nella classifica dei paesi più felici al mondo).
  • La felicità è massima alla temperatura ambientale di 13.9°C.
  • Le persone in salute sono il 20% più felici rispetto alla media.
  • Avere un figlio riduce la felicità dello 0.24% rispetto alla media.
  • L’esercizio fisico rilascia proteine ed endorfine che rendono il cervello più felice.
  • In uno studio con pazienti depressi solo il 9% trattati con l’esercizio fisico hanno mostrato la tendenza a ricadere nella depressione durate il corso delle studio, contro il 38% dei pazienti trattati con i farmaci e il 31% di quelli trattati con i farmaci e l’esercizio fisico.
  • La dopamina è un neurotrasmettitore che aiuta a regolare i centri cerebrali del piacere e della ricompensa, le risposte motorie ed emotive.
  • La dopamina è sintetizzata dalla tirosina che si trova nel pollame, nel pesce, nel latte e nelle banane.
  • Le persone deprivate del sonno dimostrano più difficoltà a ricordare idee positive e più facilità a ricordare le idee negative.
  • In uno studio che coinvolgeva studenti universitari deprivati del sonno: l’81% degli studenti ricordava parole negative contro il 31% di quelle positive.
  • I bambini più felici al mondo si trovano: 1. Messico, 2. Spagna, 3. Brasile, 4. Germania, 5. America.
  • La fonte più importante di felicità per i bambini sono gli amici intimi e la famiglia.
  • I 2 fattori più grandi che contribuiscono alla felicità nel mondo sono: un senso di comunità e festeggiamenti comunitari frequenti.
  • Il 43% delle persone che vanno alla messa settimanalmente dicono di essere veramente felici contro il 31% di chi ci va una volta al mese e il 26% di chi non ci va affatto.
  • Nella piramide dei bisogni di Maslow gli ingredienti della felicità sono: 1. i bisogni biologici di base, 2. la sicurezza, 3. le relazioni, 4. il rispetto, 5. lo scopo della vita.
  • 2 ore alla settimana (100 ore all’anno) è la quantità di tempo che dovremmo trascorrere nell’aiutare attivamente le persone della nostra comunità.
  • un redditto al di sopra dei 20000$ pro capite produce un incremento minimo della felicità.
  • le persone con un reddito superiore a 20000$ hanno una maggiore felicità di circa il 3,5% rispetto alla media.
  • il 34% degli uomini e il 44% delle donne soffrono della depressione dal rientro dalle vacanze.
  • l’83% affermano che il  Natale è tempo che si trascorre con la famiglia e gli amici.

 

 

I segreti della coppia felice

la scienza dietro le relazioni felici

Questo articolo sintetizza i segreti della coppia felice.

Cosa sanno gli scienziati circa le persone coinvolte in una relazione felice? Molto!

  • 5:1  è il rapporto nella coppia felice tra le interazioni positive (5) per ogni interazione negativa
    0.8: è il rapporto tra gli incontri felici (0.8) per ogni interazione negativa delle coppie che divorziano.
  • la qualità dell’amicizia reciproca è il fattore determinante per il 70% nella coppia nel sentirsi soddisfatta del sesso, del romanticismo e della passione del loro matrimonio.
  • Le coppie felici parlano tra loro di più. Le persone con i matrimoni di maggior successo trascorrono 5 ore a settimana insieme a parlare.
  •  Coltivate interazioni positive ogni giorno: fate un complimento, mostrate apprezzamento per qualcosa di grande (o piccolo), rivivete un ricordo divertente, fate qualcosa di carino per lui/lei.
  • In camera da letto:
    prendete tempo per l’intimità: le coppie più felici fanno sesso 2 o 3 volte a settimana;
    più sesso = più divertimento: le persone tendenzialmente riportano livelli più alti di felicità quando fanno sesso ogni pochi giorni;
    l’incentivo di una volta a settimana: fare sesso una volta a settimana rende le persone per un 44% ad avere sentimenti positivi.
  • Come reagisci ai successi del partner?
    Quando giunge il momento di rafforzare la relazione, gli studi mostrano che il fattore più cruciale è come festeggi le buone notizie del partner, è importante:
    mostrare entusiasmo
    fare domande
    congratularsi con il partner
    rivivere l’esperienza con lui/lei
    In uno studio, le persone che hanno fatto questo per 3 volte al giorno per una settimana hanno aumentato la loro felicità e successivamente si sono sentiti meno depressi.
  • Le coppie che condividono nuove esperienze riportano di provare più amore e sostegno reciproco e più soddisfatti del loro matrimonio.
  • Condividete un’esperienza:
    Uscite per una passeggiata serale
    Cenate in un nuovo ristorante in città
    Visitate un luogo in cui non siete mai stati
    Cucinate insieme
    Andate a un concerto
  • L’effetto Michelangelo. Le coppie in relazione felici tirano fuori il meglio l’uno dell’altra. Si aiutano reciprocamente ad avvicinarsi nel diventare il loro sé “ideale“.
  • Ricordi la volta che ci siamo piegati in due dal ridere per…? In uno studio, le coppie a cui è stato chiesto di ricordare un momento in cui hanno riso insieme hanno riportato di essere più soddisfatte della loro relazione rispetto a quelle in cui era stato chiesto di ricordare momenti positivi nella loro relazione.
  • Qual è il tuo stile quando litighi?
    Quando le coppie felici litigano, tendono a disinnescare la tensione: mostrando umorismo, esprimendo affetto, cedendo su alcuni punti che pone il partner.
    Le coppie infelici quando litigano tendono a fare le seguenti cose: criticano, mostrano disprezzo, roteano gli occhi, si mettono sulla difensiva, ricorrono al chiamare per nome, si scollegano.
  • Il matrimonio e la tua felicità
    Basato su di uno studio britannico durato 20 anni, le persone che sono più felici nei loro matrimoni:
    sono sposati da 5 anni o meno
    non hanno figli
    sono laureati
    il marito è occupato.
    Il matrimonio raggiunge la maggiore felicità in media nei primi 2 anni. Dopo, il livello di felicità delle coppie tende a tornare a quello prima del matrimonio.
  • Un matrimonio felice vale $105.000 all’anno in termini di soddisfazione di vita.
    Sperimentare la morte del coniuge è come perdere $308.780.
  • Perché ci si sposa?
    Le coppie americane rivelano che i motivi per cui si legano sono:
    93% per amore
    87% per impegnarsi tutta la vita
    81% per avere compagnia
    59% per avere figli
    31% per avere una stabilità finanziaria
  • Pensare positivo: le coppie che possono dare una spinta positiva al loro matrimonio hanno un 94% di possibilità di sperimentare a un futuro felice insieme.
  • Come i figli impattano nella felicità della coppia?
    Appena dopo la nascita del bambino: il 33% si sente soddisfatto (o più soddisfatto) di prima, il 67% sperimentano una grossa diminuzione della soddisfazione coniugale.
    Le coppie sposate sono infelici prima che i bambini cominciano ad andare a scuola. I livelli di felicità della coppia aumentano di nuovo quando i figli crescono.

Il primo passo per cambiare

puzzleImmagina di essere di fronte a una confezione di un puzzle da 1000 pezzi, uno di quelli che quando apri la busta e li riversi tutti sul tavolo hai l’impressione che non riuscirai mai a completarlo. Ogni tassello è troppo piccolo, rappresenta un dettaglio irrilevante dell’intera figura, isolato e autonomo da tutto il resto. Non sai come fare per comporlo, sei sfiduciato ancor prima di cominciare.

Quante volte nella vita ci troviamo a vivere questa sensazione? Non sappiamo come incastrare i tasselli del nostro puzzle, e anche quando siamo a buon punto, quando la figura inizia a prendere forma, abbiamo la sensazione che ce ne manchi sempre uno, di tassello, magari ci è caduto e non ce ne siamo accorti, oppure c’è un errore di fabbrica e quel tassello non c’è proprio nella nostra confezione.

La sensazione che ci manchi sempre qualcosa, anche quando la felicità è vicina, a portata di mano, ci fa sentire incompleti, spesso non all’altezza, inadeguati, oppure sfortunati, difettosi. E quel che peggio è che questa sensazione ci accompagna sempre, nonostante i nostri progressi, la nostra crescita personale e i traguardi, piccoli o grandi, raggiunti. Ci mancherà sempre un tassello del puzzle (naturalmente quello fondamentale) e questa è la nostra condanna.

O forse no.

Non è la nostra condanna. È semplicemente la vita.

La vita non è un puzzle con i pezzi contati, ma un puzzle sempre in crescita e in trasformazione, che non finiremo mai. E se sappiamo che l’obiettivo non è finire il puzzle, forse a questo punto la preoccupazione che ci possano mancare dei tasselli diventa irrilevante. Ciò che diventa rilevante è concentrarci su ciò che abbiamo costruito fino a ora e soprattutto su quel piccolo tassello che teniamo in mano. Possiamo osservarlo bene e scoprire dove e come si incastra con tutto il resto.

E se decidessimo di partire da zero, di ricomporre il nostro puzzle dall’inizio, possiamo cercare l’angolo. E quando lo abbiamo trovato, rallegrarci. É pur vero che si tratta del primo tassello, e che magari dobbiamo trovarne e incastrarne altri centinaia, ma è pur vero che quel primo tassello è la partenza, il primo passo, e porta in sé tutta la potenzialità di un puzzle completo.

© 2018 Gianluca Antoni

Theme by Anders NorenUp ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi