Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

Tag: il peso specifico dell’amore

Matrimonio a prima vista

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Ne Il peso specifico dell’Amore, Peter, il protagonista, in un delirio alcolico ipotizza l’invenzione di un congegno elettronico, il Tecnomisuratore dell’Amore, per misurare in termini oggettivi e scientifici quanto una persona sia innamorata, indicando sul display un valore assoluto che, come in un orologio, sia uguale per tutti: se indica 100, significa che ami 100. Peter ipotizza che questo congegno renderebbe ogni persona consapevole di cosa desidera e di chi vuole essere con la conseguenza che l’intero pianeta ne beneficerebbe: niente più guerre, solo pace e fratellanza.
Si tratta di un delirio da sbornia, e lo stesso amico di Peter che lo sta ad ascoltare liquida l’idea in malo modo.

L’idea alla base del reality Matrimonio a prima vista trasmesso sui canali di Sky non si discosta molto da quella di Peter. Può un team di esperti (composto dal sociologo Mario Abis, la sessuologa Nada Loffredi e lo psicoterapeuta Gerry Grassi) attraverso una serie di test, colloqui e studi di compatibilità riuscire a formare delle coppie che, pur incontrandosi per la prima volta solo sull’altare, si ameranno per sempre?

In altre parole, è possibile, in base ad una serie di indici psicologici, sociologici e sessuologici prevedere lo sbocciare di un amore tra due persone e combinare un matrimonio a scatola chiusa sulla base di dati scientifici?

Ho seguito la trasmissione con interesse e curiosità, e devo ammettere che mi ha catturato e mi sono trovato a fare il tifo per una coppia piuttosto che per un’altra. Ma di fondo, per tutto il tempo, ho desiderato vivamente che tutti i tre matrimoni, dopo le 5 settimane preventivate, fallissero e finissero in un divorzio. Questo non per far torto alla professionalità degli esperti, ma per giustizia all’incommensurabilità dell’amore.

E per fortuna l’amore non si è lasciato ingabbiare e come l’ombra nel momento che ci getti la luce si è spostato.

In una società che ci ingabbia sempre di più, dove le scelte sono sempre più condizionate dal marketing, dalla politica e dall’economia, dove il nostro valore viene misurato in quanto e cosa consumiamo, se lasciamo che anche il partner venga scelto da qualcun altro (anche con la certezza che la scienza lo reputi quello più adatto a noi) allora siamo davvero arrivati alla frutta.

Per un format tv va bene, diventa uno spettacolo, e anche ben fatto nel suo genere. Ma nella vita reale, per favore, lasciateci la libertà di innamorarci di chi vogliamo!

Quando ti rendi conto di aver perso la persona cara…

Il momento in cui ti rendi conto, in tutta la sua concretezza, di aver perso per sempre la persona cara non è il funerale, ma quando l’impresario funebre chiude e sigilla la bara. Assisto all’operazione. Pone un primo coperchio in lamiera e ne salda l’intero bordo meticolosamente con lo stagno liquido. L’intervento è chirurgico. L’impresario impugna sulla sinistra la pistola con la fiamma e sulla destra la barretta solida di stagno che al contatto con il fuoco si scioglie e salda la lamiera. Fa un primo passaggio agli angoli e nei punti strategici, poi ripassa ogni centimetro per colmare tutte le fessure. Non lascia alcuno spiraglio. Poi ci appoggia sopra il coperchio in legno, e stringe le viti nelle fessure predisposte con l’avvitatore che a fine corsa emette un tric trac ripetuto. La bara è pronta, si può partire.

E a bara sigillata, ti rendi conto che tuo padre non lo vedrai più. Fino a un attimo fa c’era il corpo. Anche se gelido lo potevi toccare, anche se i connotati erano cambiati lo potevi osservare, anche se non ti rispondeva gli potevi parlare. Il corpo rappresentava ancora qualcosa di reale, di concreto, di tangibile a surrogato della perdita. E questo ti permetteva di non sentirla del tutto, la perdita. Non era ancora tutto perso. Be’, dopo che la bara è stata sigillata, perdi anche l’ultimo attaccamento alla materia che ha ospitato per 74 anni tuo padre. Materia che sebbene morta ti ricordava la vita. Ora, con il coperchio e tutto il resto, diventi consapevole, totalmente consapevole, di non avercelo più, un padre vivo.

E questa totale consapevolezza è disarmante.

(da Il peso specifico dell’Amore di Gianluca Antoni)

Equazione di un amore di Simona Sparaco

equazione_di_un_amoreEquazione di un amore di Simona Sparaco è un bel romanzo, scritto molto bene, che si legge tutto d’un fiato. È stato il titolo ad attrarmi, in fondo la tematica è la stessa de Il peso specifico dell’Amore: riuscire a comprendere l’essenza stessa di questo sentimento misterioso e magico, e riuscire a spiegarlo con la forza della ragione, inquadrandolo in una formula scientifica. Simona Sparaco si appella alla fisica quantistica, all’equazione di Dirac, che misura la possibile correlazione quantistica tra due particelle che una volta venute in contatto e poi separate si influenzano vicendevolmente anche ad anni luce di distanza: ciò che succede all’una, succede anche all’altra.

Il romanzo racconta del grande amore tra Lea e Giacomo, sbocciato al liceo ma che per una serie di eventi e cause non riesce davvero a manifestarsi nella sua purezza sebbene i loro destini si incrocino più volte nel corso della vita. Il loro amore è passionale, tormentato, doloroso, e sebbene Lea incontra un uomo come Vittorio (e che sposa) in grado di dimostrarle un amore maturo, sicuro e accudente, questo amore non le basta: Giacomo rimane sempre nel suo cuore. E il cuore è il centro del romanzo. Il simbolo, e non solo, della sede dell’amore. L’eterno dilemma tra cuore e ragione trova una risposta alla fine della storia. Una risposta limpida, chiara, senza incertezze, come un’equazione matematica.

Cambiare: in teoria è semplice, è nella pratica che falliamo

Penso che in teoria possa essere così semplice. Tutti noi sappiamo cosa è bene e cosa è male. È la pratica che ci frega. Sappiamo che non dovremmo mai innamorarci del bastardo di turno che non gliene frega niente di te, e ti sfrutta quando può e quando vuole e poi ti abbandona come un assorbente usato. O della responsabile commerciale di un’azienda import/export di prodotti enogastronomici tipici che se la spassa con un Inglese, se vogliamo contestualizzare l’esempio. Lo sappiamo, cristosanto, che dovremmo starle alla larga, che andremmo incontro solo alla sofferenza e nient’altro, l’abbiamo chiaro in mente, eppure… noi ci troviamo pazzamente innamorati, ci comportiamo da idioti e ci lasciamo sfruttare per poi farci abbandonare nella prima discarica. Quindi, caro mio Scrittore Illuminato, dimmi come si fa in pratica a raggiungere questo stato, lascia perdere la teoria, che in teoria siamo bravi tutti, non solo tu. Non mi dire che l’amore non è al di fuori ma in profondità dentro di me, lo so, cristosanto. Dimmi come posso fare a non cercarlo più all’esterno, in Viki, dimmi questo, dimmi come posso non averne più bisogno, come si fa, dimmelo, dài dimmelo.

Il libro comincia a farmi mulinare le palle, come mille altri dello stesso genere, pieno di belle parole e bei propositi ma carenti del principio di realtà. Noi, gente comune, non siamo degli Illuminati. Siamo essere fallati, totalmente imperfetti, siamo Umani, e in quanto Umani commettiamo errori, diciamo bene e poi razzoliamo male. Così eravamo, così siamo e così saremo. Per sempre. Tu non puoi dire a un idiota che i suoi problemi li supererà quando si comporterà da intelligente. Non glielo puoi dire, perché quell’idiota lì, è un ritardato mentale, e mai diventerà intelligente. Potrà migliorare, questo sì, ma non diventerà Einstein, non può, è contro natura. Così io, non mi puoi dire che supererò i miei problemi quando diventerò un Illuminato. Io, Illuminato, non lo sarò mai e poi mai. Diventare un essere perfetto non è alla mia portata.” (da Il peso specifico dell’Amore di Gianluca Antoni – Italic, 2012)

Perché, quando si tratta di cambiare, in teoria sappiamo bene cosa fare ma falliamo nella pratica? Nei prossimi post proveremo a spiegarvelo.

Amore - Gianluca AntoniPort correlati: In quale fase del cambiamento ti trovi?

 

Il mio obiettivo sugli effetti de Il peso specifico dell’Amore – the Workshop

bersaglioEra il 1996, da poco lavoravo come responsabile dell’Informagiovani della mia città, e fui invitato a partecipare a un corso di formazione per Operatori dei servizi di informazione e orientamento che coinvolgeva gli operatori di molti centri informagiovani della mia regione. Era uno dei quei corsi finanziati dal fondo sociale europeo, di 400 ore, che prevedeva anche visite di studio in Italia e all’Estero.

In quel corso si sono succeduti diversi docenti, tutti molto competenti, ma uno solo mi è rimasto nel cuore: Nicola Giaconi. Fin dal primo giorno le sue lezioni mi entrarono dentro, toccarono parti profonde di me, mi diedero nuove consapevolezze e soprattutto mi aprirono la mente. Parlava della scelta lavorativa come scelta di vita, una scelta profonda in armonia con i nostri valori, le nostre risorse, la nostra personalità e le nostre capacità. In più ci forniva di strumenti concreti ed efficaci per aiutare le persone a scegliere gli studi e trovare lavoro. Poca teoria e molta pratica. Amavo il suo stile di condurre l’aula, e ancora posso ricordare intere lezioni come se fossero state ieri. Quelle giornate passate con lui hanno “lavorato” su di me non solo a un livello razionale conscio, ma anche a un livello emotivo inconscio. Posso affermare che incontrare Nicola Giaconi è stato un bivio significativo della mia vita, un bivio che ha cambiato di netto il mio modo di percepire me stesso, il lavoro e più in generale la vita.

Dopo tante ore trascorse in aula ad ascoltarlo, un giorno, con un po’ di timore reverenziale, durante una pausa andai da lui e gli dissi semplicemente che il lavoro che faceva mi piaceva tantissimo. Nicola sorrise alle mie parole, mi guardò e semplicemente rispose: “Ti va di lavorare con me?”. Rimasi piacevolmente di stucco; su quali basi mi proponeva di lavorare con lui? In fondo ero solo uno dei partecipanti del corso e nemmeno, a mio vedere, particolarmente brillante. Nicola doveva aver scorto qualcosa in me o forse, più semplicemente, aveva provato quel feeling viscerale che lega due persone in modo del tutto irrazionale. Fatto sta che da quel momento è iniziata tra noi una collaborazione ancora duratura. Dapprima ho affiancato Nicola in aula, cercando di apprendere tutto ciò che potevo imparare da lui. In seguito siamo diventati amici, abbiamo condotto tanti corsi insieme, scritto e pubblicato quattro libri, elaborato idee, condiviso progetti e realizzato il sito www.trovareillavorochepiace.it che è ormai un punto di riferimento per chi cerca occupazione e per gli operatori dell’orientamento.

Ecco, vi ho raccontato un po’ di me per condividere qual è il mio obiettivo circa l’effetto che Il peso specifico dell’Amore – the Workshop vorrei avesse su di voi. Lo stesso tipo di effetto che è stato per me incontrare Nicola Giaconi in aula. Uno spartiacque, un’esperienza che arrivi alla vostra mente e soprattutto al vostro cuore e renda la vostra vita diversa da prima.
L’amore sarà il pretesto per andare a scovare le vostre convinzioni limitanti e sostituirle con convinzioni costruttive e potenzianti. Vi condurrò alla scoperta del modo in cui percepite voi stessi e la realtà che vi circonda, e soprattutto alla ricerca di quelle risorse, spesso inconsce a cui potete attingere per superare le difficoltà, i problemi e gestire le emozioni. Imparerete ad amarvi un po’ di più e meglio, ad accettarvi per quello che siete e allo stesso tempo a trovare la spinta per cambiare. Ognuno di voi potrà applicare i frutti delle nuove consapevolezze nella propria vita. Non aspettatevi un guru dell’Amore, lungi da me esserlo. Aspettatevi un fidato compagno di viaggio che può farvi osservare alcuni aspetti del vostro mondo interiore ed esteriore in modo diverso, e magari farvi sentire quanto sia bello e rassicurante essere perfettamente imperfetti, e quanto questo possa, magari, cambiarvi la vita.

Problemi con le dediche da scrivere sul libro che regali? Ecco una lista!

il_peso_specifico_dellamore_con_dedicaArriva natale, decidi di regalare un bel romanzo, che un libro è sempre un regalo apprezzato, soprattutto a chi ama leggere, ti permette di fare la tua bella figura e sicuramente non sbagli. Nasce però il problema della dedica. E ora che ci scrivo? ti domandi, non posso certo scriverci qualcosa di banale tipo “Buon natale e felice anno nuovo”. Insomma hai scelto un ottimo libro e rischi di scivolare malamente sulla dedica. Certo, ti dici, non sono uno scrittore, e la fantasia è quella che è, però, cavoli, è mai possibile che non riesca a scrivere due righe originali che rendono il mio regalo davvero unico.

Per venirti incontro, e ovviare a questa difficoltà, ho pensato di scrivere una lista di dediche personalizzate che puoi utilizzare se decidi di regalare Il peso specifico dell’Amore. Insomma un motivo in più (dei 50 in elenco), dal valore aggiunto, per scegliere di regalare il mio romanzo!

Ps. La lista è aperta. Scrivi in fondo la tua! Qual è la dedica più bella che hai ricevuto o che vorresti ricevere scritta in un libro?

A [nome],

  • Con l’augurio che il regalo più grande e prezioso di natale sia l’arrivo di un amore dal peso specifico pari al piombo!
  • Perché tu sei il mio Amore dal peso specifico più grande che c’è.  Come te, nessuno mai! Ti amo!
  • Perché fai parte dell’associazione Cuori infranti e questo romanzo può lenire un po’ il tuo dolore. Ti auguro presto di trovare la tua anima gemella!
  • Con l’augurio che il tuo cuore scalpiti sempre d’amore, per la vita, per te stesso, per ogni cosa che fai, e, perché no?, anche per me! ;o)
  • Perché l’anno scorso ti ho regalato un romanzo poco avvincente e quest’anno mi voglio rifare. Buona lettura!
  • Perché è un anno che mi tormenti con i tuoi crucci amorosi, con l’augurio che tu possa trovare risposta a tutti i tuoi dubbi sentimentali!
  • Perché non vorrei più sentire che vuoi farla finita, con l’augurio che tu possa riscoprire la gioia di vivere.
  • Perché a Natale si è tutti un po’ più buoni, così ho evitato di regalarti un banale e poco fantasioso 50 sfumature di grigio, e ho pensato bene di scegliere un gran bel libro.
  • Perché sei una persona emotiva, ti commuovi con niente, così ho scelto un romanzo che tocca; piangerai come un agnellino, ma ti farai anche grasse risate. In fondo non sono così masochista!
  • Ti  regalo questo libro perché tu e il tuo cane siete un unico essere, e alcuni brani ti faranno venire i brividi e amarlo ancora di più.
  •  Perché sono anni che cerchi di pubblicare un romanzo, e insomma puoi scoprire che ci sono altri che hanno passato le tue stesse vicissitudini e ce l’hanno fatta. Insomma che il 2013 sia l’anno giusto. Credici e non scoraggiarti mai!
  • Con l’augurio che tu riesca a realizzare tutti i tuoi sogni, proprio tutti (o perlomeno quelli più importanti!)
  • Con l’augurio che il 2013 sia l’anno che tu riesca a mandare a fanculo il tuo capo e trovarti il lavoro dei tuoi sogni!
  • Con l’augurio che tu, finalmente, dalla lettura di questo libro, possa capire come siamo fatte noi donne e cosa desideriamo in amore e ci fa sentire amate! E poi metterlo in pratica!
  • Con l’augurio che tu, finalmente, dalla lettura di questo libro, possa capire come siamo fatti noi uomini, quanto poco ci basta in amore e la smetta di avere pretese fantascientifiche.
  • Perché sei un/a grande amico/a un po’ svitato/a, ma nei miei momenti critici mi sei stato/a sempre vicino/a e di grande aiuto. Grazie di cuore!
  • Perché il tuo romanticismo tende all’infinito, e leggere le storie d’amore è il tuo carburante quotidiano. Buona lettura!
  • Per tutto quello che mi hai insegnato sull’amore, nelle sue infinite sfaccettature. Sei impagabile!
  • Perché ti innamori sempre dello/a stronzo/a di turno, con l’augurio che questo libro ti faccia capire dove sbagli… e che finalmente tu possa trovare l’altra metà della mela (in senso metaforico intendo!).
  • Perché sei un/a collega silenzioso/a ma capace di sorprendermi quando meno me l’aspetti. Con grande affetto!
  • Senza un motivo preciso, ma mi piaceva la copertina, il tuo segno zodiacale è la bilancia, e il tuo cuore è grande. Insomma mi sembrava un libro azzeccatissimo per te!

© 2018 Gianluca Antoni

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