Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

Tag: inconscio

# 049 – Quando la forza di volontà non basta: cosa fare

quando la forza di volontà non bastaQuando mi parlarono per la prima volta del libro di Allen Carr, È facile smettere di fumare se sai come farlo, fumavo un’unica sigaretta al giorno, nel dopocena, accompagnata da un bicchiere di vino Porto; insomma un piccolo momento di felicità come premio dopo una lunga giornata lavorativa. Non avevo bisogno di togliere quella sigaretta e potevo farne tranquillamente a meno. Poi questo mio paziente, grande fumatore, che per smettere ne aveva provate di tutte, dall’ipnosi all’agopuntura, un giorno disse di aver acquistato il libro in un’edicola alla stazione di Milano, di essere salito sul treno, di averlo letto tutto d’un fiato e, quando è sceso a Senigallia (circa 4 ore dopo), di aver smesso definitivamente.

– Il bello, dottore, è che questo libro non ti dice di smettere di fumare, anzi. Ti suggerisce di continuare mentre leggi. E soprattutto non è infarcito di tutti quelle belle motivazioni che ogni fumatore conosce perfettamente, dai danni alla salute ai soldi buttati via, che ti senti ripetere ogni volta da tutti quelli che vogliono farti smettere. Quel libro lì, senza che te ne accorgi, ti smantella tutte quelle convinzioni profonde, tra l’altro false, che alimentano la dipendenza dal fumo. E te le sostituisce con altre, nuove, migliori e più arricchenti, e alla fine del libro, provi così pena e tenerezza per te stesso che non ti viene più voglia di accendere anche solo una sigaretta.

– Caspita, – ho pensato. – Davvero interessante.

E così, incuriosito dall’aspetto psicologico del libro, alla fine della giornata sono passato in libreria e l’ho acquistato. Dopo averlo letto, in modo del tutto naturale, ho eliminato anche quell’unica sigaretta serale, quella apparentemente legata a quel momento di felicità.

Dove si nasconde la magia? Continue reading

# 012 Come migliorare il rapporto con il proprio inconscio

inconscio - calvin and hobbesDa qualche anno pratico l’ipnosi. Ho scoperto essere uno strumento molto utile e soprattutto efficace per aggirare l’attività critica della nostra razionalità e accedere direttamente a quel mondo emotivo che rappresenta la forza motrice del 99% delle nostre azioni. Quando propongo di fare l’ipnosi, qualche persona si irrigidisce sulla poltrona con stampato in volto la domanda: “cosa mi vuoi fare?

Questa reazione rivela due idee erronee:

  1. che l’ipnosi sia uno stato alterato di coscienza in cui l’ipnotista può farvi fare qualsiasi cosa come se diventaste una marionetta con i fili nelle sue mani e
  2. che l’inconscio sia la residenza dei vostri mostri interiori da cui rifuggire e da lasciar stare, della serie “non aprire quella porta”.

Niente di più sbagliato!

La realtà è che: Continue reading

# 011 Come affrontare una delusione

delusioneLa vita purtroppo (e per fortuna) ci pone spesso di fronte alla delusione scaturita dall’infrangersi di un sogno o dall’impossibilità di raggiungere un obiettivo. A ognuno di noi è capitato di affrontare una delusione d’amore, un colloquio di lavoro andato male, una gara sportiva non vinta, un voto al di sotto delle aspettative, un’amicizia tradita. L’emozione che si scatena spesso è forte e cocente e ci getta in uno stato di profondo sconforto che nel peggiore dei casi ci fa credere che la vita può solo che peggiorare.

Qual è il modo migliore per affrontare e superare la delusione?

Naturalmente non è disperarci o battere la testa contro il muro o strapparci i capelli o lamentarsi con il mondo di quanto siamo sfortunati, tutte reazioni che ci pongono in un atteggiamento vittimista che non fa altro che esacerbare il nostro stato.

Il modo migliore a mio avviso è “trovare” nel magazzino dei ricordi una personale pietra miliare a cui ancorarsi a testimonianza di come un obiettivo non raggiunto abbia aperto nuove strade, migliori, e di grandi soddisfazioni.

Ecco la mia. Continue reading

# 006 Perché reagiamo come reagiamo

perche-reagiamo-come-reagiamoQualche anno fa mi trovavo ad Agra, la città famosa per il meraviglioso mausoleo Taj Mahal che ogni foto dell’India riporta. Verso sera esco per fare una passeggiata tra le vie del centro ricco di costruzioni coloro rosso mattone reso ancor più vivido dalla luce del tramonto.

Appena uscito, un uomo alla guida di un tipico risciò, uno di quelli a pedali con il divanetto per i passeggeri dietro, mi si affianca e mi offre di portarmi in giro, in un tour delle attrazioni turistiche. Cortesemente rispondo di no, grazie, desidero davvero passeggiare, non mi va di andare in bicicletta. Lui non insiste e se ne va. Dopo neanche 100 metri ecco un suo collega che, esattamente come il precedente, mi offre il tour della città. Stessa risposta, da parte mia, sempre educata. Desidero passeggiare. Nel giro di poco tempo mi rendo conto che io, turista straniero, per i conduttori di risciò sono come un bersaglio fosforescente illuminato dai fari in piena notte e non ce n’è uno che non si affianchi per propormi lo stesso tour.  Rispondo di no a tutti, ma in modo sempre più scocciato e quasi maleducato. Sono seccato, voglio camminare in santa pace e ammirare la città, la gente, i colori senza essere importunato ogni due minuti.

Poi improvvisamente succede qualcosa di strano con l’ennesimo conduttore di risciò (il ventesimo o giù di lì): di fronte alla proposta di salire e di fare il tour della città, rispondo con mia stessa sorpresa e con un gran sorriso di . Non è l’esasperazione che mi spinge a salire, ma qualcos’altro che non riesco a capire. Contratto il prezzo, salgo e come pattuito mi porta in giro. Al termine gli chiedo di fargli una foto e lo pago. Lui cerca di “estorcermi” qualche soldo in più rispetto a quello concordato, non mi vuole dare il resto e si arrabbia pure quando lo esigo.  Sono contrariato con me stesso per questa seccatura: perché mi sono lasciato abbindolare quando volevo solo camminare? Continue reading

I sogni sono immunosoppressori del coraggio?

E a proposito di sogni, venendo a me (come se poi finora avessi parlato di qualcun altro), vorrei aggiungere che io i sogni … li detesto. Belli o brutti, non importa: sono tasse psicologiche sul sonno.
Io non ho nessuna curiosità per i sogni, non m’intrigano. Meno ne faccio, meglio sto. Non sono interessato a beneficiare dei loro insegnamenti, e tanto meno a fare la fatica d’interpretarli. Giuro su Miles Davis che il giorno in cui inventeranno una pillola che consente di dormire senza sognare, me ne compro un paio di camion. Odio l’emersione coatta delle consapevolezze procurata dall’attività onirica. Io, delle mie consapevolezze nascoste, rimosse o come accidenti vi dilettate a definirle, non ne voglio sapere. Pretendo che rimangano sepolte sotto il multistrato della coscienza e non riemergano di notte a vagarmi nel sonno come zombie senza il mio permesso. Se esiste l’inconscio ci sarà un motivo, giusto? Bene, io non ho intenzione di rovistarci dentro, perché penso che stia bene dove sta. E su questo preferirei non si aprissero dibattiti.
Ma sapete la cosa che proprio non posso soffrire dei sogni? Il fatto che remano contro le decisioni. Sono come grilli parlanti, però a sonagli, che si approfittano di sapere i cazzi tuoi per farci dei film prodotti da te e proiettarteli di notte a tradimento per rovinarti le convinzioni a cui sei pervenuto con enorme fatica.

Che poi qualcuno dovrebbe spiegarmi perché l’inconscio deve sempre averla vinta. Chi l’ha stabilito, che ha ragione lui? Se partiamo dall’assunto che l’inconscio dice la verità, allora mi domando cosa ce l’abbiamo a fare, il conscio. Se dobbiamo aspettare che l’inconscio ci parli per capire come stanno veramente le cose, quando pensiamo consciamente ci raccontiamo cazzate?
E se invece l’inconscio non fosse altro che il seminterrato psichico dove abitano le paure, che prendono la forma dei sogni e vengono a intimidirti come dei volgari bulletti quando hai appena preso una decisione importante, non dovremmo forse concludere che la funzione dell’inconscio sia semplicemente quella di farti cacare sotto?

I sogni affondano nella paura, sono immunosoppressori del coraggio. Producono ripensamento, rimorso, senso di colpa, remano contro la libera iniziativa, favoriscono la stagnazione. Il sogno è reazionario. Io non voglio sognare, va bene?

(da Terapia di coppia per amanti di Diego De Silva)

Cos’è l’inconscio e perché è il nostro miglior amico (e non il peggior nemico)

inconscioQuando si parla di inconscio non può che venir in mente Freud e la sua teoria: l’inconscio come sede delle nostre pulsioni irrazionali, sessuali ed aggressive, che vanno domate, respinte o addirittura rimosse. Il modello psicoanalitico è così radicato nella nostra cultura psicologica che molte persone temono il proprio inconscio, hanno paura di scoprire, in un eventuale percorso di psicoterapia, chissà quali mostri celati dentro di sé.

Niente di più sbagliato. L’inconscio freudiano è ben diverso dalle attuali concezioni della psicologia moderna che indicano con il termine inconscio tutte quelle attività mentali al di fuori delle nostra coscienza che spesso condizionano le nostre azioni. Anche la netta distinzione tra conscio e inconscio è da tempo superata in quanto la mente è un’unica entità sempre attiva, in continuo movimento, e ciò che ad un certo momento è inconscio può emergere e diventare conscio e viceversa. La distinzione rimane perciò puramente arbitraria e concettuale, ma può aiutarci in ogni caso a comprendere meglio come funziona la nostra mente.

L’inconscio innanzitutto è Continue reading

Cambiare è facile se sai come fare

tradizione sufi 01Non è vero! Cambiare non è facile, e diffida di chi te lo promette. Ma ciò non toglie che cambiare sia possibile e, ancor di più, che sia un percorso spettacolare e in alcuni tratti leggero. Nessun cambiamento avviene magicamente, e soprattutto nessuno può fare il lavoro al posto tuo. Spetta a te e a nessun altro, questo lavoro, esattamente come sei tu a scegliere il tuo partner.

Il problema di base non è cambiare, ma sapere come farlo. La porta del cambiamento è di fronte a te, vuoi aprirla, lo desideri da tempo, sai esattamente il tipo di benessere che ti aspetta dall’altra parte. Ci hai provato in tutti i modi, anche a spallate a buttarla giù, ma niente, non si apre. Cosa ti manca? Semplice, la chiave giusta!

Mentre sei qui che leggi, è attiva la tua mente conscia, la tua razionalità, che analizza il messaggio, lo trascrive e magari crea nuovi propositi. Ma nonostante questo le tue riflessioni non producono un cambiamento. Perché? Perché leggere un manuale di psicologia o di auto aiuto non funziona? Tante belle parole, tanti contenuti saggi che condividi, ma che non riesci poi a mettere in pratica? Perché, invece, capita che sia un romanzo a entrarti dentro e portare dei cambiamenti al tuo modo di vedere e di sentire senza nemmeno che te ne accorgi?

Semplice: esiste l’inconscio. E l’inconscio è responsabile del 99% dei tuoi comportamenti. Mentre stai leggendo, in questo stesso istante, il tuo inconscio, in modo del tutto automatico, svolge il resto delle attività. Regola la temperatura del tuo corpo, la respirazione, il battito cardiaco, la tua postura, registra i segnali sonori intorno a te, gli stimoli visivi periferici, evoca delle immagini, dei ricordi, delle emozioni, magari risponde correttamente a una domanda semplice che ti ha posto chi ti sta vicino, e una miriade di altre cose. La parte della coscienza è infinitesimale rispetto a tutto il resto.

Cambiare significa quindi agire sulla tua parte inconscia, la sede di tutti i programmi comportamentali, emotivi e affettivi che agiscono in modo automatico. La razionalità ha poco potere su di essa. Per cambiare si deve passare attraverso un’esperienza emotiva, un canale subconscio, che comunichi direttamente alla parte più profonda della tua mente. La consapevolezza del tuo modo di agire, di reagire e delle sue cause è importante, ma a volte non è sufficiente. Riprogrammare l’inconscio significa utilizzare il suo stesso linguaggio, un linguaggio metaforico, simbolico, emotivo. Per questo a volte un romanzo può essere più potente di un manuale di auto aiuto.

Nel Il peso specifico dell’Amore – the Workshop lavoreremo a un livello profondo, utilizzando un canale diretto verso l’inconscio. Lo possiamo chiamare canale ipnotico, immaginativo, metaforico. Ognuno di voi potrà trovare la chiave giusta per aprire la propria porta, unica e personale, verso il cambiamento.

© 2018 Gianluca Antoni

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