Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

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Cambiare: in teoria è semplice, è nella pratica che falliamo

Penso che in teoria possa essere così semplice. Tutti noi sappiamo cosa è bene e cosa è male. È la pratica che ci frega. Sappiamo che non dovremmo mai innamorarci del bastardo di turno che non gliene frega niente di te, e ti sfrutta quando può e quando vuole e poi ti abbandona come un assorbente usato. O della responsabile commerciale di un’azienda import/export di prodotti enogastronomici tipici che se la spassa con un Inglese, se vogliamo contestualizzare l’esempio. Lo sappiamo, cristosanto, che dovremmo starle alla larga, che andremmo incontro solo alla sofferenza e nient’altro, l’abbiamo chiaro in mente, eppure… noi ci troviamo pazzamente innamorati, ci comportiamo da idioti e ci lasciamo sfruttare per poi farci abbandonare nella prima discarica. Quindi, caro mio Scrittore Illuminato, dimmi come si fa in pratica a raggiungere questo stato, lascia perdere la teoria, che in teoria siamo bravi tutti, non solo tu. Non mi dire che l’amore non è al di fuori ma in profondità dentro di me, lo so, cristosanto. Dimmi come posso fare a non cercarlo più all’esterno, in Viki, dimmi questo, dimmi come posso non averne più bisogno, come si fa, dimmelo, dài dimmelo.

Il libro comincia a farmi mulinare le palle, come mille altri dello stesso genere, pieno di belle parole e bei propositi ma carenti del principio di realtà. Noi, gente comune, non siamo degli Illuminati. Siamo essere fallati, totalmente imperfetti, siamo Umani, e in quanto Umani commettiamo errori, diciamo bene e poi razzoliamo male. Così eravamo, così siamo e così saremo. Per sempre. Tu non puoi dire a un idiota che i suoi problemi li supererà quando si comporterà da intelligente. Non glielo puoi dire, perché quell’idiota lì, è un ritardato mentale, e mai diventerà intelligente. Potrà migliorare, questo sì, ma non diventerà Einstein, non può, è contro natura. Così io, non mi puoi dire che supererò i miei problemi quando diventerò un Illuminato. Io, Illuminato, non lo sarò mai e poi mai. Diventare un essere perfetto non è alla mia portata.” (da Il peso specifico dell’Amore di Gianluca Antoni – Italic, 2012)

Perché, quando si tratta di cambiare, in teoria sappiamo bene cosa fare ma falliamo nella pratica? Nei prossimi post proveremo a spiegarvelo.

Amore - Gianluca AntoniPort correlati: In quale fase del cambiamento ti trovi?

 

CONCORSO: “Vinci una copia de Il peso specifico dell’Amore (l’Originale) con dedica”

Condizioni per partecipare:

  1. Non aver ancora letto Il peso specifico dell’Amore (non me ne voglia chi lo ha già fatto, ma vorrei che il libro andasse a un nuovo lettore; mi farò perdonare e la prossima settimana metterò in palio una copia di Cassonetti; se hai già letto anche questo… be’, dovrai aspettare l’uscita del nuovo romanzo!
  2. Nei commenti al post pubblicato nella pagina Facebook de Il peso specifico dell’Amore dovrai indicare la motivazione per cui dovresti essere proprio tu a vincere questa copia, ad esempio “Perché sono un incallito romantico”, “Perché sono bloccata a letto e non ho niente da leggere”, ecc.
  3. Il concorso rimane aperto fino alle ore 24 di domenica 19 aprile.
  4. Il vincitore/la vincitrice sarà chi riceverà più “mi piace” alla sua motivazione (Invitate amici e conoscenti a votare la vostra motivazione!).
  5. 5. Se alla chiusura del concorso ci saranno partecipanti a pari merito, questi andranno al ballottaggio.

PARTECIPATE, CONDIVIDETE E VOTATE!!!

50 buoni motivi (+ 1) per regalare o regalarsi Il peso specifico dell’Amore (quello Originale)

il-peso-specifico-dellamore-antoni-originaleDopo quello che è successo… è stato naturale aggiungere (alla lista stilata qualche tempo fa) un altro buon motivo per regalare o regalarsi Il peso specifico dell’Amore (l’Originale) di Gianluca Antoni .

  1. Perché ho letto i commenti e le recensioni, e insomma, sembra proprio un gran bel romanzo!
  2. Perché la trama mi pare molto accattivante, proprio ciò che piace a te!
  3. Perché sei una persona romantica e adori i romanzi d’amore, quelli che fanno battere il cuore (e scritti pure bene!)
  4. Perché, purtroppo, hai subito una forte delusione d’amore e ancora ti devi riprendere.
  5. Perché qualcuno ti ha detto che sei incapace di amare.
  6. Perché hai tanti dubbi in amore, proprio tanti, e vorresti fare un po’ di chiarezza.
  7. Perché non sai bene cosa sia l’amore e vorresti scoprire qual è il suo peso specifico.
  8. Perché hai vissuto la perdita di una persona cara, un po’ ancora ci soffri, e vorresti superare il dolore.
  9. Perché adori il tuo cane, lo porti sempre dietro, e non potresti fare a meno di lui.
  10. Perché dici che i romanzi migliori sono quelli leggeri e profondi allo stesso tempo, che si leggono tutto d’un fiato.
  11. Perché ti lamenti sempre del tuo lavoro ma non trovi il coraggio di mollarlo… ancora.
  12. Perché nutri il sogno di pubblicare un romanzo, prima o poi, e forse è arrivato il momento che ti metti giù a scriverlo.
  13. Perché ti ho regalato Cassonetti a suo tempo, ti è piaciuto, e questo è una garanzia.
  14. Perché ti ho regalato Cassonetti, non ti ha convinto, ma voglio dare una seconda chance all’autore.
  15. Perché hai letto Cassonetti, ti sei affezionato ai personaggi e vuoi sapere come si sono ridotti 15 anni dopo.
  16. Perché mi hai raccontato che una volta avevi pensato di farla finita, credendo pure di avere delle ottime ragioni.
  17. Perché non riesci a capire le donne, e il loro modo così complesso di vivere i rapporti di coppia.
  18. Perché non riesci a capire gli uomini, con quel loro modo così semplicistico di vivere i rapporti di coppia.
  19. Perché adori ascoltare la semplice saggezza che traspare nel ragionamento innocente di un bimbo.
  20. Perché sei pazzamente innamorato/a, letteralmente fuori di testa, e non capisci più niente.
  21. Perché solo il titolo del libro mi sembra una garanzia.
  22. Perché ami i romanzi psicologici, introspettivi, che analizzano i moti dell’anima.
  23. Perché hai degli amici un po’ svitati (e io sono tra questi) che nei momenti critici ti sono stati di grande aiuto.
  24. Perché puoi leggerlo insieme alla persona che ami, e magari vi fa capire qualcosa di più sulle vostre divergenze.
  25. Perché non hai ancora imparato ad amarti abbastanza e vorresti capire come fare.
  26. Perché l’amore è il motore del mondo, e qui se ne parla in tutte le sue forme.
  27. Perché ti innamori sempre della persona sbagliata, e non ne puoi più!
  28. Perché sei una persona emotiva, ti lasci trascinare nelle relazioni, e a volte ci rimani sotto.
  29. Perché sei preoccupato di un amico che sta passando un brutto periodo (che non sono io) e non sai come aiutarlo.
  30. Perché fai parte del club dei cuori infranti, come socio ordinario.
  31. Perché hai perso un po’ di gioia di vivere, so che tieni duro, ma vorrei che riesplodesse in te, la gioia di vivere intendo.
  32. Perché adori lo stile asciutto, i dialoghi ironici e i flussi di pensiero.
  33. Perché butteresti il tuo capo giù dalla finestra, e temo tu possa riuscirci.
  34. Perché hai un collega silenzioso ma capace di sorprenderti quando meno te l’aspetti (che potrei essere io).
  35. Perché fai un lavoro statale e hai rinunciato ai tuoi sogni.
  36. Perché ti sei separato/a da poco con tutto il senso di fallimento che ne comporta.
  37. Perché preferisci di gran lunga i romanzi da cui è tratto il film piuttosto del film stesso, così intanto ti avvantaggi.
  38. Perché sei senza idee e se regali un buon romanzo fai sempre la tua “porca” figura.
  39. Perché non ne posso più dei libri tipo Le cinquanta sfumature di grigio & company, e anche tu!
  40.  Perché Il peso specifico dell’Amore è un romanzo di nicchia e la possibilità che qualcun altro ti faccia lo stesso regalo è remota.
  41. Perché conosci l’autore, sai che ha appena finito di ristrutturare casa e, insomma, i costi sono lievitati un botto, ha il mutuo e i debiti, sei di animo sensibile e vuoi aiutarlo.
  42. Perché ami la piccola editoria di qualità e detesti i grandi gruppi editoriali.
  43. Perché, anche se non leggi, il colore della copertina è in tinta con il tuo salotto.
  44. Perché è un bel prodotto,  l’edizione di qualità, la copertina piacevole al tatto e se ci infili il naso emana un buon profumo.
  45. Perché costa 18 euro, non è poco, ma nemmeno molto, il prezzo giusto per un regalo.
  46. Perché nell’eventualità un giorno Il peso specifico dell’Amore vendesse milioni di copie potrai farti grosso e dire di averlo letto quando ancora era sconosciuto.
  47. Perché non hai un motivo particolare, ma lo regali lo stesso.
  48. Perché lo hai già letto, e un romanzo così deve essere assolutamente regalato.
  49. Perché sì!
  50. Perché no?
  51. Perché detesto chi copia i titoli dei libri!

Ti vengono in mente altri motivi ?

Io ho l’Originale!

il_peso_specifico_dellamore_ioholoriginaleIl primo Selfie con Il peso specifico dell’Amore (Italic peQuod, 2012) di Gianluca Antoni, quello originale! Io l’ho letteralmente divorato… non so voi! Postate i vostri Selfie con Il peso specifico dell’Amore nella pagina Facebook del libro. Verranno pubblicati nell’album “Io ho l’Originale!”
Potete anche postare il Selfie su Instagram usando gli hashtag #ilpesospecificodellamore #ioholoriginale #iostocongianlucaantoni.

Una precisazione molto importante

Anche queste cose non devono succedere, che ti mettono in bocca parole che non hai detto. È uscito oggi un articolo su Il Resto del Carlino, nella pagina di Spettacoli Cultura/Società di Ancona dove riportano il caso del titolo del mio romanzo “accaparrato” dalla Mondadori. Il titolo recita Stesso titolo, ma libro diverso «Mi hanno plagiato, non ci sto», sottotitolo, Lo scrittore accusa la scrittrice Federica Bosco. 

Ecco, io non ho mai pronunciato e nemmeno scritto la parola plagio. Il plagio è ben altra cosa, decisamente molto più grave, e non c’è plagio nel romanzo della Bosco. Queste parole rischiano di farmi passare dalla parte del torto. Con il giornalista ci siamo scambiati solo delle email, in cui mi chiedeva se poteva riportare virgolettato ciò che avevo scritto nel post Io non ci sto. Chiaramente l’ho autorizzato, quelle sono parole mie. E infatti nell’articolo riporta precisamente stralci di quello che ho scritto. Ma non abbiamo parlato né al telefono né di persona. Sono molto rammaricato di quello che è successo e gli ho inviato subito un’email di protesta.

Tra l’altro, come ho già scritto nel post di ieri #iostocongianlucaantoni io non accuso Federica Bosco, ma me la prendo con la Mondadori per questo fatto.

Invito tutti coloro che riportano la notizia di essere precisi, nelle parole e nei fatti.

Io non ci sto!

il-peso-specifico-dellamore-antoni-boscoIo non ci sto! Non così.

Scrivi un romanzo, lo fai con il cuore, con l’anima, ci metti pezzi di te, della tua vita e di tutto quello che hai imparato sull’amore, di tutto quello che ti hanno insegnato le persone che ami e quelle che hai avuto la fortuna e l’onore di accompagnare nel loro cammino psicologico. Ne emerge un punto di vista, discutibile ma sincero. E ne viene fuori una teoria dell’amore, dell’amore a 360 gradi, non solo di quello di coppia. Dell’amore verso un padre sobrio di incoraggiamenti, dell’amore incondizionato di un cane, dell’amore per il proprio lavoro e il proprio talento, dell’amore per se stessi, dell’amore per la vita e dell’amore disperato di chi della vita vuole disfarsene.

E Peter Stroppa, il protagonista del romanzo, ci si tuffa a capofitto in questo amore, in questo amore che non riesce a dare e pensa di non poter ottenere. Fino a toccare il fondo, e capirne l’essenza, il suo peso specifico. Qual è il peso specifico dell’amore, si chiede, è utopico misurarlo? Cosa succederebbe se inventassero un Tecnomisuratore dell’Amore, un congegno elettronico che ti segnala in termini oggettivi e scientifici quanto sei innamorato? Tipo un orologio da polso che sul display ti indica un valore, il valore dell’amore. Un valore assoluto, oggettivo, scientificamente supportato. Tu lo guardi, e capisci quanto ami in termini numerici: dieci, cento, mille. Insomma un congegno che ti indica il peso specifico dell’amore. Cosa succederebbe all’umanità se vivesse con la consapevolezza di ciò che ama davvero piuttosto di rincorrere falsi miti? Questo si chiede Peter nel suo cammino, a volte goffo ma certamente umano, di entrare in contatto con la propria capacità di amare e sentire l’amore.

E il titolo del romanzo non poteva che essere Il peso specifico dell’Amore. Un romanzo che esce nel 2012 con il piccolo editore Italic peQuod, un bastimento che naviga nelle acque agitate dalle petroliere della grande editoria, attento a non farsi schiacciare, mantenendo la rotta con il lavoro certosino di pubblicare ciò in cui crede, a dispetto di un mercato che sempre più mira ai risvolti economici. E quel romanzo entra nei cuori di chi lo legge, ci scava dentro, fa riflettere, ridere, piangere. A qualcuno fa addirittura passare la voglia di farsi fuori, pensate un po’.

E piano piano un piccolo esercito di lettori se ne innamora, lo acquista e lo regala. Tieni, leggilo. E il passaparola, a tre anni dall’uscita, va ancora avanti. Lento, ma imperterrito. Una piccola magia.

E il tuo sogno, come scrittore, è che questo romanzo possa un giorno raggiungere quante più persone possibili, e ci credi, e sai che un giorno, non sai quando, ma lo sai perché lo senti, arriverà in bella vista sugli scaffali delle librerie, nel luogo che ha dimostrato di meritare, e non più solo di costa sperduto tra mille, nell’angolo dedicato alle piccole case editrici.

Finché una mattina ti svegli, e scopri che Il peso specifico dell’Amore è già sugli scaffali, in bella vista, con tanto di promozione. Ma il dramma è che non si tratta del tuo romanzo, no. È di Federica Bosco, edito da Mondadori. Ti hanno rubato il titolo, quel titolo che caratterizza come non mai il tuo romanzo. Se ne sono appropriati così, d’emblée, come se l’era di internet dovesse ancora bussare alle porte e non si potesse sapere se quel titolo esiste già. D’altronde, quando un titolo ti piace tanto, perché farsi scrupolo di scoprirlo?

Ora, non so come sia questo peso specifico della Bosco, magari è anche un bel libro, ma non è questo il punto. Il punto è che è avvenuto un saccheggio, un saccheggio in piena regola, che non indispettisce solo me e la piccola casa editrice che cerca di non essere schiacciata dal monopolio editoriale, indispettisce anche ogni singolo lettore de Il peso specifico dell’Amore, di quello originale, quello di Gianluca Antoni edito da Italic peQuod

Perciò non ci sto, statene certi, miei prodi lettori. Lo difenderò con le unghie e con i denti. Perché lo amo, questo romanzo. Lo amo di quell’amore dal peso specifico pari al piombo ma leggero come una piuma che auguro a tutti di provare!

Ciurma, all’arrembaggio! 

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