Lo chiamavamo Mad Max perché gli saltava subito la mosca al naso, andava in escandescenza anche per una cosa innocua come lo squillo del telefono. Ma appena tirava su il telefono ostentava grande calma e un’eleganza impeccabile. Era assolutamente incredibile. Riagganciava e ritornava il solito Mad Max”.

La scena tratta dal film The Wolf of Wall Street che mostra la reazione del padre di Jordan Belfort quando, comodamente seduto di fronte alla tv mentre guarda la serie televisiva Un giustiziere a New York, riceve una telefonata è esilarante. E Mad Max è l’emblema della schizofrenia che si instaura tra il contenere le emozioni mostrando un aplombe ammirevole e il dargli libero sfogo esibendo il peggio di sé, come se fossero l’espressione di due persone dai caratteri diametralmente opposti.

Sebbene Mad Max sia una caricatura cinematografica, non è difficile identificarsi. Quante volte ci capita di indossare in pubblico perfette maschere gentili da persone perbene che nascondono vulcani emotivi che poi lasciamo eruttare solo nel privato al cospetto, purtroppo, dei nostri cari? Continue reading