Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

Tag: pensieri

# 020 – Il cervello in pillole

Cervello-trinoIn uno studio condotto dall’Università della California si è riscontrato che nominare uno stato affettivo riduce l’attivazione limbica del cervello, ossia di quella area deputata a creare e regolare le emozioni e i sentimenti. Questo significa che sapere cosa ci succede “dentro” – conoscere l’anatomia e il funzionamento del nostro sistema nervoso – ci offre l’opportunità di gestire meglio le nostre emozioni, i nostri vissuti, i nostri stessi pensieri e di stimolare il cambiamento che desideriamo.

Non occorre diventare medici, basta possedere qualche nozione di base, in modo da essere consapevoli di quali aree del nostro cervello vengono attivate quando ci comportiamo in un certo modo e di cosa possiamo fare per attivarne altre o stimolare l’integrazione quando vogliamo cambiare.

Sigmund Freud, con la sua mentalità scientifica, avrebbe fatto carte false per avere a disposizione la tecnologia moderna per mappare l’attivazione neurale, e, sicuramente, ciò lo avrebbe portato a ipotizzare un modello diverso di come funziona la mente, un modello più vicino alla realtà dei fatti.

Al giorno d’oggi la sfida delle neuroscienze è proprio questa: fare chiarezza circa la complessità del nostro cervello, e fornire una base scientifica e fisiologica ai processi psicologici. Sfida non da poco, dato che compressi nella nostra scatola cranica abbiamo: Continue reading

# 009 Fino a che punto abbiamo il controllo della nostra vita

Figura 1

figura 1

Non tutto è sotto il nostro controllo. Di certo non lo era, per quel povero autista di autobus, il meteorite che l’8 febbraio 2016 si è schiantato nei pressi del campus universitario a Vellore, città nel sud dell’India, uccidendolo. E se, come ha scritto qualcuno, si tratta del primo caso documentato di un uomo ucciso da un meteorite, possiamo di certo affermare che  il povero sventurato si trovava nel posto sbagliato nel momento sbagliato.

Poteva avere il controllo della situazione? Assolutamente no.

E come la caduta delle meteoriti, non possiamo avere il controllo di tante altre cose come gli incidenti fortuiti, il tempo meteorologico, le calamità naturali, la comparsa di malattie non causate da condotte insane, le morti accidentali e tante altre cose che non dipendono dalla nostra condotta.

Insomma, messa così, sembra che siamo in balia degli eventi.

Ma così, per fortuna, non è.

Come ci sono tante cose di cui non abbiamo il controllo, ce ne sono altre invece in cui lo abbiamo. Quello che possiamo fare è avere chiaro su cosa e fino a che punto abbiamo il controllo sulla nostra vita, in modo da aumentare al massimo il nostro potere di incidere sul nostro destino e saper rispondere in modo appropriato ai diversi eventi che ci capitano (figura 1). Continue reading

# 007 Mente: istruzioni per l’uso

mente-istruzioni-per-luso-01Hai mai montato un mobile Ikea senza le istruzioni di montaggio? Se ti è capitato ti sarai accorto di quanto risulti difficile, mentre con le istruzioni sottomano, seguendo passo passo le immagini, diventa tutto più semplice. Ecco perché qualche semplice schema sul funzionamento della nostra mente può aiutarti a chiarire meglio ciò che è stato trattato finora e, come un libretto di istruzioni, può fornirti un modello per intervenire laddove senti l’esigenza di cambiare.

Se hai letto le prime lezioni, puoi aver notato che il filo conduttore comune è stato ciò che rappresenta un assioma del funzionamento della mente ossia che la realtà psicologica, quella che percepiamo, viviamo e a cui reagiamo, è totalmente soggettiva.

Come illustrato in figura 1, ogni evento che ci accade (tranne le reazioni istintive con un tempo di reazione al di sotto del secondo, ad esempio quando reagisci ad uno spavento) viene filtrato attraverso le nostre personalissime lenti e determina la nostra reazione in termini di:

  • emozioni
  • pensieri
  • e comportamenti.

L’evento non necessariamente è qualcosa di esterno che ci accade, come ad esempio incontrare un vecchio amico, ma può essere anche interno come un ricordo (se penso all’ultima volta che ho incontrato quel vecchio amico) o un’immagine (se penso a quando lo incontrerò la prossima volta) (figura 2). Continue reading

# 003 Not always a beautiful mind

a_beautiful_mindIl bel film A beautiful mind racconta la vita del matematico americano e premio nobel John Nash affetto da una grave forma di schizofrenia paranoide che lo induce a pensare di essere stato ingaggiato da un agente dei servizi segreti che gli affida il compito di decifrare i codici inseriti negli articoli di giornali per sventare un attacco atomico dei russi. I deliri e le allucinazioni lo portano a crearsi una realtà parallela a quella della sua vita di tutti i giorni di docente universitario e marito, altrettanto reale ai suoi occhi, una realtà che lo spinge in un’attività spasmodica di ricerca dei codici per stilare un rapporto che depositerà settimanalmente nel luogo indicato dall’agente che lo ha ingaggiato.

La storia ci mostra che in gravi disturbi psicologici la realtà creata dall’immaginazione viene considerata e vissuta come reale e determina tutti i comportamenti della persona. In questi casi le allucinazioni e i deliri diventano la realtà,in quanto la persona non si rende conto che ciò che vede, ciò che sente e ciò che pensa siano completamente irrealistici.

La schizofrenia è un caso estremo, vero, ma sei proprio sicuro che la tua mente non funzioni allo stesso modo? Certo, tu non ha mai avuto deliri o allucinazioni o pensieri paranoici, tu sei “normale” o al limite leggermente nevrotico, e mantieni sempre il contatto con la realtà, ma ci metteresti la mano sul fuoco che non ti capita mai di reagire a una realtà che “vedi” solo tu? Continue reading

# 002 Vediamo per quello che siamo

Figura ambigua Donna Giovane-Anziana (da Boring, 1930)

Figura ambigua
Donna Giovane-Anziana
(da Boring, 1930)

Quando il discepolo è pronto, il maestro arriva” recita un detto egiziano. Forse è proprio questo il segreto di quel segno che certi libri ci lasciano, mentre altri, altrettanto belli o interessanti, scivolano nell’oblio o vengono abbandonati prima della fine. Non ricordo bene come mi sono imbattuto nel libro di Stephen R. Covey, Le 7 regole per avere successo, ma era il novembre del 2005 come riporta la mia grafia sulla prima pagina (segnare il mese e l’anno di lettura è una mia piccola mania), e io evidentemente avevo una gran “fame” di psicologia del cambiamento personale per farmelo diventare uno di quei libri maestri, uno di quelli che ti entrano dentro e lì rimangono, indelebili.

Ho condiviso molti degli insegnamenti di Stephen R. Covey decine e decine di volte in aula, ma uno su tutti rimane il mio preferito, con tanto di esperimento.

Osserva la figura: cosa vedi?

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100 brevi lezioni di psicologia – Presentazione

100-brevi-lezioni-di-psicologia_presentazioneCon questo post inauguro la nuova rubrica 100 brevi lezioni di psicologia che scriverò con frequenza più o meno settimanale. L’obiettivo è di pubblicare brevi articoli di psicologia dal taglio pratico e concreto. Non aspettarti perciò lezioni cattedratiche e disquisizioni teoriche su Sigmund Freud, Carl Gustav Jung, Milton Erickson, Burrhus Skinner o altri, perché non affronterò i temi da un punto di vista teorico.

Quello che farò invece sarà di introdurre i singoli argomenti in modo molto semplice, come spunti di riflessione, con lo scopo di mettere un po’ in discussione le convinzioni, le conoscenze e i modi di affrontare la vita e offrirti suggerimenti pratici (cose da fare) per apportare qualche piccolo cambiamento nella quotidianità e riscontrarne gli effetti. Il tutto chiaramente con l’obiettivo di star meglio con te stesso e con le persone a cui tieni.

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© 2018 Gianluca Antoni

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