Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

Tag: romanzo

Cassonetti scala 85240 posizioni nella classifica Bestseller di Amazon!

Sai com’è, visualizzi il sogno, e nel tuo sogno ci sei tu che sfogli il giornale e scopri Cassonetti nella top 10 dei libri più venduti . Naturalmente è un sogno.
Comunque sei lì curioso che ti chiedi: ma tra tutti i libri venduti, in quale posizione si trova Cassonetti? E come farlo a saperlo? Sì, è facile scovare in internet la top 100, ma dato che il tuo romanzo sicuramente non ci rientra, la tua domanda rischia di rimanere aperta. E invece…

Invece scopri, alla fine di gennaio, che nel sito di Amazon sulla scheda del libro c’è la voce “Posizione nella classifica Bestseller di Amazon“. Così, come in un videogioco, ora puoi monitorare l’andamento delle vendite. Certo, si riferisce al sito, ma essendo uno dei maggiori siti on-line di vendita di libri, ti dici che forse rappresenta una fotografia della realtà.

Beh, per farla breve: al 30 gennaio 2011 Cassonetti risultava al numero 86113 nella classifica bestseller, oggi, 28 febbraio, alle quindici e trenta circa, si colloca al 873° posto!
Cavoli, in un mese è risalito di ben 85240 posizioni!

Ti accorgi che la classifica è molto fluttuante, immagini aggiornata in tempo reale in base agli ordini. Tu comunque continui a seguirla. Chissà, magari tra un po’ di tempo te lo trovi tra i primi 100, Cassonetti! Tra i top 10, quello no, quello è un sogno!

Ancora.

Ps. Al momento attuale Amazon indica che Cassonetti non è disponibile, questo gli farà perdere posizioni! Rassicuro chi fosse interessato ad acquistarlo che lo potete trovare su altri siti come: LaFeltrinelli, Ibs, Bol, LibreriaUniversitaria e altri ancora.

Recensione di Giovanni Pacchiano su Il Sole 24 Ore

“Arruffato, scanzonato, beffardo. Irrisolto, come il fiume della vita. Ecco ciò che pensiamo del curioso e gradevole romanzo d’esordio di Gianluca Antoni, Cassonetti.” Esordisce così la recensione di Giovanni Pacchiano pubblicata ieri nell’inserto domenicale de Il Sole 24 Ore.

Mi ci ha chiamato il mio editore, Marco Monina, per dirmelo. Di domenica mattina e, per chi conosce Marco, solo questo è un evento. “È uscita una bella recensione di Cassonetti su Il Sole 24 Ore di oggi!” – mi scrive poi in un sms, perchè io, quando posso, la domenica mattina dormo e il cellulare lo tengo spento – “Hai visto? Non bisogna demordere!”, conclude.

Così preso dalla frenesia sono corso in edicola e ne ho acquistate tre copie, del giornale: una per leggerla (e stropicciarla), una per regalarla e l’ultima per archiviarla.
Ho da sempre avuto un timore reverenziale per l’inserto domenicale de Il Sole 24 Ore. La cultura passa di lì, in quegli articoli, pensavo. Mai avrei immaginato che potesse uscire un articolo sul mio romanzo. E invece. Guarda un po’ come gira il mondo!

Caro Marco, non demordo, di certo non ora. Ho atteso tanto per pubblicare Cassonetti, con grandi frustrazioni e attimi di scoraggiamento. Il pensiero di demordere mi ha sfiorato a volte, devo ammetterlo. Ma adesso più che mai sono convinto che ne è valsa la pena. E ogni commento e recensione è un pillola di incoraggiamento a scrivere, e migliorarmi.
Tra l’altro, Cassonetti è già alla prima ristampa, non male per un romanzo di uno scrittore esordiente sconosciuto.

Insomma… avanti tutta e Ottimisti a ragione! come recita, e non a caso, il titolo dell’inserto domenicale de Il Sole 24 Ore di ieri!

Per chi volesse leggere la recensione di Giovanni Pacchiano eccola qui: Ironia da studenti per sfidare l’esistenza

Recensione di Cassonetti su Vivere Senigallia

Quando leggo recensioni come quella di Giovanni Frulla, mi chiedo meravigliato se sia stato davvero io a scrivere Cassonetti! Fa un piacere immenso… inutile nasconderlo!

Giovanni Frulla (Vivere Senigallia, 28/01/11)
È una prova di scrittura convincente quella che possiamo leggere nelle pagine del romanzo di Gianluca Antoni (Cassonetti, Italic, 2010, 234 pp.), dove vengono descritti, ripercorrendo le varie fasi di una vita universitaria con tutta probabilità molto vicina all’esperienza autobiografica dell’autore, i momenti principali del percorso di un fuorisede, studente di psicologia, perennemente scisso tra i dubbi esistenziali di una età decisamente travagliata e le necessità della vita concreta.
Il romanzo si svolge infatti in un continuo oscillare tra elevate aspirazioni (e sogni idealizzati) e routine quotidiana, di sicuro non esaltante, ma senza ombra di dubbio “viva” e presente.
Cosa si muove davvero nell’animo del protagonista? Non siamo mai in grado di coglierlo con precisione: ed è questo l’aspetto più intrigante della narrazione. Così come nel corso del romanzo da un certo punto in poi non riusciamo più a distinguere, tra spostamenti di scena, arditi e frequenti déjà vu, momenti di rapimento onirico o di pura immaginazione, i piani della realtà dei personaggi, in particolare del personaggio principale, Peter, combattuto nella sua indecisione perenne e vittima di un pessimismo che rischia di far fallire in lui ogni esperienza d’amore e gli impedisce di vivere a pieno e con passione i momenti belli della vita.
Antoni racconta la vicenda di Peter e dei suoi coinquilini con uno stile energico, deciso, evitando elucubrazioni sottili e pesantezze formali, riportando con estremo realismo (a volte anche eccessivo) i dialoghi, le abitudini, i rituali propri di un mondo – quello universitario – che sembra prendere forma dalle sue parole e delinearsi con chiarezza nella fantasia del lettore. Un mondo perennemente insoddisfatto, in fermento, in continuo divenire, alla ricerca di una felicità spesso introvabile e altre volte invece semplicemente esorcizzata da battute di basso profilo, finalizzate a sdrammatizzare la cruda realtà o – più codardamente – a rinviare le scelte decisive.
La vita quotidiana in un appartamento universitario, insomma, dove con estrema naturalezza ci si confronta sui massimi sistemi così come sulle questioni più banali.
Si possono individuare due chiavi di lettura del romanzo (ma potrebbero essere anche di più). Da un lato Continue reading

La guardia di Andrea Caterini

Quando finisco un romanzo mi piace inviare qualche riga di commento all’autore. Così ho fatto con Andrea. La sua risposta mi ha fatto capire cose del suo romanzo che avevo intuite in parte o addirittura non colte affatto. Riporto di seguito il breve carteggio, utile per chi voglia cimentarsi nella lettura di questo romanzo coraggioso.  

“ciao andrea,
ho finito di leggere il tuo romanzo, e ti scrivo per comunicarti le mie impressioni. innanzittutto è scritto bene. hai uno stile molto lontano da quello che più amo (amo il genere minimalista), ma devo riconoscere che c’è un’ottima padronanza della scrittura. il tuo stile è poetico (non so sei anche poeta) e romantico. la storia di alessandro, mi sembra una storia di espiazione, espiazione di una colpa non sua. è una storia amara, senza lieto fine e forse per questo vera. alla fine, una storia di impotenza, che gioca il destino beffardo in quella potenza sessuale con magdalena. è un romanzo tosto, di spessore, e anche coraggioso. direi non facile da digerire, ti rimane un po’ come un pugno allo stomaco per aver abbassato la guardia! ti faccio gli auguri di un 2011 ricco di successi editoriali!
ciao
gianluca”

“carissimo gianluca,
innanzitutto ti ringrazio di cuore per la tua attenzione e per la lettura che hai dato del mio romanzo. mi fa molto piacere leggere quello che hai scritto. sullo stile ho lavorato moltissimo nel tempo (non sono un poeta anche se di poesia ne ho letta molta, pensa che la mia prima passione, ancor prima della narrativa, è sempre stata la critica letteraria!), quindi se è la prima cosa che, in qualche modo, colpisce, non posso che esserne felice. anche per quanto scrivi sulla storia sono molto contento. cercavo di ricostruire una tragedia greca con soggetti e storie contemporanee. guardare alla cronaca di questo paese ma poi subito liberarsene per cercare un significato universale della realtà che ci viene incontro come un pugno, appunto (e tutti noi, in quel momento fatidico, non siamo mai pronti a riceverla, per questo “la guardia” è un libro dedicato a chiunque non è stato capace ad essere pronto a ricevere gli urti con la realtà, a chi ha sbagliato ed errato pur pensando di fare il bene, il proprio e quello altrui).
Insomma, grazie davvero, questi messaggi sono sempre motivo di gioia.
un carissimo saluto
andrea”

Benvenuto nel Blog Sogni nei Cass(on)etti!

testata03.jpgDicono che bisogna avere un blog, altrimenti come puoi far conoscere il tuo romanzo. Dicono che gli scrittori esordienti devono farsi un mazzo tanto per trovare spazio. Vai in libreria e lo vedi cosa occupa gli scaffali. Chiami i librai e ti dicono che fino a quando non sei famoso non ne vale la pena, di organizzare un incontro. Non tutti, per fortuna. Per non parlare delle recensioni sulle riviste. Ottenerne una è una guerra, dicono.
Dicono però che il web sia ancora libero, che il web sia estraneo alle logiche di mercato, che il web possa darti visibilità, se lo utilizzi bene. Dicono un sacco di cose, dicono, gli esperti. Dicono che i blog possono funzionare, se impari ad usarlo. Allora eccomi qua, ancora incompetente e ignaro, a scrivere il mio primo post di benvenuto.
L’ho intitolato, il mio blog, Sogni nei Cass(on)etti, sottotitolo Cronaca di un romanzo. L’ho intitolato così perché Cassonetti è il titolo del mio primo romanzo. L’ho intitolato così anche perché Cassonetti è uno dei miei Sogni nel Cassetto. E l’ho intitolato così perché vorrei parlare dei sogni nei cassetti. Ma pure di quelli nei cassonetti, ossia quelli dimenticati o gettati al vento. Vorrei parlare di come coltivarli, i sogni, di come alimentarli e infine realizzarli. E Cassonetti è lo spunto, perché Cassonetti è un sogno divenuto realtà. Un sogno a lungo atteso.
Ma non basta realizzarli, i sogni. Dopo comincia il bello e, credetemi, non ho la più pallida idea di come andrà a finire.

© 2018 Gianluca Antoni

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