sfidaA 13 anni Mirco era un ragazzino grassottello. La cosa non gli creava particolari problemi, considerava il peso del suo corpo normale finché sua madre non lo portò al cospetto dal Dr Salvo che vedendolo, quasi scandalizzato, disse secco questa frase:

– Signora, suo figlio è obeso. Con questo fisico non combinerà mai nulla nello sport come nella vita!

Quelle parole colpirono al cuore il ragazzino.

– Ci rimasi di stucco! – mi racconta infervorato. – Un caterpillar sarebbe stato più delicato di quello str***o di medico. Certe persone dovrebbero essere interdette dalla professione.

Mirco ora ha 40 anni, ha il fisico asciutto e atletico, è un imprenditore di successo. La cosa più lontana dalla profezia del medico.

– Dopo essere uscito dal suo studio ero imbufalito. Odiavo quel medico; quelle parole mi avevano rovinato la vita e dissi a me stesso che glielo farò vedere se aveva ragione o meno. Mi impressi nella memoria il suo nome, e non lo avrei più scordato.

– A 35 anni – continua, – ho fatto la mia prima maratona. Quando ho tagliato il traguardo mi è tornato in mente il Dr. Salvo e le sue parole, così il giorno dopo sono andato a cercarlo. Quando ho citofonato al suo studio e ho detto il mio nome, lui mi ha risposto che non aveva un appuntamento con me. Lo so, ho risposto, ma ce l’ho io con lei, un appuntamento, mi faccia salire. Quando sono entrato nel suo studio naturalmente non mi ha riconosciuto e così mi sono presentato: io sono quel ragazzino a cui, circa 20 anni fa, ha detto secco che ero obeso e che non avrei combinato nulla nello sport e nella vita. Bene, sono venuto per portarle la medaglia della maratona che ho concluso ieri. Eccola, la guardi bene. Come può notare, dietro c’è scritto il nome di quel ragazzino obeso. Tutto questo per dirle che lei non è un bravo medico e che farebbe un favore all’umanità se cambiasse lavoro. Mi sono ripreso la medaglia e me ne sono andato.

Mirco rimane qualche istante in silenzio. Si legge la fierezza nei suoi occhi. – Da allora, ne ho fatte altre dieci, di maratone, – aggiunge poi.

 – Cosa prova per quel medico ora? – chiedo. Continue reading