Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapeuta Ipnotista, Scrittore, Career Coach, Formatore

Tag: stanchezza

# 045 – Il potere magico dell’accettazione

il potere magico dell'accettazioneUno dei momenti più belli della mia giornata è quando preparo i miei figli per andare a letto; in particolare Elia, il più grande, con cui, data l’età (4 anni), c’è molta più interazione rispetto al piccolo. La preparazione è un momento di gioco, di scherzi, di chiacchiere, di divertimento: un momento speciale in cui “recuperare” la lontananza forzata dopo un’intera giornata di lavoro fuori casa.

A volte però questo momento diventa una vera e propria battaglia. Elia non ne vuole sapere di svestirsi, lavarsi e mettere il pigiama. Qualsiasi diversivo, scherzo o gioco non hanno alcun potere. Quando lo costringi, Elia si mette a piangere, fa mille capricci e con le lacrime agli occhi mi dice – Papà, vai via, vai via, vai via, non ti voglio!

Lo ripete guardandomi negli occhi e respingendomi fisicamente con le braccia e con le gambe. E più mi avvicino e insisto, più ripete: – Papà, vai via!

La cosa terribile è che sento tutta la sua sincerità in quello che dice: Elia davvero non mi vuole. E infatti lo ribadisce e quasi sempre chiude con la frase – Voglio mamma!

Le prime volte che questo succedeva sentivo una vera e propria pugnalata al cuore: non riuscivo ad accettare il rifiuto di mio figlio, per cui provo un amore viscerale incondizionato. Non lo meritavo, non gli avevo fatto nulla di male. Continue reading

# 038 – Il potere di non aver nulla da perdere

il potere di non aver nulla da perdereLucia mi chiese un consulto psicologico diversi anni fa. Era stanca del suo lavoro in un’azienda informatica. Stare tutto il giorno davanti al computer non era mai stata la sua ambizione, ma, nonostante questo, le riusciva bene e il capo le aveva affibbiato sempre più responsabilità portandola a lavorare molto più delle 8 ore giornaliere da contratto. Inoltre non riusciva a staccare la spina, e le preoccupazioni lavorative invadevano i suoi pensieri anche durante i giorni liberi. D’altronde si trattava di un lavoro a tempo indeterminato in un’azienda solida e se l’avesse lasciato non avrebbe avuto valide alternative.

Il suo sogno professionale era di lavorare in agenzia che organizza eventi, settore per cui aveva studiato, ma le opportunità lavorative trovate finora erano pari a zero e, soprattutto, non aveva materialmente tempo per cercarle; quando tornava a casa era sfinita, e il solo pensiero di mettersi nuovamente davanti al computer la nauseava.

In ogni caso voleva licenziarsi, sentiva essere la scelta giusta, ma non ne aveva il coraggio: il solo pensiero la metteva nel panico.

Chiesi se poteva chiedere un part-time in modo da avere tempo libero per cercare un’altra occupazione ed essere comunque economicamente protetta, ma disse che il capo non lo concedeva a nessuno, nemmeno alle neo-mamme.  Vagliammo perciò un piano d’azione alternativo per cercare nuove opportunità professionali. Lucia mi salutò dicendomi che mi avrebbe ricontattato quando avrebbe fatto i passi di cui avevamo discusso.

Non passarono settimane, ma alcuni anni prima di ricontattarmi. Continue reading

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