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il-peso-specifico-dellamore-antoni-boscoIo non ci sto! Non così.

Scrivi un romanzo, lo fai con il cuore, con l’anima, ci metti pezzi di te, della tua vita e di tutto quello che hai imparato sull’amore, di tutto quello che ti hanno insegnato le persone che ami e quelle che hai avuto la fortuna e l’onore di accompagnare nel loro cammino psicologico. Ne emerge un punto di vista, discutibile ma sincero. E ne viene fuori una teoria dell’amore, dell’amore a 360 gradi, non solo di quello di coppia. Dell’amore verso un padre sobrio di incoraggiamenti, dell’amore incondizionato di un cane, dell’amore per il proprio lavoro e il proprio talento, dell’amore per se stessi, dell’amore per la vita e dell’amore disperato di chi della vita vuole disfarsene.

E Peter Stroppa, il protagonista del romanzo, ci si tuffa a capofitto in questo amore, in questo amore che non riesce a dare e pensa di non poter ottenere. Fino a toccare il fondo, e capirne l’essenza, il suo peso specifico. Qual è il peso specifico dell’amore, si chiede, è utopico misurarlo? Cosa succederebbe se inventassero un Tecnomisuratore dell’Amore, un congegno elettronico che ti segnala in termini oggettivi e scientifici quanto sei innamorato? Tipo un orologio da polso che sul display ti indica un valore, il valore dell’amore. Un valore assoluto, oggettivo, scientificamente supportato. Tu lo guardi, e capisci quanto ami in termini numerici: dieci, cento, mille. Insomma un congegno che ti indica il peso specifico dell’amore. Cosa succederebbe all’umanità se vivesse con la consapevolezza di ciò che ama davvero piuttosto di rincorrere falsi miti? Questo si chiede Peter nel suo cammino, a volte goffo ma certamente umano, di entrare in contatto con la propria capacità di amare e sentire l’amore.

E il titolo del romanzo non poteva che essere Il peso specifico dell’Amore. Un romanzo che esce nel 2012 con il piccolo editore Italic peQuod, un bastimento che naviga nelle acque agitate dalle petroliere della grande editoria, attento a non farsi schiacciare, mantenendo la rotta con il lavoro certosino di pubblicare ciò in cui crede, a dispetto di un mercato che sempre più mira ai risvolti economici. E quel romanzo entra nei cuori di chi lo legge, ci scava dentro, fa riflettere, ridere, piangere. A qualcuno fa addirittura passare la voglia di farsi fuori, pensate un po’.

E piano piano un piccolo esercito di lettori se ne innamora, lo acquista e lo regala. Tieni, leggilo. E il passaparola, a tre anni dall’uscita, va ancora avanti. Lento, ma imperterrito. Una piccola magia.

E il tuo sogno, come scrittore, è che questo romanzo possa un giorno raggiungere quante più persone possibili, e ci credi, e sai che un giorno, non sai quando, ma lo sai perché lo senti, arriverà in bella vista sugli scaffali delle librerie, nel luogo che ha dimostrato di meritare, e non più solo di costa sperduto tra mille, nell’angolo dedicato alle piccole case editrici.

Finché una mattina ti svegli, e scopri che Il peso specifico dell’Amore è già sugli scaffali, in bella vista, con tanto di promozione. Ma il dramma è che non si tratta del tuo romanzo, no. È di Federica Bosco, edito da Mondadori. Ti hanno rubato il titolo, quel titolo che caratterizza come non mai il tuo romanzo. Se ne sono appropriati così, d’emblée, come se l’era di internet dovesse ancora bussare alle porte e non si potesse sapere se quel titolo esiste già. D’altronde, quando un titolo ti piace tanto, perché farsi scrupolo di scoprirlo?

Ora, non so come sia questo peso specifico della Bosco, magari è anche un bel libro, ma non è questo il punto. Il punto è che è avvenuto un saccheggio, un saccheggio in piena regola, che non indispettisce solo me e la piccola casa editrice che cerca di non essere schiacciata dal monopolio editoriale, indispettisce anche ogni singolo lettore de Il peso specifico dell’Amore, di quello originale, quello di Gianluca Antoni edito da Italic peQuod

Perciò non ci sto, statene certi, miei prodi lettori. Lo difenderò con le unghie e con i denti. Perché lo amo, questo romanzo. Lo amo di quell’amore dal peso specifico pari al piombo ma leggero come una piuma che auguro a tutti di provare!

Ciurma, all’arrembaggio! 

Gianluca Antoni

Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapauta Ipnotista, Career Coach, Formatore, Scrittore

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