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Come coltivare il proprio talento (II)

wittgenstein 01Nel precedente post abbiamo parlato di come spesso la realizzazione dei nostri desideri è vincolata all’acquisizione di capacità. È bene sapere che qualsiasi processo di apprendimento (e di realizzazione di un desiderio) non è un percorso lineare ma un tracciato costellato da progressi, regressioni e plateau. Gli errori e i fallimenti quindi sono parte integrante del continuo processo di miglioramento: facciamo tre passi avanti, due indietro, a volte ci sembra di essere fermi, ma con il passare del tempo, se stendessimo una linea dell’apprendimento o del percorso verso la realizzazione del desiderio o del cambiamento agognato, scopriremmo di essere migliorati, sempre più lontani dal punto di partenza e più vicini a quello di arrivo.

In ogni caso, il timore del giudizio degli altri, di non essere considerati bravi o all’altezza è sempre in agguato. E c’è sempre qualcuno intorno a noi, magari mosso da invidia, pronto a criticare o a svalutare i nostri risultati. Provare a coltivare il nostro talento ci pone su di un terreno minato, spesso competitivo, dove il confronto con gli altri diventa inevitabile. Per questo è bene concedersi tempo e spazio per il miglioramento prima di affrontare l’arena sociale.

Coltiva inizialmente il talento in solitudine. Se vuoi diventare illustratore di libri, inizia a disegnare senza far vedere le tue illustrazioni a nessuno finché non acquisisci una certa padronanza. Quando senti di aver acquisito un buon livello, scegli delle persone di fiducia, che ti vogliono bene e che sei sicuro che ti sosterranno. In questa fase non hai bisogno di un giudizio professionale ma di approvazione affettiva, di qualcuno che ti dica “bravo”, “bello”, “mi piace”, “continua così”, “puoi migliorare”. Questo rinforzo affettivo dalle persone vicine ha il potere di caricarti, ti fa sentire di essere sulla buona strada e ti aiuterà a migliorare ancora le tue capacità pittoriche. Dopo questa fase, a meno che tu non decida di mantenere privata la tua passione, arriva il momento di affrontare il giudizio professionale: far vedere i tuoi disegni a persone competenti in grado di darti una valutazione “oggettiva” libera da distorsioni affettive. Affronta le “critiche” con apertura mentale e considerale fonte di miglioramento. Domanda consigli e suggerimenti per superare i tuoi limiti ma non farti scrupolo di farti indicare quali sono i punti di forza e le qualità che si possono intravedere nelle tue opere. Non cercare un unico parere professionale: confrontati con più persone. Ti permette di individuare quali sono gli aspetti condivisi (e quindi oggettivi) sia positivi che negativi delle tue capacità, e quali invece legati al gusto personale. Utilizza i consigli e i suggerimenti per migliorare le tue abilità illustrative e trovare il tuo stile personale. Dopo questa fase, consapevole del tuo livello di competenza, puoi cimentarti nella ricerca di una casa editrice a cui proporre le tue opere e la tua collaborazione.

Nel coltivare il tuo talento, ti accorgerai che lo standard dei risultati attesi aumenterà costantemente. Dovrai confrontarti ad ogni livello di competenza, e ogni volta accettare la paura del confronto con gli altri. Provare paura è la garanzia che ti stai misurando con te stesso su di un nuovo terreno, che stai potenziando le tue capacità, e che sei sulla strada del miglioramento. E ogni volta ti sentirai insicuro. È normale che ti ci senta. Infatti l’insicurezza non è un nemico da combattere che tenta di sabotare i tuoi tentativi ma solo il passaggio obbligato verso la sicurezza. Prova a pensare a tutte le cose che sai fare con sicurezza, ad esempio guidare la macchina, e ti accorgerai che è proprio così: le prime volte che ti sei cimentato in quell’attività ti sentivi insicuro. E devi ringraziare quell’insicurezza se ora sei diventato bravo: ti ha permesso di mettere la giusta concentrazione e il giusto impegno nella fase di apprendimento.

Gianluca Antoni

Gianluca Antoni

Psicologo Psicoterapauta Ipnotista, Career Coach, Formatore, Scrittore

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